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Le mie [s]viste più o meno creative

Camminando per la strada mi capita spesso di gettare l’occhio alla ricerca di qualche esempio marketing interessante da prendere in considerazione indipendentemente dal blog. C’è da dire che quello che si vede in giro è molto spesso deludente, altre invece sono più creative soprattutto quando ci troviamo di fronte a qualche operazione di guerilla marketing.

Fiat 500 si espone all’interno di un grande centro commerciale con target prettamente femminile in Germania. Come avevamo discusso anche con lafra per un altro post molti brand dell’automotive spostano l’attenzione al mondo al femminile. Non solo perchè sono attente alla moda, ma perchè l’attenzione ai particolari e la sempre maggiore conoscenza della qualità dei prodotti anche in questo settore, è sempre maggiore. Per fortuna è finito il machismo dove l’auto è qualcosa da “uomini”. La donna è sempre più un gatekeeper all’interno del nucleo familiare. Ovviamento il verde nel pavimento non poteva mancare (quello che chiamo il Co2 marketing).

Citroen Berlingo vuole far notare lo spazio disponibile all’interno della sua auto. Lo fa con in modo un po particolare che non saprei se denominare guerilla. Sullo stesso posizionamento di Fiat Ducato (che aveva utilizzato dei carrelli), utilizza a sua volta dei “pallet”, quelle strutture che vedete nella foto con scritto: “Nuova utilitaria Citroen, la cosa più impressionante è quello che possiamo metterci dentro”. Sensa il bisogno di mostrare l’auto Citroen preferisce focalizzarsi sul bisogno che il prodotto riesce a soddisfare. Buono il messaggio, ma per i non intenditori forse un po’ sottile.

Proprio durante i miei ultimi giorni di lavoro in Germania camminando con i colleghi ho visto a terra disegnato un appartamento in piena regola, con tanto di toilette, cucina e salotto. Il disegno era fatto con molta precisione con tanto di porte e senso di apertura. Casualmente di fronte una serranda chiusa faceva pensare all’apertura di una delle catene immobiliari presenti nella città. O forse è semplicemente la mia deformazione professionale che me lo fa pensare.

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