Marketing, comunicazione, social media marketing, buzz, media advertising
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La campagna per le presidenziali di Obama / Biden ha portato i suoi frutti non solo per la vittoria politica, ma per due premi vinti in occasione del Cannes Lions: Titanium Grand Prix & Integrated Grand Prix.

Grazie all’intera strategia della campagna “Yes We Can”, cominciata nel 2007, questa case history rimarrà sicuramente nella storia della comunicazione e del marketing. Un perfetto esempio di marketing multicanale che ha coinvolto strumenti partecipativi attraverso i social media, integrati a strumenti più tradizionali.

Era sicuramente una vittoria annunciata, dovuta non solo alla strategia adottata, ma al “brand” oggetto della campagna. Non stiamo parlando di un prodotto che deve creare la sua personalità su basi effimere, ma di una persona che porta con se un messaggio reale e tangibile. Se lo scopo di un brand è quello di creare un universo in grado di attirare dei fan, nel caso della strategia politica di B. Obama, i valori sono stati la causa scatenante dell’entusiasmo dei cittadini USA.

Il merito della personal branding strategy è stato quello di aver amplificato l’effetto conversazionale e di passaparola attorno all’attuale presidente.


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Per il lancio del nuovo Google Phone HTC basato su OS Android è stato appena diffuso in rete un nuovo viral video. La formula è ancora una volta l’entertainemnt di un buon finto video amatoriale, in grado di mettere in risalto le prestazioni della telecamera.

Arriva l’estate, l’attenzione si abbassa nei media tradizionali, meglio farci divertire con qualche video virale da scaricare sui nostri dispositivi portatili per condividere i contenuti anche in spiaggia (soprattutto se stiamo parlando di teenager).

La campagna infatti sta interessando maggiomente appassionati d’età più giovane, utilizzando MySpace come social network principale per coinvolgere utenti e creare buzz attorno al brand.


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L’interesse per il servizio di microblogging più famoso al mondo cresce e con un ritmo frenetico escono studi e ricerche quali/quantitative su Twitter.

Questa ultima ricerca data giugno 2009 ed è stata rilasciata da Sysomos, effettuata su 11,5 milioni di utenti su Twitter. I dati ci fanno riflettere su due ordini di rilivanza, che da una parte interessano il crescente interesse da parte degli utenti verso questo strumento, dall’altra confermano una fase in cui sono maggiormente gli early adopters ad utilizzare Twitter in modo costante.

  • La maggior parte degli utenti (il 72,5%) si sono iscritti nei primi 5 mesi del 2009
  • 85,3% degli utenti postano meno di un update al giorno
  • 21% non ha mai postato un tweet
  • 93,6% hanno meno di 100 followers, mentre il 92,4% segue meno di 100 persone
  • 5% degli utenti generano il 27% delle intere attività su twitter (stiamo parlando comunque di 550mila utenti)
  • Come potevamo aspettarci gli USA hanno il maggior numero di utenti
  • Oltre il 50% degli update provengono da applicazioni web e mobile based, mentre il resto dal sito twitter.com – il più utilizzato è sempre tweetdeck.
  • Le donne (53%) sembrano essere più numerose degli uomini (47%).
  • Le persone che si identificano come PR professional, il 65% non hanno mai postato un update

twitter 2009

L’età media degli utenti è tra i 20 – 30, anche se notiamo un interesse tra i più giovani tra 15 – 19 anni.

Da parte mia cerco di sapere sempre di più cosa pensano gli utenti “normali” dei servizi come twitter, ma trovo fino ad ora un sostanziale disinteresse per il servizio. Molti conoscono twitter grazie agli ultimi articoli sui giornali,  pochi sono fino ad ora invogliati a provarlo, non riscontrando nessun arricchimento nella ricerca di  informazioni. Fattore che spinge maggiormente le persone abituate ai servizi del social web, ad utilizzare twitter ed altri tools per  micro-blogging.

Potete consultare l’intera ricerca a questo indirizzo

Potete sempre seguirmi su twitter qui.


Quando trovi una formula vincente nel marasma della creatività virale, non puoi non continuare a servirti del suo successo. Così come Haineken con la serie “Walk in fridge”, EA Sport “rispolvera” il format  Tiger Wood walk on water, il video virale lanciato un anno dopo il bad buzz generato dal videogioco.

Questa volta  è il turno di Rocco Mediate di camminare sull’acqua, sarà all’altezza di Tiger Wood?

Il concetto è stato lanciato, come vedrete, per genrare buzz attorno ad un concorso user generate. I miglior video virale UGC avrà infatti la fortuna di vincere $50k.


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Qui il video Tiger Wood per chi non lo avesse visto


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storytelling-book

L’advertising e il social media marketing sempre di più hanno qualcosa in comune a mio parere, o almeno dovrebbero averlo. Se da un lato la pubblicità viene continuamente accusata di essere falsa e divulgare informazioni astratte, dall’altra viviamo un momento in cui i social media veicolano quantità enormi di informazioni, qualche volta difficili da seguire puntualmente.

Le aziende non si rivolgono solo ai consumatori, ma ad un gruppo variegato di attori, come ai suoi collaboratori, gli influenzatori d’opinione e ai media di settore. Diventa importante quindi saper gestire differenti modi di comunicazione, stimolando in qualche modo l’intelletto dei suoi spettatori.

Quale importaza ha lo storytelling oggi ? Informare non basta più, nemmeno nei social media dove gli utenti richiedono trasparenza da parte delle aziende, per fidelizzare bisogna sedurre.

Se alcune volte lo storytelling è insito nel prodotto, molto spesso stà alla creatività e all’arte di saper raccontare una storia attorno all’universo del brand, che determina le scelte del consumatore.  Come nella vita di tutti i giorni quando raccontiamo un fatto, ci serviamo di aneddoti o similitudini che rendono i discorsi meno astratti.

Nel social media marketing, che  sia fatto attraverso Facebook o twitter, attraverso blogger o community, l‘aspetto conversazionale non deve perdere di vista l’aspetto emozionale del brand. Se da una parte l’azienda ora può avere un volto, dall’altra parte deve emozionare. Per questo anche le campagne su Twitter dei grandi brand si spostano su due fronti: da una parte quello del CRM 2.0 e dall’altro quello emozionale attraverso i canali 2.0.

Qualche esempio:

Uno dei motivi per cui sono le community di appassionati ad un prodotto che attivano per primi buzz e passaparola attorno ad una campagna, quelli che per primi percepiscono universo tangibile e lo status del prodotto. Come ad esempio Herley-Davidson (la ribellione e la libertà).

La storia deve avere come eroe colui al quale viene raccontata la storia

Debolezze dello storytelling:

L’arte di raccontare una storia non è da confondere con “raccontare delle storie”, con questo voglio dire che devono essere mantunete le promesse e devono essere reali. Il fine non giustifica i mezzi e l’onestà deve rimanre fondamentale nel momento in cui giochiamo con le emozioni del pubblico.

Mi viene in mente la nuova filosofia lanciata da Ogilvy per differenziarsi da altre agenzie. Offrire ai brand il concetto di “Big Ideal”, ovvero la possibilità per le marche di essere utili alla società nel campo in cui esse sono specializzate.  Portare con se un ideale, da la possibilità  di parlare di qualcosa che interessa molto di più una determina comunità.


Tiji è un canale totalmente dedicato ai bambini e con questa pubblicità lanciata nel 2008, si è aggiudicatao il premio Grand Prix 2009 della pubblicità. Voglio iniziare con voi la settimana in modo poetico grazie a questo video e tornare indietro fino all’infanzia.

Non si tratta del classico spot quello creato da DDB Paris, ma di un vero e proprio cortometraggio che ricorda per la fotografia e la poesia il realizzatore Hayao Miyazaki (Il viaggio di Chihiro).

In un anno anche su internet ha registrato più di 260 000 su DailyMotion, ma quello che importa è tornare per un attimo bambini e immaginare come avremmo continuato la storia del palloncino rosso a forma di Maneki-neko.



Da qualche giorno su Facebook è  possibile creare la propria URL personalizzata, modificando i caratteri con un estenzione del tipo nome-cognome ad esempio. Questo comporta non solo una più semplice ricerca dei contatti, ma anche una migliore indicizzazione su Google, qual’ora qualcuno ricercasse informazioni su di noi.

WVfacebook

Volkswagen (VW) ha preso la palla al balso per dare un plus alla marketing strategy, integrando alla campagna TV il link alla fan page su Facebook facebook.com/vw e non al sito istituzionale.

Grazie a questa strategia il brand ha voluto valorizzare anche l’ottima applicazione in grado di analizzare il proprio profilo e indicarti quale macchina più si addice hai tuoi gusti.


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Un ottimo modo di integrare online e offline, proprio come per il caso Pepsi Raw su twitter di cui vi avevo parlato. Molto spesso i consumatori possono essere anche utenti della rete, ma non sempre nella possibità di conoscere le attività che i brand attivano online, per questo l’integrazione nel media mix di campagne tra loro integrate potrebbe essere il futuro del social media marketing stesso.


Lottomatica ha lanciato una community di giochi online dedicata agli appassionati dei così detti skill games, ovvero giochi di abilità. Testando la piattaforma mi sono soffermato su quelli che sono gli aspetti che più mi interessano in questo ambito, la parte community e tools 2.0, anche se per una volta devo ammettere che è stato divertente mettermi alla prova con alcuni giochini di destrezza.

Sono piacevolmente sorpreso di come in molti ambiti del web, si stia dando molta importanza alle social application in modo da aggregare gli appassionati di un determinato settore. Nella comunity di Lottomatica è infatti possibile creare un pesonaggio e farlo crescere nella scla sociale della community, potendo interaggire anche con altri utenti in tempo reale grazie alla chat. Grazie alla geocalizzazione è anche possibile lanciare sfide a utenti del tuo stesso livello che abitano nella tua stessa città.

Probabilmente ci arebbero da migliorare alcune cose. Avrei ad esempio inserito la possibilità di commentare i giochi in modo sia testuale che con un punteggio, in modo da aumentare anche la partecipazione degli utenti allo stesso miglioramento dei mini-game.

L’importanza è creare una community e un prodotto che non sia basato tanto sul business model, ma su quello che gli utenti si aspettano dalla community. Infatti su skill club è possibile giocare gratuitamente, solo se si vuole sperare di vincere è allora d’obbligo avere dei crediti.

Credo che indipendentemente dalla start-up che abbiamo intenzione di creare online, sia fondamentale dare la possibilità agli utenti di interagire attivamente, in un periodo dove ci accorgiamo come i social network non sono così differenti dai bisogni  di socializzazione e partecipazine che abbiamo sempre avuto nella vita quotidiana.

Disclaimer: Per l’agenzia dove lavoro sto lavorando per Lottomatica, ma questo è un mio punto di vista personale sul servizio e su alcuni aspetti marketing 2.0 di cui ho voluto parlarvi ;-)


iphone-3Gs

Da qualche giorno, per chi come me si interessa alle novità iPhone e mobile in generale, avrà notato una piccola rivoluzione da parte dei blogger del settore. Non solo nei blog, ma anche su forum e social network non si fa altro che parlare dei prezzi folli rilasciati dai due principali gestori telefonici italiani per l’acquisto nel nuovo iPhone 3Gs.

Apple vive e regna anche grazie al buzz autogenerato dagli appassionati, sempre più alimentato dalle politiche di casa Apple in grado di garantire quella giusta dose di rumors e curiosità.

Sono proprio i rumors che nel bene e nel male muovono centinaia di commenti solo nella blogosfera italiana, conditi da lamentele e sostenitori a tutti i costi, che hanno come unica cosa in comune l’obbiettivo finale che ogni azienda vorrebbe..l’acquisto del prodotto.

Se Melamorsicata ha deciso di fare un gruppo su Facebook per boicottare i prezzi ingenti del nuovo modello, H3G stà vivendo un piccolo momento di difficoltà su twitter @3Italia non avendo rispettato le aspettative dei suoi followers. E’ stato l‘ultimo messaggio a indispettire ancora di più qualcuno (per la serie il gioco è bello quando dura poco), proprio perchè è stato vissuto come un semplice buzz non in linea con H3G. Come vi spiego nelle prossime righe 3 ha tutto l’interesse che la vendita dell’iPhone senza contratto abbia dei prezzi inaccessibili, proprio per la sua politica competitiva sugli abbonamenti.

Per concludere ecco quali sono le mie personalissime idee sulla scelta di prezzo dei gestori per l’iPhone senza contratto:

Le persone che dopo nemmeno un anno si ritrovano un dispositivo non aggiornato, qual’ora volessero avere l’ultimo modello, sono “costrette” ad effettuare due semplici  azioni nel mercato:

  • vendere il vecchio
  • acquistare il nuovo

L’italia al momento è uno degli stati che più di tutti hanno sempre puntato più sul mercato delle prepagate che  ai contratti . Per adeguarsi alla nuova generazione di dispositivi mobile con prezzi ovvimanete elevati, anche nel nostro Paese è giunto il momento di concentrarsi sui contratti telefonia + internet, dove il telefonino può essere acquistato a prezzo inferiore.

Quando l’anno scorso l’Italia fu uno dei pochi paesi a rendere possibile l’acquisto dell’iPhone senza abbonamento ad un prezzo alto, ma non inaccessibile, molte persone avranno continuato ad usufruire dei servizi ricaricabile anche dopo l’acquisto dell’iPhone 3G.

In un ottica a lungo termine, dove l’obbiettivo vuole essere l’acquisizione di clienti fidelizzati tramite contratto, tenteranno di offrire dei prezzi vantagiosi tramite abbonamento per l’acquisto del nuovo iPhone. Nel caso in cui i prezzi sarebbero stati mantenuti simili al precedente modello due ordini di fattori si sarebbero eventualmente verificati:

  • Chi ha l’intezione di comprare il nuovo modello venderebbe quasi sicuramente il vecchio.
  • Chi acquista un modello usato è particolarmente sensibile al prezzo, ma attirato dallo status del prodotto.

La compravendita tra privati distoglie l’attenzione del consumatore da quello che è l’obbiettivo dei gestori di telefoni: non vendere cellulari, ma acquistare consumatori fidelizzati con contratto.

In poche parole come in Francia piano piano si sta cercando di spingere la fidelizzazione dei contratti a discapito delle prepagate? Vedremo cosa succederà con le offerte a contratto.

Ovviamente sono mie considerazoni analitiche, non disponendo di alcun dato strategico delle aziende e per una volta mi abbasso al gossip del momento :-) .

update: Ecco cosa succede quando si gioca sui rumor e non solo sulla relazione clienti basata sulla trasparenza in un ottimo riassunto della vicenda nel post di Kawakumi . 3Italia si è mossa bene su twitter fino ad ora, ma probabilmente in buona fede ha creato un effetto boomerang. Questo potrebbe ancora giocare a favore di 3 se saprà sfruttare l’occasione di dimostrare le sue doti di community management. Stay turned


La Poste, ovvero l’azienda delle poste francesi, ha creato due video virali per il lancio e la promozione di dei servizi Lettera raccomandata elettronica e la possibilità di personalizzare i propri francobolli postali.

La creatività si basa su concetti vincenti nel caso di  Samsung: un avvenimento inverosimile in formato 3D,  che con un poco di umorismo, ben spiega le particolarità del prodotto o servizio.  Rimane costante l’elemento pseudo amatoriale di questo genere di video advertainment.

Buona anche l’dea di giocare su un titolo molto ricercato su Youtube, dato il lancio imminente del nuovo film Transformers.

Lettera raccomandata elettronica


Francobollo personalizzato


La campagna è stata appena lanciata, quindi al momento non so darvi nessuna informazione rilevante in più circa l’impatto su blog e views del video.

agenzia : Euro RSCG C&O
production : The Dark Room

via Buzz&Cie


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