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16
mag
Come avevamo già discusso circa gli accessori hi-tech e il long tail che questi possono sviluppare intorno al prodotto, mi domando quali sono le attuali mosse messe in gioco dalle aziende per attendere alla tendenza del gratuito per guadagnarci nel lungo termine. Questa riflessione nasce dallo sforzo sulla concezione di un piano marketing per aumentare la vendita di accessori per una nota casa automobilistica, che per ora ha visto un aumento del solo 1% in un anno, anche dopo aver attuato una strategia piú o meno competitiva.
Con internet i costi dei prodotti venduti grazie al marketing diretto, si sono abbassati in maniera costante grazie anche all´effetto esperienza accumulato e lo stagnamento dello stokaggio ridotto. Il modello open source dei software freeware é un esempio facilmente intuibile di come questi generino risorse attraverso l´universo che le circonda. Non é cosí evidente quando si tratta di beni materiali, dove esistono costi di trasporto e di produzione avvolte piú importanti.
Chris Anderson ha annunciato che nei prossimi anni sará un modello per molte marche e prodotti (tra l´altro ne sta scrivendo un libro), ed anche se parlandone sembra quasi ovvio non lo é per molti imprese che ancora hanno un orientamento alla vendita piuttosto che al mercato e al cliente. Se ci pensiamo per un attimo il potere di acquisto diminuisce, quello che non sembra invece resistere é l´acquisto di prodotti correlati, che grazie al loro costo unitario minore consentono un acquisto con meno sensi di colpa e impulsività ( tra l´altro consentono la percezione di un appartenenza e uno status elevato all´interno del gruppo di appartenenza).
Ora se lo scopo dei social media é quello di incentivare la discussione, aumentare l´attrazione verso un oggetto alla moda, di cosa si parla una volta l´oggetto acquistato ? Il successo di molte console, é stato proprio la loro personalizzazione (vedi PSP, PS3…) che hanno consentito la nascita di forum e oggetti correlati dal prezzo complessivo di molto superiore al prezzo stesso dellaconsole (tutto considerando la pirateria ).
Mi direte che come modello non é cosa cosí innovativa perché Gilette lo faceva un centinaio di anni fa con il suo rasoio, che regalava al fine di vendere le lamette. Un altro modello preso in considerazione é quello dei media, che regalano contenuti e guadagnano indirettamente con la pubblicitá, consideranto che i contenuti digitali vedono abbassare i costi di produzione del 50% all´anno.
Ryanair tra uno scherzo e l´altro (vedi la publicitá di Sarkozy + Carla Bruni) sta seguendo questo modello riuscendo a mantenere i costi dei biglietti intorno ai 20-40 euro. Dichiarando addirittura che in un prossimo futuro saranno gratuiti. Si gratuiti per modo di dire, visto che l´universo Ryanair é fatto del trasporto per arrviare fino agli aereoporti distanti, un prezzo piú elevato nel trasporto bagagli, l´alimentazione nell´aereo e vendita di merchandising. Vorrbbe infatti attuare una sorta di “gambling” ovvero un casinó volante dove non paghi il posto s giochi. Un poco eccessiva come cosa magari; porto mio figlio a Parigi e intanto io mi faccio una bella partita alla roulette?
Forse il connubio piú redittizio é quello con le case discografiche dove regalare musica attraverso la rete significherebbe ad esempio sponsorizzare un evento imminente o la vendita dei biglietti del concerto.
Grande delusione questo discorso non puó valere nell´Automotive, dati i costi degli oggetti correlati e soprattutto dell´auto. Magari invece sará una strategia marketing molto utile al nuovo mercato delle auto low cost (Tata, e il nuovo connubbio Nissan+Renault per una nuova auto low cost). Se questo sará il modello economico del terzo millennio la diversificazione dei prodotti e la fidelizzazione al prodotto genuino della marca sará la chiave vincente su ogni politica di prezzo.
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- Published by Andrea in: Marketing strategico
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