Molte più imprese iniziano ad interessarsi ai social media come promozione dei prodotti o dei servizi offerti. Siamo ora in un momento in cui le imprese più conservatrici fanno fatica a comprendere il ritorno di un investimento nel social media marketing, in particolare la paura di non controllare la comunicazione instaurata con i clienti è uno dei freni maggiori che bloccano il passaggio all’era del 2.0 per molte marche o aziende.

Advertising Perceptions grazie ad una ricerca condotta negli USA dimostra come la comunicazione di prodotto sia molto più efficace se attivata in multicanale, toccando tra il 20% fino a punte del 65% in più nell’intezione d’acquisto.

A mio parere gli utenti sono sempre più abituati ad essere multitask e a seguire più media nello stesso tempo, molti utenti leggono un blog e seguono la TV allo stesso tempo. I media così detti tradizionali, servono comunque come propulsione del prodotto e aumentare l’interesse a ricercare informazioni al di fuori della pubblicità.  Le strategie di Buzz agiscono in particolar modo a chi frequesta la rete in più fasce della giornata e che rischia di “cadere” nel buzz prima ancora di essere stato esposto ad una comunicazione pubblicitari, mentre un altro ampio segmento della popolazione avrà bisogno di un primo stimolo perchè sia convinta a ricercare informazioni dettagliate sul prodotto.

A questo punto diventa sempre più importante conoscere le abitudini dei consumatori al fine di concepire un media planing efficace. Sicuramente un tipo di strategia mix sarà molto più efficiente se riesce a trovare il giusto compromesso tra “tradizionale” e “alternativo”. Sfruttando un approccio di questo tipo lp’effetto Long Tail sarà ancora più valido, e gli steps della propensione all’acquisto rispettati.

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