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Coca-Cola lancia un nuovo minisito in collaborazione con Google, dove gli utenti possono partecipare attivamente alla decorazione del pianeta decorando la propria abitazione, direttamente su Google Maps.
In modo semplice Coca-Cola rende partecipi le persone (UGC) per creare con un unico mash-up l’atmosfera natalizia ormai simbolo del brand. Ovviamente il tutto richiede una mail di iscrizione che credo tornerà molto utile all’azinda in caso di promozioni e newsletter. Tra i grandi assenti nella scelta delle decorazioni il famoso Babbo Natale Coca-Cola, il brand aziendale con la maggior awareness (peccano che non tutti lo associano più a lei).
Non so perchè ma detto questo la visione dall’alto di tutte le decorazioni mi fa pensare più ad un Cluster che ad un progetto UGC.

L’uso che gli utenti fanno dei social media è per la maggior parte di tipo entertainement, meno di tipo professionale. A tutti è capitato di essere taggati o trovare foto di serate brave senza aver dato il nostro consenso. Come ho analizzato attraverso varie testimonianze, Noi siamo il nostro miglio Brand e come tale è importante considerare i pro e i contro di alcune affermazioni o attidudini che circolano sul nostro conto sul web.
In un gruppo su Facebook, 13 dipendenti della Virgin Atlantic hanno discusso circa alcune problematiche sulla sicurezza di alcuni aerei, oltre che offendendo i passeggeri della compagnia aerea. Questo scherzo gli è costato il posto di lavoro, per il semplice fatto di aver messo in cattiva luce la reputazione e l’immagine dell’azienda. Può capitare di parlare male della nostra azienda al bar, ma farlo sul web significa farlo publicamente.Vi domandate mai se quello che scrivete online può influire sulla vostra carriera lavorativa?
Per saperne di più sulla reputazione personale online vi invito a leggere un precedente post qui.
Ho avuto la possibilità di assistere, con due miei colleghi, al meeting organizzato da Current TV sul tema dello User Generated Content - Contenuti, pubblicità, forme partecipative. Un po’ deluso dalla presenza di un gruppo un po’ ristretto di addetti ai lavori ero pronto comunque a scrivere sul mio solito taccuino 1.0 qualche spunto di riflessione da poter riutilizzare anche nel mio lavoro. Non che non ci siano stati, ma sicuramente troppo pochi rispetto a quello che avevo previsto (deludente).
Sono stato sorpreso quando anche l’amico Kawakumi ha espresso il mio stesso pensiero sul quadro generale della serata. Il forum aveva tutte le sembianze di una conferenza stampa per l’autopromozione, non solo del nuovo modello di business di Current, ma anche dei vari interlocutori.
Sono rimasto un po’ scioccato dagli interventi , molto più rivolti ai non addetti ai lavori che a persone con la voglia di condividere esperienze e concettualizzazioni fuori dall’ovvietà. Lo User Generated Advertising esiste ormai da tempo, ma Current lo porta in Tv, ragione in più per discuterne in modo più dettagliato per quanto riguarda il lato business o meglio dando spunti su cosa realmente apportano ad un brand.
Ho assistito ad uno strano intervento che doveva essere dedicatio all’unconventional marketing come il guerilla mkt, ma che in realtà non avevano nulla nemmeno del conventional. Ho assistito all’ennesima classificazione dei blogger influenti, considerando solo una categoria di blog e notizie. Avrei preferito ascoltare qualche domanda dagli invitati all’evento.
Ho apprezzato molto il discorso di Luca Sofri sull’evoluzione del giornalismo online, al confronto con i blogger. I giornali fanno propri le notizie del web per aumentare la loro visibilità e andare incontro agli utenti, dimenticando il valore aggiunto che un giornalista dovrebbe apportare, rispetto ad un non professionista. Mi viene in mente come nel marketing si cerca di rispondere ai bisogni del mercato, ma le imprese di successo in alcuni casi devono crere i bisogni.
Layla Pavone ha parlato “Pubblicità interattiva: conventional e unconventional - pregi e difetti“, ero molto trasportato dalla sua personalità e anche dalle argomentazioni, basate molto sui dati di analisi del mercato in evoluzione. Mi aspettavo al tempo stesso un finale esplosivo, basato su ciò che aveva sostenuto durante tutto il discorso. Il banner è l’unica fonte di remunerazione per un blog probabilmente, tuttavia fa parte di un mix all’interno di una campagna di prodotto( il discorso non è stato approfondito in questo senso).
In definitiva la comunicazione Brand (above the line) + la Risposta (below the line) = Brand Experience. I consumatori vogliono vivere un esperienza con i brand, il web 2.0 è un supporto per la fruizione verso l’entertainement.
Chi legge il mio blog saprà che lo User Generated Advertising altro non è che un modello di business, declinazione del UGC (il contenuto generato dagli utenti). Se è vero che siamo nell’era dell’informazione e non in quella dell’advertising, Alfa Romeo dal canto suo sembra avver applicato questa filosofia.
Per il lancio della nuava Alfa Mi.To in co-branding con Tim è stata lanciata una campagna piena di sfaccettature digitali che vanno dal buzz, all’advert game, passando per l’UGC. Il concetto è quello di sviluppare un linguaggio digitale fatto di icone (1.500) e utilizzabile in multicanale (internet, telefonino…) per raccontare la propria storia. Dando vita ai “MitoClip” l’agenzia STV, credo abbia mirato non solo a lanciare una sorta di advertgame virale, ma a lanciare un vero e proprio modo di comunicare (…tra il dire e il fare…ci sono di mezzo gli utenti). I vincitori diventeranno gli spot tv, web e mobile della Mi.To.
Il concetto di community viene poi intrapreso grazie al sito www.alfamitoclip.com disponibile dall’8 settembre, una specie di youtube dove sarà possibile inviare i clip traqmite mms, sms.
L’attenzione della campagna si spinge fino ad identificare ogni argomento e clip prodotto con “MY” all’inizio di ogni titolo; anche tramite un dettaglio come queso si può influire sulla brand awareness e sulla vicinanza percepita.
Oltre ad un blog e la possibilità di dialogare su twitter mi ha piuttosto colpito l’iniziativa di far apparire tutti gli user nella home del sito, con la motivazione per cui ognuno vuole essere il fortunato a scoprire in anteprima la nuova MiTo e a partecipare alll’incontro dedicato ai blogger.
Vi parlavo in un precedente articolo dell’ User Generated Content e le possibilità per il marketing dei prodotti di utilizzare campagne incentrate sui contenuti degli utenti, al fine di far parlare della marca e produrre rumore attorno al prodotto.
Come con Wikipedia gli utenti creano contenuto, ma questa volta in base ad un concetto dato e studiato ad hoc per la campagna invitando gli internauti a partecipare e integrare con i propri contenuti nei diversi formati possibili (video, foto, suono ecc.). Grazie alla possibilità di inviarlo ad un amico l’effetto virale è assicurato. Ma cosa spinge gli individui a partecipare ? Come avevo spiegato in una precedente presentazione molti utenti sono difficilmente motivati a partecipare, per questo è più che mai importante motivarli con degli incentivi o monetari (il premio finale ad esempio) o di affermazione del proprio sè in modo da stimolare l’ego e la notorietà del proprio operato.
Nel caso delle campagne UGC le applicazioni e lo stesso concetto del concorso/gioco deve rispondere a dueaspetti fondamentali (in accordo con quanto ci dice emarketing garden):
- L’interesse dato da un concetto fortemente interessante e divertente. I possibili clienti/utenti perderanno del tempo e per essere motivati devono avere un compenso quanto meno emotivo
- Applicazioni facilmente utilizzabili e funzionalità intuibili. In realtà lo stesso concept deve essere compreso immediatamente.
L’intento di una campagna UGC non è quello di trasformare il 100% di prospetti in clienti, ma di creare interesse per la marca anche al difuori del web, moltiplicando il raggio d’azione verso nuovi prospetti. Vediamo qualche esempio concreto di campagne UGC.
Una delle più interessanti è a mio giudizio quella di Sony Walkman.Nello spot pubblicitario ogni musicista suonava una sola nota dello strumento e il complesso degli strumenti formava una melodia. Il sito Wolkman Project riprende la stessa intenzione , ma sono gli utenti che possono creare il proprio mix di sonorità con oggetti e strumenti anche home made, si possono inoltre prendere i video già caricati da altri utenti e riprodurre un proprio mix.
Campagna Oréo
In questo caso è l’utente stesso a creare uno spot pubblicitario per la marca diffuso sia su TouTube che sul sito Espace Canoe. A questo punto bisogna domandarsi quanta possibilità abbiamo di coinvolgere gli utenti a parteciapare ad un tale contest al di la del premio finale, che potrebbe sembrare irrangiungibile alla maggior parte degli utenti non professionisti. Questo però è un esempio di successo in quanto almeno visivamente sembra un vero filmato UGC.
Come alcuni sanno nei miei vari impegni di social media marketer mi occupo di un progetto di recruiting grazie ai social media. Su uno dei blog che leggo di più quello di Cedric Giorgi, mi è capitato un suo post e l’esperienza di recruiting che ha vissuto direttamente partendo dalla sua e-mail.
Bouygues Immobilier ha messo in atto una campagna per trovare i candidati ideali, lo ha fatto in modo molto da attirare l’attenzione solo dei partecipanti ideali. L’oggetto della mail è <<Siete voi a portare avanti l’inchiesta>> e un immagine.
Il link dell’immgine rimanda a mysterissimmo.com un sito molto ben fatto, dove l’utente viene invitato a partecipare ad un guioco che ha per scopo finale quello di rispondere a dei quesiti inerenti ai progetti e al mestiere dell’immobilare. Solo se si risolve l’enigma si arriverà al video finale e si avrà la possibilità di inviare il proprio CV.
Trovo molto interessante l’iniziativa in termini di engagement e di scrematura dei candidati. I premi hi-tech proposti e il design del sito internet fanno pensare ad un baget abbastanza elevato speso per questa strategia di recruiting 2.0, segno che i social media e le applicazioni web basate su una comunicazione personalizzata si cominciano a diffondere anche tra chi non è strettamente interessato al social media marketing. Le imprese sono sempre più ineressate ai cosidetti profili proattivi, e invogliare verso di se i candidati che esprimono curiosità, interesse e spirito di iniziativa; allo stesso tempo è importante creare un immagine forte dell’impresa per attirare un massimo di profili adatti alle strategie.
Adobe in collaborazione con Google e Yahoo! annuncia un inesorabile collaborazione per rendere i contenuti su tecnologia Flash, Search engine indexing. Ovvero grazie a degli algoritmi sarà migliorato il posizionamento dei siti nei motori di ricerca, fino ad ora una delle restrizioni maggiori per sviluppare un e-commerce utilizzando la tecnologia Adobe Flex (per un esempio anche qui). Non avrei voluto scrivere questo articolo fino a quando non avrei saputo di più al riguardo, ma un articolo che ho letto su blog4biz ha stimolato a rispondere sul mio blog. Non sono molto d’accordo con la visione un po apocalittica che vede un afflusso in massa di siti concepiti interamente con applicazioni ed effetti in Flash. Credo che richiedendo delle conoscenze tecniche più elevate rispetto all’HTML credo e spero che la maggiorparte dei professionisti del settore siano consapevoli dell’utilizzo che viene fatto di questo tipo di applicazioni per assicurare l’usabilità, a seconda se ci troviamo in un e-commerce o in un sito di informazioni e notizie.
Sono tra l’altro sicuro che grazie alla risoluzione di questa barriera, il mercato degli e-commerce in Flash/Flex dedicheranno maggiore attenzione ai Flex Store assicurando sempre più l’esperienza d’acquisto agli utenti. Flash non è certo solo effetto Guerre Stellari che pur sicuramente appariranno a causa di qualche incauto sviluppatore, ma difficilmente in questo caso basterà il Robot Google per indicizzare un sito privo di interesse e di contenuti.
Sicuramente la cosa più difficile sarà rispodere alla domanda: Ho veramente bisogno di utilizzare un Flex Store ? Ho la possibilità di migliorare l’user-experience dei miei clienti ?
Per ora Fred Cavazza sottolinea come sia ancora molto limitata l’indicizzazione dei contenuti Flash, ma certamente è un buon inizio per andare verso una completa integrazione nei motori di ricerca.
Lo User Generated Content non è un mistero per chi ha fatto della blogosfera una seconda dimora o il primo mezzo di comunicazione diretto. User generated si può riassumere nella sua semplicità a quelli che sono i contenuti generati dagli utenti attraverso gli strumenti social media messi a disposizione: wiki, blog, podcast, video, Flickr…In sostanza il contenuto creato direttamente dagli utenti si oppone ai contenuti creati da agenzie media tradizionali
Questa prima fase di User Generated Content non ha toccato in un primo momento la sfera del marketing e l’interesse dei brand, ancorati ad una produzione pubblicitaria tradizionale.
Ora l’approccio dei brand con gli utenti/clienti è sempre più improntato al contatto e alla ricerca del dialogo e i contenuti UGC trovano il loro spazio nelle strategie marketing. Le differenti piattaforme UGC:
- Video UGV : YouTube è forse lo strumento indiscusso, ma nell’ultimo anno si sono affacciati le cosidette TV UGC come TheblogTV e Current. Mentre il primo è interamente user generated, il secondo si avvale di professionisti. In entrambi i casi anche dei contest pubblicitari user generated sono possibili, in modo da scvalcare l’avversione attuale verso la pubblicità tradizionale. La fantastica evoluzione dell’instant user generated è forse Seesmic.
- Video Game : gli user generated games riprendono una delle esperienze proposte con la nascita del web 2.0 attraverso i “mash-up”. L’utente è in grado di modificare facilemnte e creare il proprio gioco, nonchè inviarlo in modo virale nel web. Ottima soluzione per un gioco virale, dove il rapporto con il brand diventerebbe creativo e partecipativo, non direttamente con il prodotto, ma con l’universo della marca. Esistono sia degli aggregatori (youtube per i UGG) e dei veri e propri personalizzatori come Pictogame.
E’ l’aspetto social delle community create attorno a questo tipo di servizi che aumentano la fidelizzazione e l’interesse attorno alle campagne user generated. Per questo il contenuto non è la parte più importante, ma piuttosto le altre utility collegate (chat, avatar, bookmark, message board). La novità di TheblogTV è quella di aver creato dei servizi attorno alle community video, come Citizen Report, o ancora Mammenellarete la prima community interamente dedicata al mondo delle mamme, dove intervengono esperti nell’ambito dell’infanzia e ritrasmesse su Discovery.
Quale modello di business ?
Basti pensare che un servizio può essere associato ad un prodotto, per rendersi conto come entrare all’interno di una community di utenti per una marca significhi esporsi al dialogo. Un canale di fidelizzazione e di discussione attorno ai prodotti, con test degli utenti in grado di generare buzz e al tempo stesso gestire le richieste che provengono dal mercato a costi molto più bassi e in particolare più vicini alla realtà, rispetto ad una classica ricerca di mercato.
Dai dati ripostati da NinjaMarketing, secondo la ricerca ‘UGV 2005 - 2008: Mania Meets Mainstream’ condotta da Accustream iMedia Research, nel 2007 i video User Generated (UGVs) targati US hanno registrato 22 miliardi di views da ogni parte del mondo: il 70% in più rispetto all’anno precedente.
Sono da poche settimane passato dall’esperienza del marketing tradizionale a quella che è la mia passione, il marketing 2.0 se vogliamo utilizzare una buzz word che tanto viene usata nel web. Come project manager mi accorgo immediatamente qual’è il problema che principalmente è da trattare quando decidiamo di far capire alle aziende di cosa stiamo parlando e qual’è la nostra offerta. Mentre la mia presentazione è in piena costruzione, vi presento quella fatta da Andrea Febbraio in occasione del Forum della Comunicazione.
Zilok al concorso Startup 2.0 è stato il gran vincitore del 2008. Dalla sua nascita stavo seguendo la sua evoluzione, fino a quando su TF1 non ho visto una notizia dedicata a questo sito 2.0 presentando molte delle caratteristiche che lo hanno reso vincente. Per chi non lo sapesse Startup 2.0 è un concorso dedicato alle nuove imprese con servizi 2.0 europee che si affacciano nel mercato.
Che cos’è Zilok?
Si tratta di un servizio che permette a privati o aziende di affittare o mettere in affitto qualsiasi tipo di prodotto. Grazie alla funzionalità di geolocalizzazione potrete inoltre conoscere dove si trova il prodotto in locazione più vicino a casa vostra. Tra i servizi di interazione 2.0 non poteva mancare un forum di discussione e un blog dedicato.
Cosa fa di lui un successo come servizio sia per le marche che per gli utenti ?
Se partiamo dalla concezione che un prodotto prima di tutto deve essere considerato come un servizio che risponde ad un bisogno, Zilok si posiziona come un distributore di bisogni proponendo un prodotto-mercato diversificato e ben distinto da EBay. Quando si parla di marketing verde o sociale, un impresa non si occupa solo di vendere, ma soprattutto di comunicare il proprio posizionamento circa l’universo sociale e politico che la circonda. In un periodo dove i media divulgano le problematiche ambientali nell’opinione pubblica, quale modo migliore per rispondere al mercato proponendo un bilanciamento dell’over-consumo in cui stiamo vivendo ?
Zilok dal punto di vista sociale propone in più incontro reale tra utenti nel momento della stesura del contratto di locazione, ridando in qualche modo quel lato umano allo scambio, fino ad ora incentrato esclusivamente su piattaforme digitali.
Quale occasione per le marche ?
Molte persone non acquistano prodotti a causa del loro rapporto costo-bisogno nella vita quotidiana. Per questo tipo di prodotti la sensibilità al prezzo ed un importante fetta di possibili acquirenti potrebbero essere lenti nel perseguire l’acquisto di un prodotto, aspettando ad esempio che il costo si abbassi.
Come nell’open-source e nei programmi shareware, si permette di provare un prodotto aumentando il bisogno all’utente di continuare ad utilizzarlo. Un occasione per molti prodotti tecnologici o no che vivono in un mercato molto competittivo di far toccare con mano le loro caratteristiche uniche.
Utilizzereste Zilok se ci fosse in italia ?.















