Un interessante post di LaFra mette in evidenza come le aziende e le agenzie cercano di approcciare in differenti modalità (tattiche) i blogger. Quello di cui sono sempre più convinto è che prima di coinvolgere gli utenti (le persone) o quelli che posssiamo considerare influencer, una marca dovrebbe considerare la possibilità di creare entusiasmo e ispirare le persone.

Avere uno storytelling non significa solo creare un idea creativa che funzioni nel breve termine, significa analizzare e sfruttare la personalità dell’azienda al fine di comunicare all’interno e all’esterno di essa in un modo unico. Raccomandare un prodotto o un brand oggi diventa un impegno per un consumatore, significa in qualche modo aderire alla vision della marca, gli utenti si pongono come dei “curator” in grado di aiutare altre persone nella scelta.

Se le marche hanno sempre più il ruolo di “social entertainement” devono poter veicolare il proprio capitale di marca via dei contenuti unici e di valore. Raccontare una storia (storytelling) significa allo stesso tempo connettere razionale e irrazionale, per questo dobbiamo pensare che le storie della nostra marca non provengono da un ufficio creativo o dal dipartimento marketing, ma dalle conversazioni dei nostri impiegati, degli stakeholder, dai consumatori, gli utenti e dalla stampa.

Vi lascio con questa interessante presentazione:

1. Condividere e generare corporate storytelling deve essere una possibilità  per creare valore

2. Stimolare e comprendere chi sono i vostri veri fan

3. Premiare i vostri fan

4. Ispirare le persone a co-creare il futuro del vostro storytelling

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A quanto pare di strada ne abbiamo fatta molta nell’ambito della comunicazione eppure alcune regole sembrano sempre funzionare. Facendo riferimento al titolo un po’ provocatorio potremmo immaginare che i due brand ci prendono per dei “cani” di Pavlov, dove ad uno stimolo corrisponde un risposta prestabilita. In realtà per arrivare ad un tale risultato entrambi hanno fatto leva su ben altri fattori che li distinguono dall’essere “una semplice bevanda zuccherata” (Coca-cola) e un “un gelato tra i tanti” (Unilever con Algida).

Ultimamente entrambi i brand hanno “ri-scoperto” l’importanza delle interazioni offline, creando dei dispositivi  in grado di generare delle esperienze associabili al prodotto e condivisibili online via social media. Due concetti simili nella loro semplicità: generare entusiasmo assolvendo a due dei bisogni primordiali:

1. Generare benessere fisico e strappare un sorriso in un luogo inaspettato

2. Ricevere una ricompensa

La macchina del sorriso Unilever si basa sul riconoscimento facciale in grado di riconoscere il vostro grado di “sorriso” e ricompensarvi con dei gelati gratuiti. Le foto possono essere inviate imediatamente su Fcebook e altri social network. Per un esperienza totalmente integrata tra online/offline.


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La stessa cosa era già stata tentata da Coca-Cola a gennaio con la Happiness Machine, ma l’interazione tra offline ed online è stata asincrona:


YouTube Direkt

Un altro esperimento di questo tipo era stato già intrapreso da Coca-Cola questa estate, organizzando una sorta di social network “in real life”, durante un evento. Gli utenti potevano diventare dei “Liker” del brand via degli oggetti reali.


YouTube Direkt

I tre sono istallazioni al fine di generare entertainment  e con degli obbiettivi di PR/comunicazione, tuttavia esistono altri modi per assolvere questo bisogno di integrare l’esperienza “urbana” a quella digitale, che siano a valore aggiunto e non semplice storitelling. Come il caso Barclays o Diesel social shopping.

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Qualche settimana fa Stefano Principato mi ha chiesto di rispondere a qualche domanda sul Personal Branding, per il suo blog Marketing Personale.

Come avrete letto più volte anche sul mio blog è un tema che mi sta molto a cuore, soprattutto per coloro che fanno parte del mondo della comunicazione, ma sempre di più per i professionisti in generale.

Anche coloro che non vogliono concentrarsi su una strategia vera e propria, devono comunque fare attenzione ad avere in mente un obbiettivo di gestione delle informazioni personali, costantemente veicolate nei social network e nel web in genrale. Vi lascio riflettere sulle domande che mi ha posto Stefano e se volete leggere le mie risposte potete farlo direttamente qui sul blog Marketing Personale.

  1. Quanto ritieni sia importante oggi un approccio strutturato al marketing personale per un professionista?
  2. Quali strategie e strumenti utilizzi normalmente nelle tue attività di self marketing e promozione?
  3. Qual è a tuo parere l’errore assolutamente da evitare nella propria promozione on line?
  4. Che suggerimenti daresti a chi volesse incrementare la propria visibiltà?

E per voi cos’è il Personal Branding?

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Rieccomi con il consueto appuntamento della classifica Marketing Wikio, in anteprima per noi blogger mkt. Piccola scesa di posizione da parte mia, con una bella new entry di “Aghenor”  e doctor Brand che mi spalleggia dietro :-) .

1 Ninja Magazine – Ninjamarketing.it (=)
2 [mini]marketing (=)
3 Digital Marketing -Venturini (+2)
4 Marketing Usabile (-1)
5 kawakumi.com (-1)
6 Aghenor (Ent.)
7 WoMarketing (-1)
8 Doctor Brand (Ent.)
9 SportMarketingNews (+18)
10 oh my marketing! (-1)
11 Social Media Marketing (+11)
12 Socialware (-5)
13 Social media marketing (-2)
14 Web Marketing Garden (+1)
15 Tourmarketing (-7)
16 Grafica Pubblicitaria e Comunicazione – Draft.it (=)
17 Marco Galvagno (-7)
18 Open Marketing (-1)
19 BeMarketer (+16)
20 BePubblicitario (+12)

La classifica viene creata grazie a Backlink Factory. In parole povere  Backlink Factory è uno strumento in grado di evidenziare tutti i blog indicizzati in Wikio che hanno fatto un link verso il vostro blog in uno dei loro post.

Wikio lancia anche Wikio Labs, dove attraverso un analisi dei blog italiani, possiamo avere una piccola panoramica delle conversazioni e le citazioni top nella blogosfera, attraverso Buzz cloud. Mentre attraverso il servizio Wikio trends è possibile comparare il trend delle conversazioni su specifici argomenti.

Wikio source infine permette di monitorare diverse statistiche del vostro blog, come le parole più utilizzate nei post e il numero di backlink ricevuti ogni giorno, per monitorare i vostri standard di contenuti e la presa che avete sulla vostra community.

wikio_1

wikio_2

Ninja Magazine – Ninjamarketing.it (=)

[mini]marketing (=)

Digital Marketing -Venturini (+2)

Marketing Usabile (-1)

kawakumi.com (-1)

Aghenor (Ent.)

WoMarketing (-1)

Doctor Brand (Ent.)

SportMarketingNews (+18)

oh my marketing! (-1)

Social Media Marketing (+11)

Socialware (-5)

Social media marketing (-2)

Web Marketing Garden (+1)

Tourmarketing (-7)

Grafica Pubblicitaria e Comunicazione – Draft.it (=)

Marco Galvagno (-7)

Open Marketing (-1)

BeMarketer (+16)

BePubblicitario (+12)

Articoli e news dal mondo SEO e Web Marketing (-2)

Marketing Routes (-9)

AdverSpoof – La sovversione al marketing tradizionale [genera video virali e pubblicità non convenzionale] (-11)

Marketing and Web (-10)

mymarketing.it (-2)

Marketing Reloaded (-6)

Innovation Marketing (+2)

Marketing a 360 ° (-7)

DigitalMarketingLab (-5)

Il blog di Petro: Web Marketing e Motori di Ricerc (-4)

Invernomuto – Marketing e oltre (-3)

il blog di cavalieri retailing (-2)

Automa Marketing (Ent.)

SintBlog – Marketing Relazionale (+6)

Marketing del vino.it (-4)

Trovare Nuovi Clienti – Pubblicità Gratis – Elenco Aziende – Web Directory Italia (+36)

TIPs & TRICKs | New Media Marketing (-4)

Marketing Fieristico (-2)

Marketing Intelligence (-2)

Email Marketing Blog (-2)

sapori di pubblicità (-2)

Marketing For Nerds (+13)

BuzzParadise – Il blog // Community di blogger – Influencial marketing – Buzz Marketing (-2)

Pubblicità, politica e ambiente (-1)

Laura Premoli (-1)

4marketing (-1)

Codice Azienda (-1)

My Marketing World (-1)

39 Marketing Operativo (-1)

GeekMarketing (-1)

Briciole di internet marketing (Ent.)

Sapori di pubblicita’ (-1)

Piccolo spazio, pubblicità (-1)

BISCOMARKETING.it (-1)

Claudio Ancillotti WEB 2.0 MARKETING BLOG (+1)

Ermenegildo Giordani (+2)

E-Business Consulting – internet marketing – email marketing – sms marketing (+2)

Barbara Massini (+2)

AM-FM (+2)

caterinadipino.it | web + marketing (+2)

Up Vision: Web Marketing SopraTutto (+2)

Comunicazione e Marketing (+2)

Smart pubblicitarie | noleggio citycar | personalizzazione veicoli (+2)

Ricerca Clienti – Marketing B2B – Antonio Romano (+2)

Enrico Palacino Web Marketing & Creative (+2)

Kleosweb web marketing e servizi inernet (+2)

Marketing and Communication Service (Ent.)

Marketingegno (+1)

Marketingmusicale’s Blog (+1)

Il marketing del panettiere (+1)

LA MIA VITA FA SCHIFO MA E’ L’ UNICA CHE POSSO PERMETTERMI (Ent.)

il Delirio Pubblicitario (Ent.)

la pubblicità secondo acme (=)

Pubblicità, Diritto d’Autore & New Media (=)

Il blog di ADVexpress – LATO B – La pubblicità vista da dietro (=)

CARLO MAZZOCCO – Web 2.0, Knowledge Management and Social Media (Ent.)

Mille Ottani Corporate Blog (-1)

Il Blog di Ivan Rizzo (-1)

Marketing e Finanza (Ent.)

sito-perfetto.it (Ent.)

Posizionamento Motori di ricerca (Ent.)

misterguadagnoweb (Ent.)

Marketing Park (Ent.)

WebVivo.it (Ent.)

10 com

Anche quest’anno avrà luogo la conferenza LeWeb a Parigi, organizzata da Loic Le Meur. Il tema principale sarà quello appena accennato l’anno scorso, ovvero il Real-time Web, he grazie alla continua crescita di Twitter, friendfeed, Facebook e simili, sta diventando uno dei temi più caldi per brand e non solo.

Dati i costi proibitivi andrò a parigi il giorno dopo per parlare con alcuni dei miei amici che saranno presenti li, ma seguirò sicuramente il live streaming grazie ad una interessantissima applicazione rilasciata da Loic per LeWeb 2009.

L’applicazione da un nuovo volto alle conferenze di tipo tradizionale, integrando diversi tools per coloro che saranno fisicamente li e per tutti coloro che invece se la godranno da casa o in mobilità.


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3 com

Un post veloce per iniziare questo lunedì all’insegna dell lettura. Se grazie al web molte iniziative imprenditoriali sono ormai possibili, i modelli di business e di interazione con gli utenti molto spesso rimangono ancorati a quelli classici e non più attuabili.

L’essenziale di queste tre letture, è di puntare prima di tutto al prodotto e alla relazione che il vostro  prodotto/servizio  è capace di creare con i consumatori e tra consumatori.

Immagine 4

Dalla presa di decisione all’effettivo prodotto finale inserito nel mercato, dovrebbero esserci delle fasi di collaborazione per il prototipo, una fase di provocazione per aumentare l’interesse verso il prodotto (rumori, add-on, ecc.). Ogni azione deve comunque far incontrare i bisogni dimantenmento dei costi e il valore aggiunto che si deve apportare al consumatore finale.

Per saperne di più vi consiglio di leggere questo: Business Model Generation.

La strategia è importante, ma una volta che questa funziona per far parlare del proprio brand/prodotto, questo deve avere un design seduttivo, che crei una risposta immediata, un esperienza già unboxing. Questo non è sufficiente se non si differenzia il proprio prodotto da altri già presenti, creando inizialmente un alone di mistero per generare curiosità.

Per ultimo, ma non certo per importanza, sono tutte le considerazioni da fare per quanto riguarda la Community Building attorno al nostro brand. Abbiamo parlato più volte dell’importanza delle conversazioni e del ruolo del Community Manager. Questa lettura vi porterà dalla A alla Z nel mondo della costruzione di una community: Art of Community.

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In Uk la compagnia telefonica TalkTalk ha provato a far conoscere i suoi servizi grazie ad una campagna che hanno chiamato Put-pocketing. Invece di sfruttare i meccanismi di una classica campagna di passaparola offline, dove i prodotti vengono inviati a casa in ottica opt-in, in questo caso invece le persone ignare di tutto si ritrovano dei veri e propri gadget da testare (in questo caso credo proprio una SIM TalkTalk).

Per attuare questa campagna sono stati ingaggiati dei veri ex-borseggiatori, che spero non abbiano unito l’utile al dilettevole., grazie ad un sorta di reverce criminality. Secondo ConversationAgent lo scopo di questa campagna è proprio dare un valore aggiunto al servizio, posizionandosi come un prodotto che definirei “an add-value-brand“. Questo fa si che possiamo vedere la campagna anche sotto un punto di vista di branding, non solo di try-advertising per aumentare l’awareness del prodotto.


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Ad agosto molti di noi si sono goduti il sole e il mare, anche io sono andato in vacanza, ma il blog ha continuato a lavorare :-) . Ora che avete ripreso a pieno regime i mille impegni lavorativi, ecco qui la lista dei post che vi siete probabilmente persi questa estate:

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Una campagna localizzata in Francia che non conoscevo nella sua integralità, è stata lanciata per un operazione di branding per McDonald’s un anno fa e che oggi continua con altrettante operazioni advertising.

La campagna a 360° “Venez comme vous etes!” (Come as you are), è stata veicolata sia attraverso dei dispositivi online che offline (video teaser, print, affissioni, video trailer).

La parte più interessante, curata dall’agenzia Duke, è stata quella dedicata al web con dei video che riprendono la stessa campagna in un azione di proximty marketing.  Alcune persone, clienti del fast food vengono bloccati all’entrata o cacciati perchè non correttamente vestiti o fisicamente accettabili per questogenere di ristorante. Questo lascia basite le persone coinvolte, proprio perchè McDonald’s è famoso per essere un luogo dove troviamo tutti i generi e culture di persone.


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Peccato che forse per la frammentazione , i video creati per la campagna, non hanno avuto un successo virale evidente. Daltra parte l’esperimento ha dato modo di vedere come le persone percepiscono il marcho McDonald’s,  è lo stesso ragazzo nel video a far notare quello che la campagna vuole trasmettere: non ho mai visto nulla del genere, in un McDonald’s tu puoi entrare come vuoi normalmente!

La campagna TV:


Mi domando cos’è quel logo con lo sfondo verde, inece che il solito giallo e rosso tipico della marca ? Un po’ di green marketing qua e la non credo basti per questo.

Ecco la nuova campagna adv affissioni:

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Di tutte è quella che più credo abbia colto nel segno lo spirito della campagna.

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I termini UGC e CCP (consumer creative partecipation) si sovrappongo per definire la medesima tendenza degli utenti a parteciapare volontariamente o involontariamente alla co-creazione della reputazione di marca.

Mentre lo User Generate Content parte da una motivazione personale nel commentare, produrre o condividere del contenuto, sia esso o meno direttamente correlato ad un brand, sempre di più le aziende vogliono coinvolgere gli spettatori a co-creare contenuti circa prodotti o servizi.

Questo video trovato nel blog di Greg ben riassume un WOM Episode grazie ai social media.


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Questa situazione potrebbe riproporsi per qualsiasi altro prodotto, nel momento in cui un consumatore decide di avere maggiori informazioni, prima di decidere di acquistare il vostro prodotto piuttosto che l’ecquivalnete di un altra marca.

Le persone scambiano informazioni su blog, forum, Facebook e ancora di più oggi su Twitter e FriendFeed. Qui l’importanza di essere presenti nelle conversazioni e creare un empatia con gli utenti (che non sono altro che persone!). I consigli che riceviamo online hanno delle ripercussioni anche sulla cerchia di amici offline, dando vita ad una vera e propria conversazione esponenziale circa un prodotto.

Il momento dell’information gathering, ben sintetizzato anche in questo post di Robin Grant, diventa non solo un passaggio fondamentale nelle decisioni di acquisto, ma durante tutto il periodo di esposizione alla marca grazie al quale si può creare un rapporto di fidelizzazione.

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Qualche dato sulla percezione della partecipazione dei consumatori alla co-creazione dei contenuti di un brand, è stato rilasciato da Mediaedge:cia e ne abbiamo parlato qui sul blog di PromoDigital.

- Il 50% degli intervistati afferma che la loro opinione su un brand migliorerebbe se fossero chiamati a partecipare attivamente ad esprimere opinioni o generare contenuti su di lui (in Italia sale al 67%).

- I contenuti sono generati in Italia per il 50% da uomini e 50% da donne (egualianza perfetta!)

- Se il 7% deli italiani sono già stati chiamati a produrre contenuti su un brand ben il 47% dichiara di essere disponibile a farlo in futuro.

- L’80% dei co-creatori sono iscritti ad almeno un social network. Incredibile come siano le stesse iniziative a scatenare passaparola, dato che il 70% degli italiani afferma che se coinvolto in una campagna CCP lo direbbe anche ai suoi amici.

Secondo Julian Prat direttore di MediaLab è un opportunità di dialogo per raccogliere quelle che sono i reali sentimenti dei consumatori verso il brand, dove non possiamo aspettarci solo conversazioni positive, ma abbiamo l’opportunità di trasformare i detrattori in advocacy e grazie ai loro consigli per migliorare i nostri prodotti o servizi.

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