Indipendentemente dallo scopo per cui una marca o un azienda vuole partecipare alla discussione online deve prendere in considerazione il perchè questo si a importante e soprattutto deve tener conto della possibilità che il messaggio potrebbe avere delle conseguenze inaspettate. Dal momento che parliamo di “conversazione” va da se pensare che non tutti la pensano come noi e che un piano di crisis management deve essere pronto prima ancora di una qualsiasi azione di buzz online.

A differenza dei messaggi pubblicitari nel web abbiamo la possibilità di monitorare in tempi molto più veloci e precisi cosa gli utenti pensano di noi e del prodotto. Il concetto per cui nel mondo UGC “l’importante è che se ne parli” mi sembra passato di moda, altrimenti questo contrasterebbe con tutto quello che è alla base della comunicazione e del marketing: andare in contro a chi ascolta e migliorare i processi. Se i blog e i social media sono sinonimo di User Generated Content, fondamentalmente sono sinonimo anche di UG Discontent. Se è vero che l’80% cerca informazioni online quando deve acquistare un prodotto, è anche vero che il 72% cerca informazioni sul servizio pre e post vendita di un prodotto prima di finalizzare un acquisto.

Data la crescita dei social media non dobbiamo però credere che una strategia marketing sia uguale per tutti i prodotti; dato il crescente numero di social media utilizzati il primo passo da intraprendere è forse quello del monitoraggio di dove i nostri clienti target dialogano principalmente, in modo da diminuire gli sforzi di comunicazione, cercando di non disperdere gli utenti nel mare delle applicazioni sociali.

Se è vero che un blog che si limita ad essere un sito vetrina è al pari di una brochure, anche una brand community che crede di poter arginare la discussione su Ning, non capisce che il dialogo è aperto a tutti. allo scopo di monitorare le conversazioni online nascono sempre più risorse interessanti che possono aiutare all’intento.

Sapere cosa gli utenti pensano,  sopratutto cosa vogliono e cosa si aspettano prima di concludere un acquisto è fondamentale per adattare la strategia marketing offline. Che il passaparola e i consigli degli amici influenzano tali processi è indubbiamente innegabile e lo confermano anche le ultime ricerche publicate su Ninjamarketing.

Nel prossimo post vediamo di parlare di qualche tools utile in merito.

Bookmark and Share

Potresti essere interessato anche a...