Che cosa ci fa un prodotto di bellezza in un blog di marketing? Beh anche chi si occupa di questo settore ha una vita sociale e quando ho la possibilità di testare un prodotto grazie ai “contatti” dell’agenzia dove lavoro, prendo la palla al balso!
Chi mi conosce sa che prima di occuparmi di marketing, ed ancora adesso, uno dei miei tanti volti è aver avuto una vita professionale come ballerino classico a Teatro. Ebbene tra le pratiche che per anni ho considerato barbare era compresa anche la depilazione, soprattutto in vista dell’estate dove il pantaloncino è d’obbligo e i massaggi con oli corrosivi anche .
Considerazioni tecniche:
Parlando del prodotto ho avuto una piacevole sopresa testandone il suo funzionamento, in quanto toglie dall’ingombro di dover avere lametta e rasoio in due dispositivi differenti, tanto più che nel caso del rasoio elettrico tradizionale utilizzato sul corpo , bisogna fare estremamente attenzione a non tagliarsi (visto che l’intensità è stata adattata al taglio dei capelli). Le lame sono molto delicate e per chi vuole solo accorciarli per mantenere quel minimo di virilità rimasta, il Braun BodyCruZer è dotato di riduttori in grado di poter decidere come vogliamo agire.
Possiamo decidere se utilizzare la parte elettrica, la lametta o entrambe allo stesso momento per risparmiare tempo. La possibilità di poterlo utilizzare anche sotto la doccia non è da poco (100% waterproof). Il mio lato geek mi costringe ad usare un accessorio dal design avanzato anche in questo caso …promosso!
Qualche considerazione marketing:
Il packaging è curato soprattutto all’interno, grazie alla guida Body Grooming dove ritroviamo un libretto spiegazioni in stile waterproof. La cosa più divertente e utile sono le considerazioni sia psicologiche che pratiche sulla depilazione, degna di nota invece è la Top Ten sulle leggende metropolitane circa la depilazione (un po’ di storytelling non guasta mai!). Sono particolare come questo che aiutano a far parlare di un prodotto agli amici, una storia correlata al prodotto e non il prodotto stesso.
Questa campagna di Braun lanciata in Germania riprende un po’ il filone di Dove sul concetto “prima e dopo la cura”, solo che questa volta non si tratta di un video virale ma semplicemente di affiche. Il concetto ha attirato la mia attenzione, ma rimane molto un “me too2 di altre campagne già viste, anche se trovo divertente il paragone con la scimmia che gioca con la parola “Evolution” e allo stesso tempo utilizza tutta la semplicità ammicca al messaggio “proveniamo tutti dallo stesso luogo”. Non amo però l’ennesimo richiamo alla natura e all’ ambiente che piano piano stancherà anche i consumatori, che vogliono sempre più dimostrazioni e meno parole.
Oggi mentre ero a lavoro in pausa pranzo ho trovato questo articolo che gratificava la nuova campagna pubblicitaria di Superga, noto brand italiano produttore di scarpe. Trovo molto simpatica e apprezzabile l´idea di integrare l´immagine della scarpa tutta italiana ad un altro simbolo italiano…l´amata Fiat 500. Ora il caso non esiste ed é evidente come la grande campagna marketing adottata da Fiat, facendola ritornare alle glorie passate anche a livello internazionale, abbia influenzato la scelta della Torino Noodles.
La comunicazione si basa sullo stesso playoff “La scarpa degli italiani”. Leggendo qualche articolo mi é sembrato di notare, che solo una campagna outdoor é stata intrapresa, all´eccezione della promozione di Ahiambretti al festival di San Remo.
Per ora non sono molto colpito dal tipo di strategia adottata, che se pur di effetto, ha spento la sua creativitá sul nascere. Puó bastare scegliere il giusto formato dei cartelloni per un prodotto-mercato che deve battersi contro mostri internazionali come Nike, Adidas ecc.?
Voi che dite sono sulla buona strada e possono fare di meglio?
Uno dei problemi principali delle campagne pubblicitàrie è la spesa da sostenere: grafici, stampe, produzione… Ma qui è bastata un po’ di fantasia per associare la creatività alla pub subliminale. Come sponsorizzare una rivista come quella di Playboy ora che grazie a internet i clienti del settore possono usufruire in totale anonimato del materiale ricercato? Mettere donne nude o star del cinema che hanno partecipato al successo della rivista sarebbe servito a poco in confronto a questa idea. all’ideatore come si suol dire “gli si è accesa la lampadina”.