Due video che non hanno bisogno di commenti per la serie #coolfriday. Utilizzando il noto servizio di chat random Chatroulet, “The Last Exorcism” si regala una divertente campagna web, con l’obbiettivo di creare un video advertising il più virale possibile.


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Su uno stile adatto anche alla TV questo secondo video gioca sempre con codici inaspettati da un film horror, ma che nel mio caso è riuscito perfettamente nell’intento di incuriosirmi sulla trama stessa del film (soggetto non del tutto nuovo nella storia del cinema).


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Terrore e sesso sono meno semplici da rendere interessanti di quanto crediamo, oggi che siamo sempre più abituati a questo genere di messaggi.

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A meno che non siete rimasti per qualche mese su un isola deserta, avrete seguito nel bene o nel male i mondiali 2010 giocati in Sud Africa. Chi sicuramente non gli avrà persi sono i due brand leader del mercato sportivo Nike e Adidas, che qualche mese prima hanno puntato su una strategia multicanale, con protagonisti due rispettivi video. Durante una visita di un mio amico qui a Parigi, ci siamo lanciati su una riflessione , ritrovata senza volerlo il giorno dopo anche su twitter e alcuni blog UK.

Entrambi hanno messo a disposizione alcuni dei più grandi campioni dei nostri giorni, provenienti ognuno da squadre diverse, per assicurarsi una buona percentuale di riuscita qual’ora una delle squadre riuscisse ad andare in finale o addirittura a vincere. Nuance: Adidas decide in più di inserire un icona del calcio come Zidane, dalla forte carisma e distaccato ormai da qualsiasi esito sportivo.

Il video Adidas:

Una strategia 100% web con un video dal mood fumettistico in stile Heroes, dove i testimonial giocano un ruolo distaccato dalla realtà e soprattutto le immagini si focalizzano sul prodotto (una delle scarpette da calcio lanciate per i mondiali). Visualizzazioni inferiori rispetto a quelle di Nike, ma una buona interazione nei Forum, la pagina facebook e alcuni blog che hanno ripreso il video.


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Il video Nike:

Un video spettacolarmente ben realizzato tanto da creare un vero effetto virale online, uno storytelling ben ideato accompagnato da un gruppo di super campioni. A differenza dello spot Adidas non ci si concentra sul prodotto, ma in particolar modo sul lato emozionale.


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Il disastro Nike:

Pur puntando sull’elite, Nike sembra essere incappata in una sorta di “Final destination effect”, dove ognuna delle squadre capitanate dai testimonial scelti ha fallito in modo del tutto inprevisto. Come ben riassume ADFreak:

Didier Drogba: si è rotto un braccio, Ivory Coast eliminata
Fabio Cannavaro: capitano dell’Italia, eliminata al primo turno
Wayne Rooney: dnon ha segnato nemmeno un goal, England eliminata
Franck Ribéry: …la Francia?
Ronaldinho: non è stato nemmeno convocato
Cristiano Ronaldo: Portogallo eliminato e ha segnato solo un goal

A quanto pare Nike è corsa ai ripari presentando questo nuovo video con il campione brasiliano Robinho, che si stà comportando molto bene in questo mondiale.


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Altrimenti rimane sempre il vecchio e caro Homer Simpson :D

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Fortnight Lingerie: Un corso di primo soccorso super sexy

No  non si tratta di una campagna per la Croce Rossa, ma per una nuova marca di lingerie canadese: peccato! Si tratta di un video concepito per far parlare di se, con il solito stereotipo sessuale, anche se devo ammettere in questo caso con un pizzico di humor. Il target sembra essere l’uomo (più simile a Agent Provocateur), più che le donne che dovrebbero indossarlo.

Da parte mia un apprezzamento va ai colori vintage e al design degli oggetti, in completo contrasto con in soggetto principale.


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Grand Optical e Zinedine Zidane

Marca francese specializzata negli occhiali da vista, mette in scena Zinedine Zidane con questo fake video per far risaltare la loro expertise nel settore degli occhiali. Divertente, ma concept già visto.


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Hi-Tec Jesus Walk

Marca piuttosto di nicchia nel mercato delle scarpe, si lancia per la prima volta sul grande pubblico con questa campagna virale. Nessun riferimento evidente alla marca, se non grazie ad un blog legato alla campagna: LIQUID MOUNTAINEERING

Un tentativo per presentarsi alla blogosfera, più che una vera e propria campagna, anche se aspetto un second step. Molto simile tra l’altro alla campagna Microsoft di qualche mese fa, di cui ho parlato qui.


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Una recente ricerca della Forrester mette in luce qualche considerazione, che avrete sicuramente avuto modo di leggere anche qui, per quanto riguarda il coinvolgimento degli influencer. Per troppo tempo i marketer si sono basati sul numero di visite o il numero di contatti che un blogger, o un utente in generale, riusciva a generare; in pratica un approccio di esposizione, costo per contatto.

Questo modello è inapplicabile ad un approccio conversazionale tra brand e consumatori, dove l’obbiettivoè quello di generare una relazione non solo con i potenziali influencer, ma con la loro stessa community.

Un “planner 2.0″ dovrebbe tener presente che i social media sono la tecnologia, mentre il motore che li sostiene è fatto di persone e dalle relazioni peer-to-peer che si generano.

I Social Broadcaster: sono blog o utenti che normalmente generano un grande numero di visite, ma meno interazioni tra blogger e lettori. Vengono utilizzati in maniera particolare per assolvere al bisogno di acquisire informazioni e novità su un determinato settore, per questo dalla ricerca scaturisce che sono i siti a cui crediamo meno in temini di influenza. Probabilmente per lo stile di scritura più formale, ma restano comunque dei canali in grado di aumentare l’awareness su determinati prodotti.

Potenzial Influencer: sono coloro che utilizzano la rete e i social media, per condividere le proprie esperienze offline. Creano attorno a se una community di lettori/amici con sui conversano attivamente e da cui ricevono a loro volta un influenza. Sono coloro che generano allo stesso tempo una coda lunga e generano un maggiore engagement, grazie anche al modo di esporre le proprie opinioni negative o positive che siano.

Mass Influencer: sono coloro che sono conosciuti e considerati come influenti dalla maggioranza delle blogosfera, in grado di avere allo stesso tempo un gran seguito e una forte community di lettori. Sono la minoranza, ma influenzano al 80% le decisioni di acquisto sia online, che in molti casi anche offline.

Come vedete il numero di contatti, non sono sempre un riferimeno di qualità di partecipazione sia da parte degli influencer, sia da parte dei loro lettori. Per questo è mportante avere chiari i nostri obiettivi e l’approccio che dobbiamo utilizzare per coinvolgere il pubblico di riferimento; non per ultimo domandarci se agiremo a breve o a lungo termine.Il successo è dato d un insieme di fattori che dobbiamo misurare, diversi per ogni genere di utente che abbiamo coinvolto:

Quando parlo di influencer non mi rivolgo semplicemente a blogger, ma in modo più allargato agli utenti: forum, twitter, friendfeed, ecc. All’interno di ogni categoria, troveremo delle eccezioni e dei differenti gradi i partecipazione, che dobbiamo saper valorizzare per poter creare dei veri e propri ambasciatori a lungo termine.

Con queste premesse diventa importante anche la scelta delle modalità di coinvolgimento e le tempistiche di condivisione delle informazioni,  soprattutto ricordiamoci la differenza tra passaparola (word-of-mouth) e influenza digitale.

Fonte ricerca: WOMMI

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Una campagna che mi è stata segnalata piuttosto interessante per il complesso della strategia. Il progetto << The Green Cell Power >> è un minisite completamente unbranded per il lancio di un nuovo prodotto, molto probabilmente legato al Green o che sfrutta dei componenti biologici.

the green cell power

Sul sito della campagna è possibile creare tramite Facebook connect la propria cellula e farla crescere rispondendo alle domande che vengono poste all’utente. La possibilità di avere maggiori informazioni grazie al “gioco” fgenera un esposizione prolungata, grazie al’ interazione con la nostra creatura.  Le diverse “premunizioni” degli utenti generano una micro community di cellule di influenzati e di influenzatori dell’iniziativa.

Abbiamo quindi la possibilità di condividere la nostra previsione tramite Facebook e twitter, e consultare quelle di altri utenti o blogger. Ogni persona che abbiamo influenzato direttamente tramite twitter o facebook diventano delle nostre cellule interconnesse.

Chi sarà per voi il brand e quale il prodotto? Dico la mia personale idea: un caricatore mobile phone ecologico o una particolare crema naturale?

Un progetto che mira a creare buzz in modo molto autonomo e giocando sulla curiosità e l’interazione.

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L’ 8 marzo (giorno della festa della donna in Italia), partirà un progetto 2.0 dedicato alla moda e soprattutto alle donne. Per il momento il teaser sfrutta Twitter e Facebook per un interessante storytelling riassunto nei 3 video presenti nel sito.

Immagine 1

Nessuna informazione in più al rigurado, ma immagino si traterà di una nuova community dedicata non solo al lusso, ma a progetti creativi in grado di valorizzare i partecipanti della comunità.

Per viralizzare il teaser gli utenti sono invitati a sfidare i propri amici su facebook o i propri follower su twitter, completando un equazione: “woman +   enter your word = ?”

Le equazioni proposte dai video sono:

  • Woman + Creativity = ?
  • Woman + Community = ?
  • Woman + Connectivity = ?

Qual’è la vostra equazione ?

Il punto di forza dello storytelling è sicuramente il tema che mette in valore la figura della Donna e il Web.

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Una nuova campgna Coca-Cola particolarmente riuscita, dopo l’idea creativa dedicata ad Avatar. Coca-Cola si posiziona ormai come una vera e propria bevanda distributrice di  happiness, a differenza di altri concorrenti più concentrati nello sport.

Un ottimo dispositivo  che riesce ad integrare un a piccola operazione di guerilla marketing, molto mirata, all’obbiettivo principale della campagna: creare un video che potesse avere la possibilità di diventare virale.


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Un ottima opportunità per il brand per creare un engagement con tutti coloro che utilizzeranno questo video teaser, per mostrargli in anteprima un eventuale concorso, minisite o altra iniziativa correlata. Spero che Coca-Cola ci abbia pensato, sarebbe n peccato farsi sfuggire questa occasione.

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Vi auguro a tutti buone Feste, con un video piuttosto divertente che ha generato molto buzz in questi giorni. Per Jack Bauer, protagonista della serie 24, nemmeno Babbo Natale è al di sopra della legge.

Nella descrizione del video si fa riferimento all Rebel Viral Team, ma cerando su Google troviamo solo un link a questo sito con lo stesso filmato di youtube. In pochi giorni oltre 500k visite  al video  e oltre 200 commenti, per un questo viral video ovviamente fake. Qualcuno si domanda chi sia il Team che ha scatenato il passaparola su questo video.


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E’ iniziato  l’annuale confronto tra due dei giochi più acquistati per console, che in vista del Natale vedranno impennare le loro vendite.

FIFA 2010 cerca di coinvolgere gli utenti con un esperienza reale piuttosto che visrtuale, stimolandoli a mettersi in competizione con i miti del calcio. Niente effetti speciali per questa campagna virale, ma piuttosto humor + partecipazione degli utenti, a cui viene domandato di riprodurre l’esperimento dei calciatori coinvolti.


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E’ stato creato un canale youtube dove poter interaggire e proprorre i propri video.

Cosa ne pensate?

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Dopo alcuni commenti sulla pubblicità di MySky HD New Zeland, mi sono messo a cercare qualche campagna simile, per capire meglio come reagiscono generalmente gli utenti ad una creatività che possiamo definire almeno “borderline”.
Una campagna a nome del marchio Carrefour Francia sta facendo il giro della rete oltralpe, ma si tratta di una campagna reale oppure no?
Come potete vedere dal video lo spot utilizza un humor piuttosto forte e che potrebbe offendere la maggiorparte delle persone, tanto quanto creare un effetto virale tra coloro che amano essere stupiti a tutti i costi.

Dato che è in francese vi basterà sapere che lo spot politicamente scorretto, creato per i supermercati discount Carrefour, ha come protagonista una bambina e una famiglia che a causa della crisi mangiano la nonna…si avete capito bene! il tutto fatto intendere con un gioco di parole piuttosto evidente.


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Navigando su Google un utente a scoperto che questa pubblicità non è altro che un fake organizzato da un giovane realizzatore e un’attrice che ha partecipato all’esperimento.

carrefour fake

Il giovane realizzatore ha utilizzato tutti gli strumenti in suo possesso per creare un effetto virale del video, compresa una fanpage su facebook e un azione di PR con i blogger. Un nuovo strumento per farsi conoscere nell’ambito della comunicazione?

Un caso simile è accaduto per il bad buzz Sprite, e per il viral video di successo per la Nintendo Wii che molti di voi ricorderanno.

Come proteggere la propria reputazione in questo caso? E’ importante affidarsi a strategie di ascolto in tempo reale dei social media e avere una propria identità online ben distinta, in modo che gli utenti siano quanto meno increduli se l’azienda si comporti in modo totalmente disonesso dalla sua abituale personalità.

La presenza attiva nei social media di un brand (e di una persona) renderà più facile la gestione di un eventuale crisi.

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