Vi ricordate della teoria del “Big Ideal”, secondo la quale una marca dovrebbe prevedere nella sua strategia di comunicazione, un certo grado di attenzione al miglioramento della vita dei consumatori? Partendo dalla considerazione che un brand dovrebbe considerare questo fattore già dalla concezione stessa del prodotto, date uno sguardo a questa serie di campagne di Volkswagen “pleasure theory“.
La marca tedesca si propone come “facilitatore di dinamismo” per la vita dei cittadini, trasformando anche i gesti quotidiani più noiosi in qualcosa di divertente. L’attività di Guerilla Marketing è stata creata in particolare per generare una campagna video per il brand.
Per i ragazzi di Surrealist.it c’è in giro un panda da adottare, un panda differente dagli altri, capace di condividere la vostra identità digitale grazie alla sua grande mano e si chiama Poken
I Poken sono dei piccoli gadget a forma di animaletti, che consentono di scambiare le proprie informazioni sui nostri social network con altre persone. Per questo l’amico Sasà Tomasello di Surrealist, ha pensato di creare una campagna online e offline per far conoscere questo strumento geek anche ai meno geek. Un video è stato lanciato su YouTube e dei volantini per l’adozione di un panda sono stati divulgati il alune città.
Il minisito obbiettivo della campagna è stato fatto su piattaforma tumblr, forse per aumentare la possibilità di essere ripubblicato facilmente da altri utenti Tumblr.
Mi viene solo qualche dubbio su come viene spiegato il progetto sul minisito. Dobbiamo immaginare che i non geek potrebbero non capire facilmente di cosa stiamo parlando. Se la campagna è rivolta solo ai geek, allora non credo ci sia bisogno dell’attività di streetmarketing che abbiamo visto…vedremo !
La cosa curiosa è che non è una campagna per il brand Poken in quanto tale, ma per un ministore dell’agenzia stessa…cosa che mi incuriosisce e mi convince a scrivere un post sulle agenzie che diventano brand, mai sentite?…stay turned
Veramente stupefacente assistere ad un focus group come questo. Protaonisti dei bambini, che con la preparazione di un concorrente di Sarabanda, riescono a riconoscere una serie diversificata di brand, semplicemente con lo stimolo di suoni, immagini e odori che li ricordano.
Che siano le operazioni di branding a stimolare l’awareness è oggi più che mai vero. Soprattutto date le miriadi di prodotti sempre più sostituibili.
Ma in un epoca in cui i budget sono sempre più ristretti, e i messaggi pubblicitari meno efficaci è possibile tenere vivo non solo il brand come top-of-mind, ma anche rendere più il proprio brand difficilmente sostituibile?
Il rapporto che un brand può instaurare con le persone greazie ai social media, può essere uno dei modi per matenere vivo l’ esperienza che un prosumer ha con il brand stesso.
A differenza di operazioni advertising-driven, le relazioni dettate dal social media marketing o campagne di buzz pianificate, devono avere come principale obbiettivo la trasparenza e la qualità del prodotto stesso. Solo questi due fattori possono a mio parere, generare un engagement tale da stimolare conversazioni positive sul prodotto e sul brand.
Molti di voi ricorderanno il video che ha generato un buon tasso di condivisione nella rete e non meno di 5.000.000 di views su youtube e dailymotion, dove alcune ragazze nude camminano nelle strade di Parigi ( Make the girl dance baby, baby, baby) .
Qualche settima fa invece un video riprende il concetto di Make the girl dance, ironizzando il tutto grazie all’apparizione di Music Steve all’interno del video.
Solo una piccola traccia lasciata alla fine del video rimanda alla sua fan page, difficile da comprendere di cosa si tratti. A parte i numrosi commenti che incitano Steve nella sua impresa, apparentemente fatta durante il tournage del videoclip, nulla faceva pensare a Guitar Hero o qualsiasi altro brand dietro questa operazione.
Nella stessa fanpage è stato poi rilasciato un nuovo video, dove viene svelata l’operazione teaser.
Alcune considerazioni: Il fatto che MusicSteave abbia attirato a se 1.236 fan è un risultato non ottimo ma sufficente a creare un impatto su facebook. Ma come tutti sappiamo questo social network è a compartimento chiuso, rispetto ad altri canali come twitter, dove la propagazione di un contenuto può essere molto più veloce, oltre che più duraturo nel tempo.
Video di successo, così come operazioni di guerilla di successo, possono essere una fonte di ispirazione da non sottovalutare, soprattutto se siamo in grado di attivare una risposta nel momento giusto, in grado di cavalcare l’onda e giocare con i codici dello storytelling.
Non so chi sia l’agenzia, qualcuno dice Tribal DDB…
Anche quest’anno come l’anno scorso torno in Costa azzurra per le vacanze estive. Un po’ di meritato riposo prima di riprendere a settembre non mi terrà comunque lontano dal blog e con aggiornamennti più sporadici rimarrà comunque attivo.
Per il momento devo pensare a preparare tutto per i 900km che mi aspettano da Roma a li, solo soletto visto che mi aspettano già da una settimana nel luogo di vacanza. Perciò se volete farmi compagnia durante le soste sarò su Twitter e FriendFeed con la tag #summertrip.
If you are a blogger or a social media fun and you are near St. Tropez /St. Maxime just let me know, French people welcome .
Finalmente un po’ di tempo per dedicarmi al wind surf e hobycat, visto che non sono molto fan del prendere il sole per ore immobile.
Questo progetto a cui sto collaborando nasce in Francia e mira ad espandersi in tutto il mondo, l’idea è talmente interessante che a mio parere ha le potenzialità per coinvolgere più persone possibili.
Statemi a sentire bene !
I social media non sono solo marketing, CRM, buzz, viral… sono strumenti che hanno in qualche modo rivoluzionato la vita di molte persone oltre che il rapporto tra consumatori (persone) e brand.
Come per molte tecnologie che diventano parte della vita quotidiana, dimentichiamo il valore che questi apportano nel semplificarci la vita, nel darci la possibilità di esprimere noi stessi, o semplicemente nel consentirci di trovare nuove passioni o forme di intrattenimento. Vi siete mai fermati a pensare ai singoli eventi della vostra giornata che avete vissuto grazie ai social media?
Così come con un diario personale potremmo ricordarci di cosa stiamo vivendo, soprattutto possiamo condividerlo con il resto del mondo. Allora se siete dei blogger, scrivete su twitter o friendfeed, avete la possibilità di raccontare la vostra social storia aggiungendo #webcream o condividendola nel gruppo di discussione qui.
You’re a blogger, a writer, a twitterer, an online citizen?
You have a story to share with thewhole world that can illustrate the impact of social media/web on your daily life?
Do it now and use #WebCream to identify your post, and discover other citizens all over the world.
At the end, we could consolidate in a single book/document all your stories.
So do it now!
Che ne pensate? Possiamo migliorare il progetto e se volete potete postare qui le vostre idee.
Lottomatica ha lanciato una community di giochi online dedicata agli appassionati dei così detti skill games, ovvero giochi di abilità. Testando la piattaforma mi sono soffermato su quelli che sono gli aspetti che più mi interessano in questo ambito, la parte community e tools 2.0, anche se per una volta devo ammettere che è stato divertente mettermi alla prova con alcuni giochini di destrezza.
Sono piacevolmente sorpreso di come in molti ambiti del web, si stia dando molta importanza alle social application in modo da aggregare gli appassionati di un determinato settore. Nella comunity di Lottomatica è infatti possibile creare un pesonaggio e farlo crescere nella scla sociale della community, potendo interaggire anche con altri utenti in tempo reale grazie alla chat. Grazie alla geocalizzazione è anche possibile lanciare sfide a utenti del tuo stesso livello che abitano nella tua stessa città.
Probabilmente ci arebbero da migliorare alcune cose. Avrei ad esempio inserito la possibilità di commentare i giochi in modo sia testuale che con un punteggio, in modo da aumentare anche la partecipazione degli utenti allo stesso miglioramento dei mini-game.
L’importanza è creare una community e un prodotto che non sia basato tanto sul business model, ma su quello che gli utenti si aspettano dalla community. Infatti su skill club è possibile giocare gratuitamente, solo se si vuole sperare di vincere è allora d’obbligo avere dei crediti.
Credo che indipendentemente dalla start-up che abbiamo intenzione di creare online, sia fondamentale dare la possibilità agli utenti di interagire attivamente, in un periodo dove ci accorgiamo come i social network non sono così differenti dai bisogni di socializzazione e partecipazine che abbiamo sempre avuto nella vita quotidiana.
Disclaimer: Per l’agenzia dove lavoro sto lavorando per Lottomatica, ma questo è un mio punto di vista personale sul servizio e su alcuni aspetti marketing 2.0 di cui ho voluto parlarvi
Non si tratta di una pizza digitale, ma di vera pizza a domicilio che in USA (Santa Clara, california) si trasforma in un servizio 2.0. Pizza Party oltre ad avere un sito strutturato come un blog, ha creato una fan page su Facebook e segue i suoi clienti su twitter con oltre 1,000 follower. Cosa molto innovativa è il rapporto di empatia che si crea con i clienti, oltre al passaparola che viene stimolato dalle conversazioni online (mi ricordo molto di più di parlare della mia pizzeria preferita se il ricordo è vivo in mente).
Per il massimo della trasparenza Pizza Party mette a disposizione anche delle webcam in grado di visualizzare cosa succede dietro i fornelli
Anche e in alcuni casi soprattutto small business possono usufruire di strategie social media in grado di aumentare nuovi clienti. Per una piccola attività è stato facile attirare una pubblicità gratuita da parte dei mass media, come il servio dedicato da ABC 7 News appena si è saputo che una pizzeria utilizzasse nuovi strumenti di marketing, piuttosto che le classiche pagine gialle o volantinaggio.
Sul blog del mio amico d’oltralpe Roycod ho trovato questa notizia molto interessante su un attuale campagna di IKEA. Quello che più ha di interessante è il fatto che non sappiamo su cosa sarà effettivamente annunciato da IKEA nei prossimi giorni, e cos’è l’oggetto della campagna.
Pensandoci la bellezza di 1-2 secondi, vedrei difficile montare un auto nel nostro garage con i libretti di istruzione IKEA, cosa si nasconde allora dietro l’auto?
Il nome Leko che viene dato all’auto, risuona in francese un po’ come l’Eco…l’ecologica. Un bel gioco tra pronuncia francese (che tende ad abbreviare più di noi) e la scritta simil nordica come ci ha abituato Ikea nella scelta dei suoi prodotti. Ma per quanto ecologgica, vedo difficile WWF essere partner di un costruttore auto.
Da una piccola ricerca sempre di johann risulta esistere un sito ancora non accessibile di co-vettura IKEA, che fa come minimo aumentare i sospetti verso un nuovo servizio di car sharing o come in USA ,si tratta di un servizio bus dedicato al trasporto verso i centri di vendita. Cosa ancora più strana un commento di un utente segnala che tale sito è dello stesso proprietario di saab-biopower.fr.
Indipendentemente da tutto il buzz in rete comincia a farsi sentire anche qui in Italia. Ma può l’advertising tradizionale stimolare il buzz anche in rete?
La risposta a mio parere è si in alcuni casi. Si può creare nel momento in cui si parla della pubblicità in se, come ad esempio una pubblicità basata sul divertimento o quando una frase diventa parte del vocabolario di una determinata comunità; in altri casi quando sono gli stessi brand a domandare agli utenti di creare la propria pubblicità.
In questo caso è un prodotto che crea rottura con le aspettative che abbiamo dell’azienda, un prodotto esotico di cui non conosciamo la natura, creando commenti e domande non tanto sul prodotto, quanto sull’azienda.
Un video del responsabile Social Media Ford USA, racconta la strategia di comunicazione di Ford attraverso i media sociali. Twitter diventa un tools di CRM importante per rispondere ad alcune domande dei clienti, un modo per mettere in avantila trasparenza di Ford nei confronti dei possibili clienti. Da notare che Twitter viene utilizzato in prima persona dal responsabile Ford, dando maggior forza al lato umano del brand.
Nella piccola case history di una mia presentazione troverete anche alcune informazioni su come Ford italia abbia partecipato e risposto a molte domande degli utenti nelle community di automotive, per l’uscita della nuova Fiesta.