Che cosa ci fa un prodotto di bellezza in un blog di marketing? Beh anche chi si occupa di questo settore ha una vita sociale e quando ho la possibilità di testare un prodotto grazie ai “contatti” dell’agenzia dove lavoro, prendo la palla al balso!

Chi mi conosce sa che prima di occuparmi di marketing, ed ancora adesso, uno dei miei tanti volti è aver avuto una vita professionale come ballerino classico a Teatro. Ebbene tra le pratiche che per anni ho considerato barbare era compresa anche la depilazione, soprattutto in vista dell’estate dove il pantaloncino è d’obbligo e i massaggi con oli corrosivi anche :-) .

braunbodycruZer-home-thumb

Considerazioni tecniche:

Parlando del prodotto ho avuto una piacevole sopresa testandone  il suo funzionamento, in quanto toglie dall’ingombro di dover avere lametta e rasoio in due dispositivi differenti, tanto più che nel caso del rasoio elettrico tradizionale utilizzato sul corpo , bisogna fare estremamente attenzione a non tagliarsi (visto che l’intensità è stata adattata al taglio dei capelli). Le lame sono molto delicate e per chi vuole solo accorciarli per mantenere quel minimo di virilità rimasta, il Braun BodyCruZer  è dotato di riduttori in grado di poter decidere come vogliamo agire.

Possiamo decidere se utilizzare la parte elettrica, la lametta o entrambe allo stesso momento per risparmiare tempo. La possibilità di poterlo utilizzare anche sotto la doccia non è da poco (100% waterproof). Il mio lato geek mi costringe ad usare un accessorio dal design avanzato anche in questo caso :-) …promosso!

Qualche considerazione marketing:

Il packaging è curato soprattutto all’interno, grazie alla guida Body Grooming dove ritroviamo un libretto spiegazioni in stile waterproof. La cosa più divertente e utile sono le considerazioni sia psicologiche che pratiche sulla depilazione, degna di nota invece è la Top Ten sulle leggende metropolitane circa la depilazione (un po’ di storytelling non guasta mai!). Sono particolare come questo che aiutano a far parlare di un prodotto agli amici, una storia correlata al prodotto e non il prodotto stesso.

La campagna ADV:


YouTube Direkt

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Per l’agenzia PromoDigital di cui sono responsabile marketing e comunicazione, (normalmente non racconto le mie attività lavorative) abbiamo organizzato un evento milanese in compagnia dei blogger e di alcuni responsabili dei forum benessere e salute. Lo scopo è stato quello di dare un ruolo attivo a chi non è certamente obbligato a parlare bene di un prodotto.

Il tema non è stato quello di parlare di Actimel, per quello c’è la pubblicità, ma piuttosto affrontare il tema delle difese immunitarie legate anche all’alimentazione, raccontare una storia o l’universo che ruota attorno  al prodotto. Temi complessi come i probiotici o L.Casei Imunitass possono risultare difficilemente comprensibili attraverso lo spot pubblicitario, ed è per questo che abbiamo deciso di coinvolgere sia dei blogger che parlano di salute e benessere, sia blogger mamme, che invece sono particolarmente attente e critiche nei confronti dei prodotti alimentari prima di acquistarli.

Sono rimasto particolarmente colpito dalla sincerità e dall’entusiasmo di alcuni blogger come DElyMyth che hanno raccontato la serata con foto, video e opinioni.

E se in alcuni periodi particolarmente “pesanti” delle nostre vite “darci di probiotici” puo’ essere d’aiuto, nessuno ha dichiatato, durante la serata, che Actimel sia la soluzione.
Si, aiuta (le prove sono state fatte con test clinici seriVideo), ma la soluzione continuerebbe ad essere quella di condurre una vita piu’ sana e regolata, e il “come” e’ stato spiegato grazie ad un simpatico giochino domande-risposte a cui siamo stati invitati a partecipare.

Aspetto il prossimo evento di Venerdì per vedere come si evolverà la cosa.

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Per un Natale all’insegna della solidarietà Save the Children sceglie i bloggers come testimonial della sua iniziativa. Molto spesso dare semplicemente dei soldi per operazioni umanitarie come questa ci spaventa perchè non sappiamo come verranno spesi, qui invece siamo noi a decidere che regalo facciamo a chi avrebbe bisogno che feste come questa durassero tutto l’anno.

Semplicemente collegandovi sulla Lista dei desideri di Save the Children potrete scegliere piccoli regali che per loro valgono molto, riceverete poi una cartolina elettronica o cartacea che attesta la vostra donazione; un ottima idea regalo se non sapete cosa fare a uno dei vostri cari. Simbolo dell’iniziativa è lo Yak, un simpatico bue tibetano che permette di produrre latte e lana per coprirsi nei mesi più freddi, oltre che per essere utilizzato per arare i campi.

Possiamo tutti trasformarci, tutti quanti, in una specie di Babbo Natale per i bambini dei paesi in via di siluppo. Anche io in questo momento sto donando 10 Euro a Save The childre grazie a BuzzParadise e  di PromoDigital.

Lista dei Desideri “Save The Children”

Visto il tema, vedrò in seguito di approfondire un po’ il tema del marketing a favore di operazioni foundasing 2.0

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Chi legge il mio blog saprà che lo User Generated Advertising altro non è che un modello di business, declinazione del UGC (il contenuto generato dagli utenti). Se è vero che siamo nell’era dell’informazione e non in quella dell’advertising, Alfa Romeo dal canto suo sembra avver applicato questa filosofia.

Per il lancio della nuava Alfa Mi.To in co-branding con Tim è stata lanciata una campagna piena di sfaccettature digitali che vanno dal buzz, all’advert game, passando per l’UGC. Il concetto è quello di sviluppare un linguaggio digitale fatto di icone (1.500) e utilizzabile in multicanale (internet, telefonino…) per raccontare la propria storia. Dando vita ai “MitoClip” l’agenzia STV, credo abbia mirato non solo a lanciare una sorta di advertgame virale, ma a lanciare un vero e proprio modo di comunicare (…tra il dire e il fare…ci sono di mezzo gli utenti). I vincitori diventeranno gli spot tv, web e mobile della Mi.To.

Il concetto di community viene poi intrapreso grazie al sito  www.alfamitoclip.com disponibile dall’8 settembre, una specie di youtube dove sarà possibile inviare i clip traqmite mms, sms.

L’attenzione della campagna si spinge fino ad identificare ogni argomento e clip prodotto con “MY”  all’inizio di ogni titolo; anche tramite un dettaglio come queso si può influire sulla brand awareness e sulla vicinanza percepita.

Oltre ad un blog e la possibilità di dialogare su twitter mi ha piuttosto colpito l’iniziativa di far apparire tutti gli user nella home del sito, con la motivazione per cui ognuno vuole essere il fortunato a scoprire in anteprima la nuova MiTo e a partecipare alll’incontro dedicato ai blogger.

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Questa campagna di Braun lanciata in Germania riprende un po’ il filone di Dove sul concetto “prima e dopo la cura”, solo che questa volta non si tratta di un video virale ma semplicemente di affiche. Il concetto ha attirato la mia attenzione, ma rimane molto un “me too2 di altre campagne già viste, anche se trovo divertente il paragone con la scimmia che gioca con la parola “Evolution” e allo stesso tempo utilizza tutta la semplicità ammicca al messaggio “proveniamo tutti dallo stesso luogo”. Non amo però l’ennesimo richiamo alla natura e all’ ambiente che piano piano stancherà anche i consumatori, che vogliono sempre più dimostrazioni e meno parole.

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non sono un amante del calcio, ma quando si tratta di comunicazione e marketing tutto mi interessa.

Delle interessanti campagne hanno in questi giorni visto protagonisti i giocatori di calcio comme testimonial per due grandi marche sportive. Non è la prima volta direte voi, utilizzare persone di successo o che fanno sognare sono alla base delle prime strategie pubblicitarie.

Solo che in questo caso le nuove strategie di marketing virale hanno preso la “palla al balso” come si suol dire, per utilizzare i giocatori come dei veri e propri propulsori di buzz. Nike ha organizzato una serie dedicata interamente ai talenti del calcio italiano come il “Fabio Cannavaro Show” con un broadcasting live su Sky. La parte innovativa è il ruolo chiave di Internet con un sito dedicato, dove gli utenti possono decidere il gesto scaramantico del calciatore, inviare foto di supporto e decidere lo script dello show grazie al contributo degli utenti. Il mobile-marketing è stato utilizzato in modo inteliggente, invogliando ad inscriversi tramite SMS per interagire con il “capitano”; non male collezionare tante informazioni con il minimo sforzo per riutilizzarle per le prossime campagne marketing !

Anche nel marketing sportivo l’avvento del web 2.0, che vede gli utenti attivi nel rapporto con le marche, non ha tardato ad arrivare. Un altra campagna a prendere in esempio è quella di Guy Ritchie, con lo slogan “Impossible is nothing !”, mette al centro lo spettatore che con un buon allenamento e l’attrezzatura Nike adatta potrà arrivare anche lui ai vertici. In una società dove la ricerca del successo è un bene primario, non mi resta che dire “Bien joué”.

Quest’ultimo esempio di buzz sportivo stà risquotendo un buon successo in Francia, dove vengono utilizzati i giocatori dell’equipe in maniera molto divertente, e sopratutto il successo di un buon video virale è assicurato quando alla base vi sono dei personaggi famosi e la sensazione di partecipare con loro. Si tratta di Adidas questa volta, che a causa delle recenti decisioni vedrà passare la staffetta dello sponsor ufficiale a Nike tra breve tempo. Allora quale modo migliore di sfruttare gli Europei 2008 per fidelizzare gli spettatori alla squadra, acquistando quello che più la rappresenta, la maglia Blue !

allora quale campagna apprezzate di più tra queste ?

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Regola numero 1: Costruirsi una rete di amici mirati

Dovete come prima cosa creare una lista di contatti “professionali” che condividono probabilmente i vostri stessi interessi circa gli argomenti trattati nel vostro blog, o interessati ai prodotti della vostra impresa se si tratta di un commercio on-line.

Iniziate per scaricare i contatti di Outlook e MSN su Facebook così da individuare coloro che già hanno un profili (ex colleghi, clienti, colleghi attuali, amici).

Ora sarà interessante trovare dei nuovi link per poter ingrandire la vostra lista:

- Ricercate dei gruppi tematici che trattano i vostri stessi temi

- Ricercate gli influenti: sarà interessante di trovare e contattare coloro che hanno maggiore influenza nel gruppo di riferimento al fine di poter allargare le vostre possibilità di contatto.

Non si tratta di spam perché in questo modo entrerete in contatto con persone che in principio hanno i vostri stessi interessi.

Per questo sarà molto importante di riempire il vostro profilo con il massimo di informazioni e in modo visibile. La trasparenza darà un maggiore impatto ai possibili contatti che ricercherete nel social network.

Ma attenzione :

- Foto personali di serate con un po’ troppa birra ecc. a evitare

- Facebook fa ancora troppo poco professionale, dunque cercate di mirare solo ai contatti di peso, giustificando il motivo per cui li contattate.

- Mettete il vostro contatto anche sul blog

- Cercate di contattare anche coloro che non hanno più contatti con voi nella vita di tutti giorni, ma che pensate possano essere influenti nella blogosfera (ex colleghi, ex clienti).

Regola N. 2: Utilizzate Facebook come cassa risonante

Deve essere utilizzato come un complemento degli altri metodi Push e Pull (RSS, newsletter,fax, chiamate), per tenere gli interessati sempre informati delle nuove iniziative.

- Curate i link che metterete in vista, attraverso un titolo attirante

- Attraverso i gruppi aumentate l’attrattività dei vostri servizi: sono una fonte grandissima di possibili acquirenti e contatti per il vostro blog o sito principale. Utilizzare articoli da mettere in vista, video, informazioni, al fine di reclutare dei nuovi utenti.

- Aggiungete i flux RSS del vostro sito internet o blog

- Utilizzate i plugin per aumentare il numero di post nel vostro wall per ampliare le possibilità di interesse per il vostro profilo (ad esempio attraverso le news tematiche di Dileicous, Twitter ecc.).

- Invio dei messaggi 1 to 1: ovviamente questo è il modo più potente per attivare nuovi contatti e fidelizzare i vecchi, ma attenzione ad essere convincenti.

Ricordate di essere costanti con il numero di post nei gruppi per non avere degli alti e bassi nella vostra campagna di posizionamento.

Regola N. 3: Create il vostro proprio gruppo

E’ la possibilità più potente che è nelle vostre mani, poiché se ben gestito potrete far crescere i vostri contatti in modo spontaneo. Non dimenticate di gestire bene le Key word del gruppo per apparire in cima alle ricerche su Facebook. Una volta fatto, dovrete contattare singolarmente coloro che pensate possano essere gli utenti più influenti o con i quali potreste fare del business.

Regola n. 4: Fate della pubblicità su Facebook

Grazie ai banner utilizzabili su questo social network potrete dare inizio ad una campagna pubblicitaria per i vostri servizi o prodotti. Il filtro di Facebook permetterà di mirare i banner ad un target interessato al settore (marketing, finanza, cucina ecc..).

Ovviamente sarà complementare, poiché la segmentazione sarà limitata ed arriverete a raggiungere circa 1200 persone.

La seconda parte di questo articolo la trovate qui…

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Volvo

Fino a dove sono disposti ad arrivare per vendere un auto ? Lo speed dating, ovvero gli incontri al buio tra single, stá andando sempre piú di moda anche in Italia. Volvo ha voluto sfruttar in Australia il lato seduzione per creare un tuttuno con il proprio modello di auto. L´incontro é stato testato su 20 singles che sono stati invitati a partecipare all´evento glamour. I fortunati vengono presi a casa e poi portati direttamente in un concessionario ( interamente riprodotto in stile fashion ) e fatti accomodare ai posti anteriori della bella Volvo. Pronti..via: avete 8 minuti per fare conoscenza e parlare di altro chedi cerchioni o di tuning. Lo spiacevole inconveniente ( per i partner ) puó arrivare quando uno dei due preferisce l´auto alla possibile relazione. Volvo forse non ha pensato che non é proprio come parlare in una comoda limousines. Psico-comunicazionalmente parlando é interessante ai fattori emotivi a cui si sono ancorati per la campagna. Sicuramente far vivere il prodotto é il traguardo princpale, se poi si pensa al contesto emotivo dei due “clienti”, l´impasto non é dei peggiori. Posizionare l´auto in un evento Glamour avrà un impatto sull´immagine di marca, ampliato dal passaparola non solo tra le persone che vi partecipano, ma anche tra i media. Qualcuno poi innamorandosi proprio in quell´auto deciderá che l´evento non potrà che essere ricordato con l´acquisto della stessa auto..ecc. La ricetta é buona, ma molto poco rivolta al cliente. Marketing o advertising ?

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Mancano pochi giorni alla fine del concorso Grande Punto Sticker Lab, rivolto a tutti coloro che avessero voglia di utilizzare la propria creativitá. Potete inviare i vostri disegni, progetti e idee riguardo l´evoluzione dell´auto di casa Fiat. Ai vincitori verrá data la possibilitá di passare un intera giornata con il Team Fiat e un premio in denaro.

Di per sé l´idea della personalizzazione con gli sticker per un auto non mi entusiasma, ma l´idea della Leo Burnett é sensazionale. Per la  fidelizzazione anche nel mondo automobilistico, usa sempre di piú il web come canale di comunicazione delle nuove iniziative e soprattutto per creare il passaparola attraverso campagne virali. Inoltre l´iscrizione al concorso permette al marketing Fiat di avere qualche informazione in piú su i suoi visitatori e possibili acquirenti.

Sono rimasto deluso quando la maggior parte delle idee nella sezione stickers erano solo per la personalizzazione dell´automobile. Quello che mi aspettavo era di trovare l´utilizzo del web e del social networking per creare la campagna pubblicitaria stessa. Perché no far trovare un immagine o un idea particolarmente creativa agli utenti stessi, per dare via ad una campagna stickers virale.

L´idea rimane comunque molto interessante e l´ennesima prova di come internet stia oltrepassando altri media, come la radio, per tasso di utilizzazione anche per brand del settore auto.

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Oggi mentre ero a lavoro in pausa pranzo ho trovato questo articolo che gratificava la nuova campagna pubblicitaria di Superga, noto brand italiano produttore di scarpe. Trovo molto simpatica e apprezzabile l´idea di integrare l´immagine della scarpa tutta italiana ad un altro simbolo italiano…l´amata Fiat 500. Ora il caso non esiste ed é evidente come la grande campagna marketing adottata da Fiat, facendola ritornare alle glorie passate anche a livello internazionale, abbia influenzato la scelta della Torino Noodles.

La comunicazione si basa sullo stesso playoff “La scarpa degli italiani”. Leggendo qualche articolo mi é sembrato di notare, che solo una campagna outdoor é stata intrapresa, all´eccezione della promozione di Ahiambretti al festival di San Remo.

Per ora non sono molto colpito dal tipo di strategia adottata, che se pur di effetto, ha spento la sua creativitá sul nascere. Puó bastare scegliere il giusto formato dei cartelloni per un prodotto-mercato che deve battersi contro mostri internazionali come Nike, Adidas ecc.?

Voi che dite sono sulla buona strada e possono fare di meglio?

Buon lavoro comunque per l´idea!

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