Il 26 e 27 maggio sarò a Milano per una breve trasferta allo Young Digital Lab, un workshop dedicato al mondo del digitale con un focus sul social web. Mi presento per la prima volta come Senior Associate 90:10 Group dopo la mia recente promozione…cheeerrss! Un occasione per conversare com me e altri interessanti giovani del mondo del markting.
Siamo pronti ad affrontare i sempre nuovi ed emergenti trend legati al Social Web e al Social Media Marketing in un corso verticale avanzato: dall’ascolto delle conversazioni online allo sviluppo delle strategie Web, dalla co-creazione come strategia per l’innovazione allo storytelling come approccio alla comunicazione, dalla gestione operativa dei canali social alla misurazione dei risultati, tutto questo muovendosi tra like, dislike, check-in e badge.
Tra i relatori il mio caro amico Stefano Mizzella e Stefano Besana con i quali discuterò sul tema dell’Open Business in una tavola rotonda dal titolo: Open Innovation: dipendenti e consumatori migliorano prodotti e servizi.
Altri miei interventi rigurderanno il Social CRM, Co-creation e Innovation.
Vi aspetto! Date un occhiata al blog ufficiale per tutte le informazioni di partecipazione.
Cos’è successo questa settimana nei social media? Video, curiosità e tendenze riassunte in un post. Tutto quello che non meritava un post, ma merita di essere condiviso.
Volkswagen lancia una campagna ADV che diventa in poco tempo virale. Ironica, incentrata sul prodotto, diretta al target. Uno storitelling che ci fa dimenticare il fatto che stiamo per essere esposti ad un messaggio pubblicitario.
Questo week end sarà il fine settimana dedicato al Super Bowl per moltissimi americani e appassionati, non solo dello sport ma anche di marketing.
Mercedes USA lancia una campagna Twitter dedicata all’evento sportivo dell’anno. L’operazione “Tweet Race” vedrà 4 differenti team scontrarsi a suon di tweet per raggiungere Dallas prima delle squadre concorrenti. I membri delm team dovranno seguire un percorso e differenti prove e dovranno fare il pieno di interazioni su twitter se vorranno avere la possibilità di raggiungere la meta. La campagna ha visto il suo lancio prima delle vacanze di dicembre al fine di selezionare le squadre partecipanti al concorso.
Google lancia un nuovo progetto dedicato alla cultura. L’obiettivo è quello di creare il museo più grande e interattivo del mondo.
Facebook Places / Deals lancia la sua offerta anche in Europa in parnership con Benetton. Per chi non lo sapesse Facebook Deals è un sistema di offerte geolocalizzate sul modello Fourquare. Ecco qui qualche esempio che potrebbe interessarvi.
Il Super Bowl è una tappa importante per molte aziende che investono nella pubblicià. Se qualcuno come Pepsi ha deciso di rinunciare a questa vetrina per concentrarsi su altre forme di coinvolgimento come i social media, altri punteranno tutto per uscire dalla massa. Forse a causa/grazie alla crisi moti investitori si rendono conto dell’importanza del coinvolgimento degli utenti nel web per massificare il ROI e la coda lunga del loro messaggio Adv.
Forbes ha creato questo widget che permette di vedere tutti gli spot e votarli direttamente. Vorrei però sapere quale video avete voato come il migliore e con quante stelline, creeremo cosi una classifica dei lettori di Womarketing .
L’interesse per il servizio di microblogging più famoso al mondo cresce e con un ritmo frenetico escono studi e ricerche quali/quantitative su Twitter.
Questa ultima ricerca data giugno 2009 ed è stata rilasciata da Sysomos, effettuata su 11,5 milioni di utenti su Twitter. I dati ci fanno riflettere su due ordini di rilivanza, che da una parte interessano il crescente interesse da parte degli utenti verso questo strumento, dall’altra confermano una fase in cui sono maggiormente gli early adopters ad utilizzare Twitter in modo costante.
La maggior parte degli utenti (il 72,5%) si sono iscritti nei primi 5 mesi del 2009
85,3% degli utenti postano meno di un update al giorno
21% non ha mai postato un tweet
93,6% hanno meno di 100 followers, mentre il 92,4% segue meno di 100 persone
5% degli utenti generano il 27% delle intere attività su twitter (stiamo parlando comunque di 550mila utenti)
Come potevamo aspettarci gli USA hanno il maggior numero di utenti
Oltre il 50% degli update provengono da applicazioni web e mobile based, mentre il resto dal sito twitter.com – il più utilizzato è sempre tweetdeck.
Le donne (53%) sembrano essere più numerose degli uomini (47%).
Le persone che si identificano come PR professional, il 65% non hanno mai postato un update
L’età media degli utenti è tra i 20 – 30, anche se notiamo un interesse tra i più giovani tra 15 – 19 anni.
Da parte mia cerco di sapere sempre di più cosa pensano gli utenti “normali” dei servizi come twitter, ma trovo fino ad ora un sostanziale disinteresse per il servizio. Molti conoscono twitter grazie agli ultimi articoli sui giornali, pochi sono fino ad ora invogliati a provarlo, non riscontrando nessun arricchimento nella ricerca di informazioni. Fattore che spinge maggiormente le persone abituate ai servizi del social web, ad utilizzare twitter ed altri tools per micro-blogging.
Facebook aumenta di giorno in giorni la sua utenza, se anche il numero di utenti realmente attivi si stà pian piano stabilizzando ad una percentuale piuttosto minore rispetto al numero di persone iscritte totali.
Quello che ancora non riesce a posizionare è un business model reale e innovativo che si differenzi dall’advertising tradizionale.
Nell’immagine Blake Chandlee presented a keynote during AdTech , viene proposto un sistema di advertising direttamente visibile nel life-stream di facebook. Questo modello prende in considerazione il fatto che gli utenti realmente attivi sono un numero molto inferiore rispetto a quelli totali e grazie al sitema avanzato di tagging e social graph, sarebbe in grado di visualizzare una pubblicità in linea con gli interessi dell’utente.
L’utente più attivo avrà la possibilità di condividere la social-adv con la sua cerchia di amici, agendo in questo modo con le proprie relazioni.
Qualche piccola ma essenziale osservazione:
In linea con altri blogger che hanno analizzato questo progetto, vengono fuori dei punti essenziali da non trascurare a mio parere. L’advertising non è un social object, non ha uno storytelling e di conseguenza non è naturale. Perchè dovrei condividere una pubblicità con i miei contatti? L‘iper-esposizione soprattutto in un luogo dove avvengono le conversazioni non è Engagement!
A differenza delle fan page che troviamo al lato della home di facebook o tramite ricerca, il processo di riceca autonoma del brand, a mio pare, cambia totalemnte le regole del gioco.
Riuscirà facebook a trovare il modo migliore per generare ricavi distinguendosi dalla massa?
Probabilmente molti di voi digital early adopters sapranno cos’è nel minimo dettaglio, ma strumenti come Twitter dovrebbero essere evangelizzati anche verso coloro che non hanno una passione specifica per gli strumenti del web 2.0. Abbiamo parlato nell’ultimo articolo di come questo strumento sia da poco interesse del piano di studi nel Regno Unito; soprattutto abbiamo parlato più volte di come twitter sia un ottimo strumento di CRM e marketing per le aziende, come nel caso di DELL che ha visto aumentare le vendite di circa 1 milione di $ nel 2008.
Ma cos’è Twitter ? E’ sicuramente uno strumento di comunicazione che ha visto il suo tasso di utilizzazione crescere di oltre il 1000% in un solo anno, ma vi propongo un semplice esperimento per raccontare twitter in pochi punti e soprattutto in non più di 140 caratteri. Qui di seguito i miei punti di vista per quanto riguarda marketing e comunicazione, ma vi invito a dirmi il vostro nei commenti…ATTENZIONE: non più di 140 caratteri!
Presto in UK Twitter, blogging e wikipedia potrebbero essere presenti nel programma di studio fin dalle scuole primarie. Se i media sociali sono utili mezzi di comunicazione, in grado di consegnare nelle mani dell’uomo un potere di libertà di espressione, daltro canto potrebbero diventare una sorta di digital divide 2.0. Aspetto a questo punto anche il punto di vista di Catepol, che se non sbaglio oltre ad essere un insegnante è anche un esperta di e-learning e apprendimento.
Molte ricerche affermano che la generazione Y è una generazione sempre connessa, ma è piuttosto difficile sapere in quale percentuale saranno utilizzati gli strumenti come twitter dalla maggiorparte delle persone da qui a qualche anno (non è detto che twiter si divulghi come gli attuali strumenti di chat). Lo stiamo vedendo già con Facebook come la maggiorparte delle persone utilizza i social media come semplici strumenti di divertimento, mentre strumenti molto più utili a livello mediatico come twitter o i blog, restano al momento nelle mani di un elite.
Per questo trovo interessante un approccio fin da subito verso un corretto utilizzo dei nuovi strumenti 2.0, come ad esempio wikipedia, che potrebbe aumentare in questo modo quell’1% di creators nella prossima generazione.
Soprattutto comunicare su internet è come comunicare offline, questo pressuppone che non vadano trascurate le affermazioni o le nostre azioni, per far in modo che vengano risaltati soprattutto le nostre potenzialità, e non semplicemente lo spirito del “cazzeggio”.
Nell’ambito lavorativo, quello che diciamo su internet, fa di noi sempre di più un brand dove conta più la nostra reputazione che la nostra immagine. I social media diventano un modo per promuovere se stessi.
Tra gli altri post che vi ho segnalato qui, vi sconsiglio di sfogliare un ottima presentazione in questo post, ma per rafforzare questo punto di vista vi lascio sfogliare anche questa.
Le micro interazioni stanno diventando sempre più presenti nella vita quotidiana degli utenti, come i blog hanno rivoluzionato le interazioni qualche hanno fa, strumenti come twitter, friendfeed o i live-streaming media sono parte del presente futuro della comunicazione peer-to-peer.
Come David Armano spiega con questa stupenda presentazione e come ho sempre cercato di affrontare gli argomenti trattati qui circa blog e social network, non sono le tecnologie il punto su cui focalizzarsi, ma i cosa le persone fanno con esse.
I nostri bisogni sono praticamente sempre gli stessi, ma le tecnologie influenzano i nostri comportamenti. Le micro-interazioni fanno parte dell’ecosistema delle web interaction e riproducono molto da vicino le interazioni che avvengono anche nell’offline.
In ultimo, ma non per importanza la partecipazione e la produzione di contenuti vengono da persone e queste non sono un optional.
Spesso può essere difficile spiegare con semplicità quale importanza hanno i contenuti prodotti nel web e in che modo questi vengono divulgati e prodotti. Può essere difficile on cadere in analisi tecnologiche, piuttosto che di processo con cui questi media vengono prodotti e condivisi. Se anche quasi tutti li utilizzano, anche per alcuni che lavorano nel campo della comunicazione, sembra difficile aver chiaro l’impatto che i diversi canali e strumenti hanno nella vita quotidiana e nel mercato.
Internet è il principale luogo dove le persone vanno per cercare informazioni o opinioni.
Le informazioni posono essere fruite attraverso più canali e luoghi (a casa, al lavoro e ovunque grazie ai telefonini come l’iPhone).
Le informazioni sono create da giornalisti, blogger, aggregatori e dagli stessi consumatori…together.
Le notizie delle persone (non giornalisti) possono esere riprese dai main stream media per essere divulgati ad un ampia audience. Possono essere valutate come interessanti da altre persone e divulgate ad una nicchia di interessati all’argomento.
Le storie possono divulgarsi in modo imprevedibile e grazie alla possibilità di essere divulgate, commentate e discusse si genera un naturale passaparola.
Questo genera la possibilità di influenzare ed essere influenzati in modo esponenziale rispetto ai media tradizionali.
Coca-Cola lancia un nuovo minisito in collaborazione con Google, dove gli utenti possono partecipare attivamente alla decorazione del pianeta decorando la propria abitazione, direttamente su Google Maps.
In modo semplice Coca-Cola rende partecipi le persone (UGC) per creare con un unico mash-up l’atmosfera natalizia ormai simbolo del brand. Ovviamente il tutto richiede una mail di iscrizione che credo tornerà molto utile all’azinda in caso di promozioni e newsletter. Tra i grandi assenti nella scelta delle decorazioni il famoso Babbo Natale Coca-Cola, il brand aziendale con la maggior awareness (peccano che non tutti lo associano più a lei).
Non so perchè ma detto questo la visione dall’alto di tutte le decorazioni mi fa pensare più ad un Cluster che ad un progetto UGC.