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Archivio per la categoria 'Senza categoria'

Da domani vado in vacanza qui per tre settimane, ma non c’è da preoccuparsi, dotato di un EeePC, il mio Toshiba e una connessione 56k (si si esistono ancora!) cercherò di farmi vivo con qualche post…Auguro intanto buene vacanze a tutti quelli che come me hanno scelto (non proprio scelto) di ancdare in vacanza solo ora !

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Come tutti sanno la piramide dei bisogni Maslow è un concetto utlizzato nel marketing per interpretare il bisogno di soddisfazione degli individui.

Maslow raggruppa i bisogni fondamentali in cinque categorie: bisogni fisiologici, di sicurezza, sociali, di stima e di autorealizzazione. Maslow non si limita ad una classificazione, ma postula l’esistenza di una gerarchia dei bisogni, che sarebbe in funzione dello sviluppo dell’individuo. A suo giudizio ci sarebbe un ordine prioritario nei bisogni, nel senso che ognuno di noi comincia a ricercare la soddisfazione dei bisogni prioritari prima di passare alla categoria successiva. Questi bisogni di ordine inferiore, una volta soddisfatti, lasciano spazio ai bisogni della classe superiore, che iniziano così ad influenzare il nostro comportamento. Ci sarebbe quindi un’attenuazione progressiva dell’intensità dei bisogni soddisfatti e un’intensità crescente , invece, per quelli di ordine superiore non ancora soddisfatti. L’analisi di Maslow riesce a mettere in evidenza la struttura multidimensionale e gerarchizzzata dei bisogni. Queste categorie di bisogni coesistono sempre, ciò che cambia è il grado d’importanza che ognuna di esse può assumere a seconda dell’individuo o, per uno stesso individuo, a seconda delle circostanze.

Frédéric COZIC ha recentemente pubblicato la sua interpretazione della piramide dei bisogni di Maslow applicata ai servizi del web 2.0. In base alla sua rappresentazione ho cercato di dare una mia versione integrando alcune classificazioni e considerazioni che reputo importanti per meglio comprendere la presenza ibrida di alcuni social network.

  1. Widget marketing [prima parte] [seconda parte]
  2. Incentivi nelle online social communities
  3. Marketing del terzo millenio: Riflessioni con Philip Koptler
  4. Ecco perchè gli uomino vogliono la Wii Fit

Chi mi segue sa che in genere posto almeno un articolo al giorno e ogni due articoli uno più approfondito sul marketing o social media marketing.

In questi giorni a causa di alcuni problemi nel server che hosta il mio blog non potevo più accedere nel pannello amministrazione. Per il momento tutto sembra funzionare, sperando che ciò non accada più ricomincio a scrivere i miei soliti post nella speranza di aver mantenuto l’interesse per il mio marketing blog !

Dopo 6 mesi passati qui in Germania la mia avventura da stagista si conclude qui e domani si ritorna prima a Parigi e poi a Roma. Sono molto contento di come sono andate le cose e non avrei mai immaginato di poter lavorare in una grande agenzia come questa. Per un po’ non vorrei più sentire parlare di macchine, ma ho potuto scoprire cose molto interessanti sul marketing del settore automotive. Vi lascio una foto presa direttamente dal sito, che non poteva che ritrarre i garage tanto per specificare in quale settore sono esperti.

Allora addio o comunque arrivederci !

Ora sono un ragazzo libero e pronto a qualsiasi proposta…o quasi!

Avete voglia di un sandwich ?

Ho trovato questo simpaticissimo video nel sito di Sandrine, e non ho potuto resistere a postarlo qui per distendersi un po dalla teoria e dare una dimostrazione pratica di come Durex gioca con la sessualità (che poi è al centro del suo business) senza vergogna, ma soprattutto senza giocare con i canoni del sesso. E’ si Durex deve pur promuovere i suoi prodotti correlati.

La campagna creativa Durex (come quelle contro il SIDA l’AIDS) è riuscita a trovare il giusto compromesso tra humor e informazione, con lo scopo di abbattere le inibizioni nell’atto di acquisto dei suoi prodotti. Se il marketing significa rispondere ai bisogni dei clienti, la marca di contraccettivi è un esempio di come possono essere i brand stessi, ad ovviare al problema della disinformazione dei media su questioni di carattere sociale. Così come il concetto d’ “impresa verde”, il “pro-sociale” può essere un carattere distintivo.

Un´altra Buzz word del marketing o un vero cocetto da considerare ?

Navigando un po´in Francia comodamente seduto in Ufficio in Germania e gli altri in pausa pranzo…mi é venuto in mente che dal mio dentista ci sono solo orribili quadri vinti in qualche fiera.

Il waiting Marketing é saper comunicare al momento giusto e nel luogo giusto, ma a differenza di alri tipi di advertising, non si tratta di individuare i punti di maggior passaggio  bensí di maggior attesa.

Un esempio é questo cartelone nella stazione di Amstrdam, dove grazie ad un messaggio con divertente doppio senso Chupa Chups ha sviluppato la sua campagna waiting.

Probabilmente i luoghi piú importanti su cui lavorare sono gli aereoporti, gli studi medici, la posta ecc. Potrebbe apparire alquanto privo di senso e logico utilizzare tali punti strategici, ma alcuni problemi spesso  sussistono per la persona che attende:

- Pochi negozi all´orizonte

- Avvolte non ci sono posti a sedere per navigare su internet o leggere la propria rivista preferita

- Non ci resta che attendere asetati (visto che negli aereoporti non possiamo piú portare la nostra bevanda preferita)

Puó risultare interessante é utilizzare il word of mouth, il buzz e un media mix attraverso il Web, per stimolare in modo alternativo i possibili clienti L´idea di Corsair é stata quela di ftografare alcune persone in modo buffo e proporgli di proseguire attraverso un gioco online a premi sul sito www.histoiresdefamilles.org . In questo modo l´advertising puó trasformarsi in buzz marketing e mirare al cliente in magniera ludica e divertente.

Trovatemi quanlche idea anche voi !

Lei immagini ono di Wait marketing

Sfogliando le pagine della rivista Stratégie (FR), mi sono imbattuto su un articolo che mi ha fatto sorridere. Rido io visto che i 100 milioni di euro è stata costretta Youtube a pagarli a fronte del reclamo di TF1. La rete televisiva francese aveva già portato in giustizia Daily Motion per uso di materiale coperto da copyright e pirateria. La stessa cosa è toccata a You Tube, con un ammontare da pagare pari a sei volte la sua cifra d’affari nel 2006. Normalmente non esiste un accordo con i canali televisivi per la diffusione del materiale video e sembrerebbe che a TF1 qualcosa non sia andato giù.

In questi casi il ritorno economico a fronte dell’accusa fatta a Youtube, porterebbe un buon ritorno nei fondi di TF1. Ma qual’ è il motivo principale che spinge i media tradizionali a ribellarsi contro i cosiddetti newmedia ? alcune tra le ultime affermazioni dei giornalisti, all’accusa di non fare più un giornalismo d’inchiesta, la risposta è stata: ” E’ colpa del web che offre notizie in modo così veloce da rendere impossibile un lavoro in profondità, che richiederebbe molto tempo”. Leggendo un libro di testo un paio di anni fa dal titolo “Remediation” , si discuteva di come i media dovrebbero pian piano convertire verso l’ integrazione e la comunicazione interdipendente. In realtà credo che l’interdipendenza sia arrivata, ma tra gli utenti dei media e non tra i media stessi. Il web ha preso origine dalle tecniche dei media tradizionali, ma ha saputo farle proprie dandone una caratteristica distintiva, mentre la Tv ha provato a imitare senza successo le community ( il talk show una community? Non credo) e il linguaggio del Web.

Nel marketing si parla di differenziazione e posizionamento. Non può valere anche per i media e soprattutto in termini di categoria più che del singolo brand ? Creare come sempre di più sta accadendo in Francia dei rotocalchi d’informazione dettagliati e di utilità sarebbe in qualche modo pensare al mercato rivolto al cliente ( market-driven management come piacerebbe dire a qualcuno). L’accusa principale rivolta al ai blog e al giornalismo cittadino è proprio quella di non aver la certezza della fonte e della sue referenze. Una possibile convivenza potrebbe essere proprio quella di far interagire le notizie. Prendere spunto dalle news trend del momento nel social network e approfondirle in TV o nei giornali, intervistando Blogger ecc.

Per concludere: Mi sembra che questa volta sia il media televisivo a sfruttare il web per fare un po’ di Buzz.

Non ve lo avevo mai detto, adoro la danza classica. Comunque volevo mostrarvi queta immagine per dimostrarvi come avvolte la creativitá non viene da anni di studi sull´argomento da da un bisogno di creativitá insito in tutti noi, ma che a qualcuno riesce meglio. Non credo si sia rivolta ad una agenzia di comunicazione per avere quetsta idea tanto semplice quanto geniale dato il target d´interesse.

Salve a tutti, Questo é il primo post per presentarvi il mio nuovo progetto. Amante del marketing mi direte?! No amante dell´arte, ma l´arte é ovunque anche nel marketing e nella pubblicitá. Sensa una passione per quello che si intraprende nulla puó servire leggere tonnelate di libri sulla materia. Creativitá, Estro e Informazione sono diventati i requisiti fondmentali da possdere insieme alla Competenza nel settore marketing e pubblicitario.

Appasionato di Internet e di grafica non nascondo la mia tendenza ad interessarmi al web-marketing e all´e-design, ma questo sito vuole proporsi di andare oltre la tendenza per tenervi informati sul marketing alternativo a 360 gradi!

Si parla di Virale e di Guerilla… ma allora perché non portare estro, enformzioni sulle nuove strategie e creativitá proprio qui nel non web. Un non web perché che cosa é internet se non un prolungamento della comunicazione tradizionale! Il mezzo é il messaggio, ma nello sviluppo 2.0 dei media e in particolare del web chi copia chi? E con quali risultati?

Allora si parte!

dippiù?
Vaso di Pandora
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