Finalmente dopo tanto tempo ho avuto il coraggio di aprire Womarketing in francese. I contenuti saranno in parte gli stessi, ma per lo più saranno incentrati nel raccontare le differenze tra gli approcci italiani e quelli d’oltralpe.

Perchè utiliziamo molto più FriendFeed rispetto ad altri Paesi? Quali differenze dei modelli di business delle diverse agenzie in Italia rispetto alla Francia ?…

Non in ultimo la possibilità di connettermi anche attraverso il blog ad amici che fino ad ora mi seguivano solo su Twitter o che ho avuta la fortuna di conoscere personalmente in qualche trasferta parigina…non per ultimo esercitare la scrittura in questa lingua.

stay turned! su WOMARKETING IN PARIS :-)

womarketingfr

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WWF propone quest’anno di spegnere le luci per un ora il 28 marzo, quest’azione vale un voto per il Pianeta. Negli ultimi anni che ho vissuto a Parigi ho sempre aderito a questo genere di iniziative, che in genere proponevano cinque minuti senza utilizzare nessun oggetto che consumasse energia…a parte il nostro corpo ovviamente :-) .

E’ stato creato un sito dell’iniziativa 60Earth Hour, con grande dispiacere non ho sentito nessun telegiornale parlare di questo evento, o magari dovrei smetterla di stare su twitter e accendere la televisione.

In questa pagina troverete anche dei widget, qui invece dei banner da inserire nel vostro blog per sostenere la causa e creare un passaparola su questa causa mondiale. Da parte mia vado immediatamente a lanciare il messaggio su twitter nella speranza che ognuno re-twitti il messaggio.

Probabilmente non servirà a molto, ma aderisco in pieno a queste iniziative perchè mi ricordano che continuo a respirare anche senza computer acceso e perchè se pur per poco tempo si abbassano i consumi inutili di energia, con la speranza di sensibilizzare le persone in altre iniziative.

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Twitter sta pensando di far pagare il suo servizio per le aziende e le attività di business che lo utilizzano come servizio di marketing. Proprio Biz Stone, co-fondatore di Twitter, ha affermato che molte aziende lo stanno già usando e molti utenti le seguono entusiasti di questo servizio, con un account a pagamento avrebbero la possibilità di creare nouvi strumenti per gli account commerciali.

Twitter fino ad ora è stato uno dei pochi servizi che non ha voluto essere acquistato da altri servizi come Facebook o il colosso Google. Tuttavia uno dei primcipali problemi è proprio la sua mancanza di un modello di business che apporti delle entrate indipendenti dai venture capitalist che lo sovvenzionano.

A mio parere non è questa la soluzione ottimale, in accordo con quanto detto da Bob Pearson, vice presidente della community DELL : “Se ciò diventasse costoso e complicato, andremmo altrove”.

Altri problemi a mio parere impediscono di rendere questa decisione efficace per un brand. Se pensiamo che uno dei motivi del successo di Twitter per i brand, è proprio la possibilità di rendere sottilissima la linea tra personale e business.  Come fa giustamente notare Robin Grant, tutti gli utenti DELL sono persone reali, o come Scott Monty di Ford che utilizza twitter sia a scopo personale che per la comunicazione stessa della sua azienda.

Twitter è semplicemente copiabile da altri servizi, che potrebbero attirere sia utenti che aziende restando gratuiti. Probabilmente il modello di business su cui puntare potrebbe essere una maggiore visibilità per gli accout business, per aumentare con minore sforzo il numero di follower. Twitter, se anche vanta alcune case history interessanti, non ha certo consolidato un ROI attendibile nemmeno sotto il profilo dell’engagement, tale da poter invogliare le aziende a spendere risorse economiche (se calcoliamo che esistono delle spese se pur minime interne)

In definitiva quanto sta rischiando Twitter con questa possibilità?

Nel frattempo vi aspetto al Twestival qui a Roma domani sera per discuterne :-)

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Ieri si è tenuta la conferenza sul Marketing del 3° Millennio presso il Politecnico di Milano, con una tavola rotonda presieduta da Philip Kotler. E’ stata data in questa occasione la possibilità ai blogger di proporre una domanda direttamente a colui che è stato definito il “Grande Vecchio” del Marketing e proclamato “maggior esperto nelle strategie di marketing” dal Management Centre Europe.

Tra le circa 30 domande proposte a Philip Kotler la mia è stata scelta tra le 3 migliori (o più pertinenti) da proporre in sede della conferenza. Questa è stata la mia domanda che per ragioni di tempo e di ritmo della conferenza è stata ridimensionata così:

Customers are more and more oriented toward multichannel interaction and participation. Companies, especially in Italy, are facing relevant problems in implementing consistent multichannel marketing strategies. What is the reason, in your opinion?

Questa la risposta di Mr Kotler:

Yes, there is an explosion of channels. Now, each place may create a different view of the product. Bu somehow you’ve got to protect consistency by trying to control in what kind of channel your product end up.

How can you do that? Now we call every channel a “touchpoint”. One-to-one marketing, it’s all about knowing a lot about your single customer, so the single touchpoint should furnish me data. Profitability of every single channel. You might be loosing money through a certain channel.

Devo dire che è stata una piccola soddisfazione dati gli innumerevoli esperti nel campo che hanno proposto domande altrettanto interessanti.

La conferenza era anche disponibile in live streaming e devo dire che dopo un debutto piuttosto da manuale, gli argomenti si sono spostati verso problematiche attuali del marketing in Italia, con un uno sguardo approfondito sull’esplosione dei blogs, dei social media e delle motivazioni d’acquisto guidate da questi cambiamenti.

Descrivere tutta la conferenza sarebbe molto lungo, visto che di cose ne sono state dette tante e dettate dalle varie domande che gli sono state poste. Ho deciso allora di postarvi qualche Tags  che ho postato via Twitter dei punti chiave affrontati in fase di apertura.

segmentazione e dialogo nel B2B e B2C:create and communicate but also co-create; we sell service not product…; more of service there are experience;we can market milano we can market Italy; peaple are marketing…Tiger woods is marketing!! hhihi; information is marketing, google is an exemple. mobile marketing: we have more and more PC but only one mobile phone, this is more personal then others thecnologies; in Italy we don’t use really marketing, we don’t use science marketing; marketing people can help seller to find different appeal; Positioning: Volvo…quality but what kind of quality in one word?; when you are the first in positioning you are fast in : quality, innovation…; not fan of your company but love company coz company must love you too;Parla di social media e WOMM; conversation of customers not with company but with people inside the company; i 5 sensi sono racchiusi nel design di un prodotto;..

Se volete un buon riassunto dettagliato della conferenza potete recarvi qui.

Grazie a Marketing Reloaded e ad Andrea Boaretto per l’occasione.

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Camminando per la strada mi capita spesso di gettare l’occhio alla ricerca di qualche esempio marketing interessante da prendere in considerazione indipendentemente dal blog. C’è da dire che quello che si vede in giro è molto spesso deludente, altre invece sono più creative soprattutto quando ci troviamo di fronte a qualche operazione di guerilla marketing.

Fiat 500 si espone all’interno di un grande centro commerciale con target prettamente femminile in Germania. Come avevamo discusso anche con lafra per un altro post molti brand dell’automotive spostano l’attenzione al mondo al femminile. Non solo perchè sono attente alla moda, ma perchè l’attenzione ai particolari e la sempre maggiore conoscenza della qualità dei prodotti anche in questo settore, è sempre maggiore. Per fortuna è finito il machismo dove l’auto è qualcosa da “uomini”. La donna è sempre più un gatekeeper all’interno del nucleo familiare. Ovviamento il verde nel pavimento non poteva mancare (quello che chiamo il Co2 marketing).

Citroen Berlingo vuole far notare lo spazio disponibile all’interno della sua auto. Lo fa con in modo un po particolare che non saprei se denominare guerilla. Sullo stesso posizionamento di Fiat Ducato (che aveva utilizzato dei carrelli), utilizza a sua volta dei “pallet”, quelle strutture che vedete nella foto con scritto: “Nuova utilitaria Citroen, la cosa più impressionante è quello che possiamo metterci dentro”. Sensa il bisogno di mostrare l’auto Citroen preferisce focalizzarsi sul bisogno che il prodotto riesce a soddisfare. Buono il messaggio, ma per i non intenditori forse un po’ sottile.

Proprio durante i miei ultimi giorni di lavoro in Germania camminando con i colleghi ho visto a terra disegnato un appartamento in piena regola, con tanto di toilette, cucina e salotto. Il disegno era fatto con molta precisione con tanto di porte e senso di apertura. Casualmente di fronte una serranda chiusa faceva pensare all’apertura di una delle catene immobiliari presenti nella città. O forse è semplicemente la mia deformazione professionale che me lo fa pensare.

Voi che dite?

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Non mi sono autoeletto, è BuzzParadise che lo dice, sono il nuovo Buzzangel del mese di giugno. Buzz Paradise è una filiale del gruppo di comunicazione Vanksen Group, così come Culture-Buzz, l’agenzia di buzz, blog e viral marketing. Troverete anche una divertente intervista con tanto di ritratto cinese nel blog di BuzzParadise. Un po’ di relax questa mattina e rendez-vous alla mia Buzz-intervista !

Un saluto va a Charline per la sua gentilezza.

Una settimana particolare questa perchè ho ricevuto un altra intervista da txl.it un blog sul mondo SEO.

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Si avvia la nuova mostra sulla comunicazione rifiutata, una rassegna dei migliori creativi che per incomprensione o quant´altro hanno visto rifiutare i loro progetti pubblicitari o addirittura censurati. Per spiegarvi meglio vi riporto l´introduzione che troverete nel gruppo creato su Facebook.

La mostra è nata con l’intento di far conoscere pubblicità o lavori di progettazione grafica altrimenti sconosciuti., ma anche, e soprattutto, per discutere delle problematiche legate al mondo della comunicazione.

Perché determinati lavori vengono rifiutati? Scarso livello qualitativo, agenzie sorde alle esigenze del cliente, committenza con scarsa cultura della comunicazione, o clienti troppo intrusivi nel lavoro dell’agenzia?

CREATIVES ARE BAD! è dialogo. Conversazione tra agenzie, committenza e utente finale.”

Un blog é stato aperto, mentre il sito lo trovate qui.
Al momento nessuna campagna video buzz é stata fatta per sponsorizzare l´evento, peccato perché la sua originalità si sarebbe ben prestata alla campagna virale.
allora se siete dipendenti di un agenzia pubblicitaria e siete stati almeno una volta incompresi, visitate il sito per inscrivervi.
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Brand Tags è un applicazione studiata da Noah Brier che permette di interrogare le persone circa la nostra marca. Inserendo un aggettivo che ci viene in mente nel momento in cui vediamo apparire il logo, la parola verrà memorizzata ed inserita come un tag, in modo da essere accumulata con gli aggettivi lasciati dagli altri utenti.

Più la parola viene visualizzata con caratteri più grandi, più è stata inserita dagli utenti, dandoci a prima vista un impressione della frequenza degli aggettivi utilizzati sotto forma di tag cloud.

Un ottima utility per le piccole marche che non possono permettersi grandi dispendi economici per monitorare la propria immagine di logo attraverso delle survay più o meno ampie.

Se pur un esperimento con scarsa valenza scientifica, è la dimostrazione che l’evoluzione del consumatore partecipante è possibile, e le utility in mano alle imprese arriveranno di qui a poco. stà alla marca non rimanere indietro e aprire finalmente gli occhi a cosa sta succedendo intorno a lei; se fino ad ora il ruolo del marketing è stato sempre quello di individuare i bisogni inconsavevoli dei segmenti, con utilizzo cosciente dei social network sarà il cliente stesso a dirci di coasa ha bisogno.

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Se pur rivolgendosi nel mercato con due posizionamenti distinti la battaglia tra le due maggiori case per prodotti hi-tech è sempre in agguato. Ma la loro love story è fatta di amore e odio, partendo dai primi anni in cui si sono cominciati a frequentare Miss Apple e Mr Microsoft, i due rispettivi genitori Steve Jobs e Bill Gates non hanno visto di buon occhio questa relazione. Solo nel 1998 (mi sembra nell’ambito della SMAU di Milano) qualcosa stava cambiando e Mr Bill dopo che si era scambiato innumerevoli carte bollate contro la presunta scorrettezza nel mercato di Steve Jobs, stringe la mano alla Mela acquistando parte delle azioni della marca.

Stop ! Ok ci sto a tutto questo, ma uno ci mette tanto a creare un immagine di marca e aziendale e Microsoft cosa fa nell’ ambito di questa conferenza ?

Nulla di grave fino a quando un blogger non trova questa foto e inizia a mandarla in giro per la rete. Questo post è nato più per l’ilarità che ha suscitato in me il connubbio tra Montecchi e Capuleti. Fatto sta che il succo della storia è che la comunicazione è fatta di codici, sottocodici, simboli iconici, interpretazioni, feedback … Ma allora quale messaggio anche involontario si voleva dare in questa conferenza ? O allora curare i dettagli dell’appartenenza aziendale non conta nelle organizzazioni ai vertici mondiali ?

Come se  lavorassi per Lamborghini, organizzo un drive meeting e arrivo davanti a tutti con un bel Ferrari fiammante.

Consiglio Mkt: Nel posizionamento di una marca e nella diffusione dei valori aziendali, ogni atteggiamento e comportamento hanno delle influenze o sono il risultante di un obbiettivo specifico. Mentre quello della foto potrebbe essere un evento non voluto e senza conseguenze, nel momento di un comunicato stampa, o semplicemente nel momento in cui vengono stabiliti i rapporti e gli obbiettivi d’impresa, anche i dettagli contano. Pensate allora leggere e rileggere le vostre parole, i simboli utilizzati in base all’ obbiettivo da raggiungere.

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redditi 2005

Come volevasi dimostrare qui, dopo il Grande Fratello e Amici, una casa apposita (nel P2P dove potrete trovare ancora lélenco incriminato) é stata costruita per il caso redditi 2005. Il buzz é stato lanciato e su yahoo answers ho trovato uno dei tanti redditi voyeur, che chiede dove scaricare quelle della propria regione. Tutti i settori sono stati toccati, così che da Sport e Motori alle riviste online di Gossip tutti trovano uno spunto per parlare del fatto.

Io stesso ho avuto un afflusso di 89 visitatori singoli nella sola mattinata dopo aver pubblicato la notizia con giorni di ritardo. Il mio intento era proprio quello di vedere fino a quando il buzz sarebbe continuato.

La privicy tanto cara al nostro Paese é stata violata e il web si divide in due, tra entusiasti e indignati. I redditi sono sempre stati a disposizione di chiunque volesse consultarli, ma qui é il mezzo che ha cambiato le carte in tavola facilitando la loro fruizione. Qualcuno diceva il mezzo é il messaggio e aveva perfettamente ragione data l´ampiezza che stá prendendo il caso.

Cosa ne penso: Chi si sente apposto con la coscienza (parlo di imprenditori e VIP) non avrà nessun problema a trasformare questa in un occasione d´oro per migliorare o mantenere una buona immagine, chi invece ce l´ha un po´meno deve diventare una buona occasione per mettere in moto un buon piano di PR.

Inutile cercare…non mi troverete, le sole tasse che pago in Italia sono quelle universitarie, per il resto in Francia e in Germania dove sono stagista !

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