Sky questo Natale decide di utilizzare Facebook per fare gli auguri ai suoi utenti grazie all’applicazione per Facebook Don Natale. Ispirandosi ai film di mafia ci presenta un Babbo Natale leggermente diverso di quello che la Coca-Cola ci ha abiatuato a vedere.

Molti di voi ricorderanno l’applicazione creata da Petit Bateau o ancora da Disney Paris, grazie alla quale si poteva creare un contenuto video personalizzato direttamente accedendo alle vostre informazioni su Facebook. Sky adotta lo stesso principio per creare un contenuto di marca a grande scala, contando sulla viralità degli “auguri di Natale” e su un esperienza creata direttamente grazie agli utenti.

Questo tipo di tattiche sono ovviamente di successo nel caso di brand di entertainement, ma bisogna fare attenzione a non uscire dall’universo di marca e soprattutto utilizzare il meccanismo come pretesto per comunicare dei valori o un posizinamento. Il raggiungimento di un effetto virale deve essere solamente secondario.

Articolo sponsorizzato

Viral video by ebuzzing

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Raramente posto dei video solo perché trattano temi legati al web, tuttavia questa volta devo fare un eccezione per un motivo che merita di essere messo in valore.

A parte il fatto che Twitter compie “già” 5 anni nello spot creato per l’occasione troviamo personaggi del panorama mondiale tra i più influneti. Da Snoop Dogg, all’astronauta Paolo Nespoli, passando per Serena Williams, ci raccontano perché utilizzano Twitter quotidianamente.

Come vi dicevo la cosa che più mi ha colpito è che i testimonial questa volta, se pur delle celebrità, sono effettivamente degli utenti come Noi. La diversità di interessi del panel sicuramente è in grado di ingaggiare coloro che come me sono già utilizzano quotidianamente questo strumento, probabilmente uno stimolo in più per coloro che vogliono rimanere in contatto con i loro personaggi e argomenti preferiti.

Enjoy:


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Twitter resta fortemente attaccato al suo posizionamento iniziale: un realtime social news in grado di creare delle comunità d’interesse.

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Ralph Lauren come molti altri brand di lusso hanno capito con il passare degli anni come il web è parte integrante della personalità che un brand co-costruisce con i propri fan. Se per un brand di lusso i consumatori sono i giovani adulti e l’adozione di strategie digitali hanno tardato ad arrivare, l’importanza di parlare alle future generazioni in termini di innovazione è fondamentale.

Creare intimità per un brand di lusso non è semplice, questa deve essere più che mai accompagnata da un senso di privilegio per coloro che possino accedervi. I contenuti di marca sono quindi fondamentali per apportare valore e “bring dream in our life”.

Ralph Lauren consacra questo suo percorso grazie ad un sito dedicato alla marca che ripercorre la storia dell’azienda nell’ambito digital innovation.  Per l’occasione è stato creato un evento digitale in real life con una proiezione 4D per far vivere l’esperienza di un defilé innovativo.


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La tattica messa in piedi fa parte per la marca di una vera e propria strategia di posizionamento. La spesa necessaria ad affrontare un budget come questo deve essere considerata nella sua totalità. Non capisco invece l’attività H&M, che se pur interessante in termini di creatività, meno ha a che vedere con la marca. Un copy-cut che a mio parere non giustifica il posizionamento del brand dati i noti insuccessi di partenship del ratailer con alcuni brand di lusso.


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Domenica mattina sono stato contattato dall’agenzia LOWE Stratéus Paris, che mi ha consigliato di vedere questa loro ultima creazione per la Sécurité Routière. L’agenzia ha sempre giocato qulche volta con l’humor, talvolta con delle immagini choc per sensibilizzare i cittadini sul problema degli incidenti stradali a causa dell’acool.

Una campagna totalmente web per stimolre la conversazione attorno a questo problema. Una  realizzazione choc, vero, ma che mi ha particolarmente colpito nella sua capacità di trasferire diverse emozioni espresse dai personaggi.

Sono totalmente favorevole a questo tipo di operazioni, molto lontane dalle nostre “Pubblicità Progresso”, le  immagini sono dure, ma la vita lo è ancora di più. Probabilmente come per le campagne contro il fumo servirà a poco, ma tanto vale intraprendere un dialogo, visto che i social networwork ce lo consentono.


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Ho trovato assai interessante la mossa di inviare la mail la domenica mattina (anche se il testo della mail lasciava a desiderare).

Voi che ne pensate?

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Twitter ha finalmente rilasciato informazioni sul suo business model, che permetterà al servizio di microblogging di assicurarsi il posto tra i servizi di social networking, che probabilmente più inflenzeranno i prossimi anni nel mondo della comunicazione.

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Come potevamo aspettarci si tratta di un modello basato sulla pubblicità, e come tale ha attirato a sé altrettante perplessità da parte degli utenti. In sostanza Twitter darà alle aziende la possibilità di acquistare un servizio di “Promoted Tweet”, presenti all’interno delle conversazioni stesse degli utenti e che saranno misurabili in base a diversi parametri standard (impressions, click, RT, ecc.).

Dopo un periodo in cui il “web 2.0″ ha dovuto dimostrare di essere indispensabile per gli utenti, presentandosi in modo gratuito e indipendente, oggi i maggiori servizi come Facebook e Twitter hanno la possibilità di imporre un modello remunerativo per permetterci allo stesso tempo di rimanere nel panorama dei servizi web di oggi e di domani.

Tuttavia non è semplice accettare un “inquinamento” da parte dell’advertising su Twitter, ma che a mio parere non dovrebbero essere viste come il male, piuttosto un opportunità.

Per la prima volta possiamo parlare di Social Advertising: la possibilità di condividere e apprezzare un messaggio advertising, richiede una certa interazione dell’utente con il mesaggio, di conseguenza l’esposizione gioca con l’influenza digitale.

Gli utenti si aspettano la presenza dei brand su twitter: a differenza di Facebook, dove l’advertising è totalmente distaccaa dal modello di comunicazione di una fanpage, gli utenti su Twitter sono già abituati ad interagire con le marche. In qualche caso ricercano un’interazione con esse se utile a risolvere dei bisogni. In questo caso un “tweet sponsorizzato” non è molto diverso da un messaggio di 140 caratteri da parte di un brand, soprattutto se scaturisce da una ricerca specifica.

Gli utenti avranno un controllo parziale sull’intrusione pubblicitaria: se il messaggio non ha rilevanza per gli utenti, e questi non interagiscono con esso in qualche forma ( RT, favorite, click, ecc..), il messaggio non apparirà più tra i risultati.

In questo caso l’azienda dovrà impegnarsi per fare in modo che il proprio messaggio sia rilevante e contestualmente appropriato, a differenza del modello di Google deve apportare un vero valore.

Aumento della penetrazione delle aziende in ottica Social CRM: le aziende che decideranno di utilizzare l’advertising su Twitter, difficilmente potranno rinunciare ad essere presenti son una strategia conversazionale. I tweet sponsorizzati sono facilmente commentabili e in caso di domande o bad buzz, l’azienda dovrà essere presente.

Probabilmente un cavallo di Troia per invogliare i brand in un ottica di relazione continua, con utilizzo dell’advertising per massimizzare gli sforzi di marketing in termini di audience rivolgendosi non solo alla propria community. e al tempo stesso assolvedo al bisogno  di misurabilità.

Al tempo stesso Biz afferma che questi non saranno invasivi rispetto al normale flusso di conversazioni sul servizio di micro-blogging.

In un modo o nell’altro la Social Search acquisterà una rilevante importanza per la reputazione di un brand, anche se non conosciamo esattamente i dati di ricerca che al momento gli utenti effettuano su Twitter, grazie all’integrazione dei servizi real time su Google e Bing le aziende avranno interesse a prestarvi attenzione.

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Il Super Bowl è una tappa importante per molte aziende che investono nella pubblicià. Se qualcuno come Pepsi ha deciso di rinunciare a questa vetrina per concentrarsi su altre forme di coinvolgimento come i social media, altri punteranno tutto per uscire dalla massa. Forse a causa/grazie alla crisi moti investitori si rendono conto dell’importanza del coinvolgimento degli utenti nel web per massificare il ROI e la coda lunga del loro messaggio Adv.

Forbes ha creato questo widget che permette di vedere tutti gli spot  e votarli direttamente. Vorrei però sapere quale video avete voato come il migliore e con quante stelline, creeremo cosi una classifica dei lettori di Womarketing :-) .


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Tutti voi avranno visto online una delle campagne più divertenti degli ultimi mesi by Diesel. Il concetto è semplice: “Gli stupidi hanno le palle, sono coraggiosi e hanno qualcosa da raccontare perchè tentano nuove strade”.

Questa una piegazione in video della campagna “Be stupid”:


YouTube Direkt

Essere stupidi

Il doppio senso di Diesel è sottile ma affascinante, il brand non esalta la stupidità in quanto tale, ma tutti coloro che si sono sentiti dare degli stupidi, perchè hanno osato più degli altri! Il brand italiano è stato uno dei primi ad investire nel mercato dei jeans dall’aspetto usato.

Ma non poi così tanto:

Mentre ero a Berlino questo week-end, ecco che vedo questa affissione Diesel andando verso la zona del Muro. Un affissione geolocalizzata veramente notevole, che a mio parere racchiude tutto il DNA del brand, e i cromosomi degli ideali dei giovani, che in quel periodo volevano osare e cambiare le regole del gioco.

Diesel_stupid

Che ne pensate? Qui trovate altre affissioni della campagna.

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Camminando per la metro parigina in questi giorni, molti hanno fatto caso ad un brand insolito apparire su degli enormi billboard.  I più geek saranno rimasti destabilizzati al punto da credere di essere immersi in un progetto di augmented reality, ma nulla di tutto questo, nulla di più della realtà! Google lancia una campagna di affissioni piuttosto massiva nella metro di Parigi per Google Chrome, il browser internet tra i più promettenti dopo il progetto open-source di Mozilla FireFox.

google_opera

Perchè Google decide di investire in advertising su un progetto totalmente gratuito come Google Chrome ? Probabilmente l’uscita imminente del nuovo telefono ufficiale Google Nexus ha a che fare con questa strategia. Il motore di ricerca più famoso al mondo deve imporsi anche sul pubblico meno geek, soprattutto se vuole avere una speranza di contrastare l’iPhone della Apple, attuale detentore di gran parte del mercato dei device touch. Uno dei successi dell’iPhone è stato proprio la forza del brand Apple, top-of-mind per molti di noi, e di ognuno dei singoli progetti poi riuniti nel device di Cupertino.

Chrome : rapido = rapido : nexus ?

immagine via

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Ogni tanto uno spot degno di nota diventa virale, e questo prodotto dall’agenzia DDB New Zealand per MySky HD ha le carte in regola.

Ironico e fuori le righe per far passare il messaggio: quello che succede succede con Sky HD potete essere felici. La canzone “Que, Sera Sera!” accompagna le varie scene dello spot ma…

…non trovate il messaggio leggermente fuori obbiettivo? Una conferma che la TV utilizza un entertainment che genera una positiva ignoranza? Le immagini splatter sono solo per creare un effetto virale o potrebbero avere un impatto sul pubblico ? (grazie M3rl1n0 per la riflessione)

PS: Interessante la visione di Laura_aka_Fugiko che dice: qualsiasi cosa succeda non perdi i tuoi programmi perchè il decoder le registra.

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Le campagne di sensibilizazione si basano molto spesso sul coinvolgimento di testimonial, ma che sempre di più stanno perdendo impatto a causa di un minore impatto del loro personal branding sugli spettatori, almeno a mio parere. Alcune campagne invece sono riuscite a creare un effetto “virale”, grazie a video particolrmente d’ impatto sulle emozioni personali degli individui, ma sempre forzando sul lato “compassionevole” di fronte a situazioni di disagio.

La Germany’s Hearth’s Desire, che si occupa di sostenere i bambini con malattie cardiache, ha creato un video adv basato su una storia non direttamente correlata al loro obbiettivo, ma con un messaggio chiaro: ogni banconota da 50 euro ha una sua storia e con noi ha una fine gioiosa.

C’è quasi un completo distacco tra l’obbiettivo e l’immagine stessa di un organizzazione di questo tipo, e lo storytelling raccontato nel video.


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