Il Super Bowl è una tappa importante per molte aziende che investono nella pubblicià. Se qualcuno come Pepsi ha deciso di rinunciare a questa vetrina per concentrarsi su altre forme di coinvolgimento come i social media, altri punteranno tutto per uscire dalla massa. Forse a causa/grazie alla crisi moti investitori si rendono conto dell’importanza del coinvolgimento degli utenti nel web per massificare il ROI e la coda lunga del loro messaggio Adv.
Forbes ha creato questo widget che permette di vedere tutti gli spot e votarli direttamente. Vorrei però sapere quale video avete voato come il migliore e con quante stelline, creeremo cosi una classifica dei lettori di Womarketing .
Vorrei dire solo, Geniale! Non mi faccio predere così dall’entusiasmo e forse lo sapete, ma in queso caso sono rimasto stupito dalla campagna “Lego Click: Find Your ispiration”.
Adoro questo gioco da quando ero bambino, e parlare di una campagna veramente ben riuscita da parte di questo “brand” non può che farmi felice. Ma partiamo a piccoli steps:
Lego è il gioco di costruzioni, che non solo a creato e mantenuto un numero grandissimo di fan, ma che può vantare di essere stato tra i primi a creare un engagement con loro attraverso i social media, come se ne parla tra gli altri su Groundswell .
Un gioco interamente dedicato alla fantasia e alla creatività di piccoli e grandi, gioco tanto intelligente da rischiare in qualsiasi momento di terminare il suo ciclo di vita, a causa della società sempre più basata sulla TV e un ricambio continuo da parte dei bambini dei propri giochi. L’unica chance è quella di rimanere sempre un top of mind, un gioco alla moda!
L’ultima trovata è stata quella di creare una vera e propria esperienza, alla volta sia per i genitori che per i bambini. L’ispirazioneè il punto di forza dello storytelling della campagna, e grazie al sito possiamo inviare i nostri “mattoncini” di creatività condividendoli con gli utenti. Si possono inviare diversi media:
immagini
post
video
twitter
Aggiungendo l’ #legoclick si possono condividere facilmente le proprie ispirazioni e contribuire a qesto mashup partecipativo.
Un video teaser è stato utilizzato per far conoscere il progetto, video che ha facilmente goduto dell’effetto virale per la sua creatività.
Ovvimente un conto twitter e una fanpage sono state create, oltre ad un applicazione iPhone. Ogni contenuto è condivisibile sui social media, trascinando un mattoncino, aumentando il contatto congioco.
Un progetto finalmente non basato su una determinata tecnologia (vado su twitter perchè fa figo), ma che si serve di essa per aumentare la partecipazione e l’apetto ludico, una campagna non basata sul prodotto, ma sui suoi valori e la sua storia. Avrei probabilmente aggiunto un ulteriore stanza dove poter utilizzare dei mattoncini e prolungare così il contatto con il brand e la permanenza nel sito.
Rieccomi con il consueto appuntamento della classifica Marketing Wikio, in anteprima per noi blogger mkt. Piccola scesa di posizione da parte mia, con una bella new entry di “Aghenor” e doctor Brand che mi spalleggia dietro .
La classifica viene creata grazie a Backlink Factory. In parole povere Backlink Factory è uno strumento in grado di evidenziare tutti i blog indicizzati in Wikio che hanno fatto un link verso il vostro blog in uno dei loro post.
Wikio lancia anche Wikio Labs, dove attraverso un analisi dei blog italiani, possiamo avere una piccola panoramica delle conversazioni e le citazioni top nella blogosfera, attraverso Buzz cloud. Mentre attraverso il servizio Wikio trends è possibile comparare il trend delle conversazioni su specifici argomenti.
Wikio source infine permette di monitorare diverse statistiche del vostro blog, come le parole più utilizzate nei post e il numero di backlink ricevuti ogni giorno, per monitorare i vostri standard di contenuti e la presa che avete sulla vostra community.
Tutti voi avranno visto online una delle campagne più divertenti degli ultimi mesi by Diesel. Il concetto è semplice: “Gli stupidi hanno le palle, sono coraggiosi e hanno qualcosa da raccontare perchè tentano nuove strade”.
Questa una piegazione in video della campagna “Be stupid”:
Il doppio senso di Diesel è sottile ma affascinante, il brand non esalta la stupidità in quanto tale, ma tutti coloro che si sono sentiti dare degli stupidi, perchè hanno osato più degli altri! Il brand italiano è stato uno dei primi ad investire nel mercato dei jeans dall’aspetto usato.
Ma non poi così tanto:
Mentre ero a Berlino questo week-end, ecco che vedo questa affissione Diesel andando verso la zona del Muro. Un affissione geolocalizzata veramente notevole, che a mio parere racchiude tutto il DNA del brand, e i cromosomi degli ideali dei giovani, che in quel periodo volevano osare e cambiare le regole del gioco.
Twitter, dopo la geolocalizzazione dei messaggi, ha appena lanciato la possibilità di monitorare i trend più popolari nel proprio Paese o ancora nella propria città, ovvero i topic più discussi dagli utenti in un breve periodo di tempo.
Mi sembra uno strumento piuttosto interessante per alcuni motivi, che interessano diversi ambiti della comunicazione:
Giornalismo dal basso: la localizzazione di trend potrà finalmente dar voce ad argomenti o fatti meno rilevanti a livello internazionale, ma altrettanto importanti per diffonderli ad una comunità più ristretta.
Social Media Marketing: Operazioni di marketing su twitter localizzate avranno un suo perchè per quanto riguarda l’effetto “virale” dell’iniziativa. A questo punto anche le realtà più piccole potrebbero essere interessate, se non ad attività di branding conversazionale, a dare un valore aggiunto a potenziali clienti che ricercano solamente vantaggi promozionali.
Trovate altre opportunità per gli utenti in questo senso?
L’altro giorno volevo approfittare degli ultimi saldi a Parigi, per comprarmi degli stivaletti da uomo. Cercando online sono allora caduto su questo post, dove la blogger Deedee, racconta nel suo blog una brutta avventura con la marca Sandro.
In poche parole, poche settimane dopo l’acquisto di suoi stivaletti da donna, il cuoio ha cominciato a perdere colpi fino ad aprirsi sul davanti. Il racconto sul suo blog ha generato non pochi commenti negativi (36 per l’esattenza in un primo momento su oltre 60 commenti attualmente) da parte delle sue lettrici, tanto da attirare l’attenzione dello stesso Direttore Generale della marca francese, un po’ per caso.
L’inaspettato intervento da parte di uno dei massimi esponenti del brand è stato quantomeno inaspettato da parte di tutti, ma sicuramente di grande effetto per la reputazione della marca, che fino a quel momento aveva appena generato un badbuzz considerevole (5.000 visitatori leggendo questo post). Riassumendo le parole del Direttore Generale:
- Con grande onestà ha ammesso l’errore e soprattutto il fatto di aver sottovalutato l’importanza della blogosfera, che data la sua età non era così evidente. Dopo essersi scusato ha accettato i commenti e le opinioni negative, dichiara una consapevolezza di più bassa qualità su alcuni prodotti, ma che nel lungo termine cercheranno costantemente di migliorare. Ha allora messo in contato la blogger con una delle responsabili commerciali per risolvere il problema ed ha proposto ad alcuni dei partecipanti alla conversazione di incontrarsi in un caffé per parlare dell’accaduto e dei loro gusti in generale in fatto di moda, e in particolare le aspettative nei confronti della marca.
Una risposta più che mai pertinente, dove ho notato un reale coinvolgimento lontano da ogni forma di strategia di comunicazione, un approccio da migliorare, ma perfettamente in liena con le aspettative dei coinvolti.
I commenti a seguire sono diventati di elogio per il suo intervento e quelli negativi sul brand molto più costruttivi. Una lezione per tutti e per la marca Sandro sull’importanza di monitorare la propria reputazione. Sara completamente nelle loro mani trasformare questa situazione di crisi, in un evento a loro favore, in particolare con una vera e propria azione di community management.
Una nuova campgna Coca-Cola particolarmente riuscita, dopo l’idea creativa dedicata ad Avatar. Coca-Cola si posiziona ormai come una vera e propria bevanda distributrice di happiness, a differenza di altri concorrenti più concentrati nello sport.
Un ottimo dispositivo che riesce ad integrare un a piccola operazione di guerilla marketing, molto mirata, all’obbiettivo principale della campagna: creare un video che potesse avere la possibilità di diventare virale.
Un ottima opportunità per il brand per creare un engagement con tutti coloro che utilizzeranno questo video teaser, per mostrargli in anteprima un eventuale concorso, minisite o altra iniziativa correlata. Spero che Coca-Cola ci abbia pensato, sarebbe n peccato farsi sfuggire questa occasione.
Forrester ha rilascito ed aggiornato la Social Thecnogrphics, una mappa visuale in grado di analizzare il profilo e le abitudini degli utenti, che rendono internet un ambiente sociale.
Se confrontiamo questa nuova versione con quella del 2009, ci rendiamo conto come siano sostanzialmente aumentati gli utenti attivi, così detti “creators” ( dal 13% al 24%), aumentano anche i “critics” (dal 19% al 37%) coloro che hanno un peso importante sulle conversationi su prodotti e servizi. Grazie ad un aumento degli utenti internet e ad una maggiore evangelizzazione dei blog e social network, sono aumentati i “joiners”, coloro che leggono blog e forum e vedono video online. tutto solo a scapito degli “Inactives”.
Il crescente utilizzo degli strumenti di microblogging, come twitter e friendfeed, ha portato ad aggiungere una nuova categoria:
Conversationalist: posizionati nella scala subito sotto i “creators”, sono coloro che aggiornano (almeno una volta a settimana) il profilo su twitter o Facebook in particolare.
Questo update dimostra come gli utenti di microblogging stiano aumentando, indipendentemente dal numero di blogger. Non sono totalmente d’accordo sul fatto che essere un “Conversationalist” sia nella scala più impegnativo del ruolo dei “critics”, ma ancora una volta non si tratta di una segmentazione, anche perchè alcuni ruoli possono sovrapporsi.
Dovremmo invece riflettere se il nostro prodotto possa trovare un terreno fertile, per attivare una conversazione attiva con le persone, che influenzano nel bene o nel male la reputazione del nostro brand.
Possiamo veramente fare a meno dei Social Media ? Probabilmente dei social media si, ma non delle pesone che ne fanno parte. Per questo non dobbiamo dimenticare:
Conversation must be consumer driven: il valore aggiunto deve essere per la vostra community e non direttamente per voi. Se la vostra community cresce voi crescete.
Social conversation must be All-inclusive: tutti gli utenti interessati dovrebbero essere coinvolti in un modo o nell’altro, non solo così da stimolare la loro nicchia di amici e lettori, ma soprattutto per non rischiare di valorizzare solo i così detti “influencer” .
Must be brillant: valore, storytelling, creatività, sono alcuni dei fattori che stimolano il passaparola e gli utenti ad interagire con un brand
Must be Authentic: ogni risposta deve essere autentica, anche nel caso in cui questa possa scontentare una fascia di utenti. Ammettere di aver sbagliato o dichiarare di voler trovare una soluzione, solo nel caso in cui siamo veramente convinti.
Creare una Social Experience è quindi l’obbiettivo primario, possibile solo se ascoltiamo quello che gli utenti dicono su di noi, prima ancora di partire con la nostra conversazione.
Vitaminwater, brand del gruppo Coca-Cola, ha deciso qualche tempo fa di coinvolgere la propria community di fan su facebook per trovare un nuovo gusto per la sua linea di bevande energizzanti. Se qualche volta sono scettico verso alcune operazioni di crowdsourcing advertising, in questo caso sposa in pieno il mio punto di vista: coinvolgere i veri appassionati della marca ha un impatto migliore rispetto a coinvolgere mille creativi.
Bisogna dire che Vitaminwater ha oltre 1mil di fan ed è stato messo a disposizione un premio di 5.000 $, due fattori che hanno sicuramente contribuito al successo di questa campagna, oltre all’utilizzo di un applicazione facebook ad hoc per coinvolgere il massimo di utenti. Vi basta dare un occhiata all’interazione tra gli utenti dopo la rivelazione del nuovo gusto:
La cosa più interessante è il nome che è stato dato al nuovo gusto black cherry-lime: <<CONNECT>>, con tanto di logo Facebook e la frase “Made by fans for fans on Facebook” sul packaging . Un primo tentativo di integrazione tra offline (Pepsi aveva integrato Twitter nell’adv della nuova linea Pepsi Raw) e online molto interessante, soprattutto per un brand che dimostra di avere un forte senso della propria community e influencer. Mi fa solo strano non vedere nessun richiamo al loro conto facebook e twittersul sito istituzionale.