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7
nov
Sreenivisan, preside di Nuovi Media alla Columbia University ha analizzato con estrema precisione la strategia e il ruolo fondamentale che hanno avuto i Social Media, nel far di Obama il nuovo presidente degli USA.
La campagna si è svolta su più fronti (qualche esempio qui), utilizzando un più ampio media mix: croudsourcing, social media, messaggistica elettronica e per le strade direttamente con le persone. E’ riuscito ad aumentare la fiducia degli elettori facendoli partecipare, la gente poteva agire in prima persona, condividendo video divertenti ad esempio.
Anche questa volta, a dimostrazione del fatto che i Social Media sono uno strumento che se tecnologicamente siamo proiettati verso il futuro, culturalmente è un ritorno al bisogno dell’uomo di sentirsi parte di un gruppo e coinvolto in uno scopo comune.
Utilizzare Facebook non è solo una moda, ma è scendere in piazza dove le persone stanno parlando di noi. Il professore della Columbia lo sottolinea con queste parole:
Ogni elezione deve incorporare le tecnologie del momento. Per comunicare con i miei studenti nel ’95 avevo una strategia di mailing, nel ’98 sul web e adesso su Facebook. Obama l’ha capito.
Al tempo di Internet un prodotto, sia esso un candidato o un nuovo gusto CocaCola, deve essere dentro una “conversazione”. Deve poter essere segnalato ad altre persone e raccomandato. Il sovraccarico di informazioni in cui viviamo (vi invito a dare un occhiata alla bellisima presentazione di Gregory Pouy su questo tema), mi fido molto di più del giudizio degli amici che di quello di sconosciuti professionisti (alcune teorie di sociologia dei media sono da rivedere?).
I consumatori e i clienti affezionati vogliono essere valorizzati, la scelta di annunciare, in anteprima sms i sostenitori, della scelta del vicepresidente Biden. Una strategia che oltre ad aver valorizzato i supporters, ha creato una base dati impressionante riutilizzabile in altre occasioni.
YouTube è stato un’altro dei canali più utilizzati nella campagna presidenziale, dove gli utenti più cercano informazioni durante il lavoro. Tutte le notizie i comunicati e gli spostamenti, sono stati inoltre divulgati con strumenti come Twitter, Linkedin ha toccato coloro che cercavano aspirazioni personali più alte (e probabilmente un occasione in più per incontrare partner strategici).
In questa analisi credo che sia evidente il ruolo centrale delle persone in una strategia mkt sia essa per un prodotto, che per la promozione personale. Cosa fanno le persone ? Dove parlano di noi e dei nostri prodotti ? Dove cercano informazioni ? Credo siano queste alcune delle domande da porsi, indipendentemente dalle tecnologie che in pochi anni hanno vistro delle trasformazioni vertiginose.
Se vi siete interessati minimante a questo post, non potete non leggere una più accurata analisi di Seth Godin, di cui vi lascio una breve frase sull’importanza di una community in un ottica tribale:
Marketing is tribal. Karl Rove and others before him were known for cultivating the ‘base’. This was shorthand for a tribe of people with shared interests and vision (it included a number of conservatives and evangelicals). George W. Bush was able to get elected twice by embracing the base, by connecting them, by being one of them.
Chi sa se fino a quattro anni fa avremmo detto: Social media? Yes We can!
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- Published by Andrea in: marketing
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