Gli accessori vengono spesso trascurati dai rivenditori hi-tech, non considerando come questo mercato sia più importante dell’oggetto stesso. Come tutti sanno si parla di hi-touch in quanto è l’attività sensoriale che l’utente crea con il prodotto ad essere il punto principale sui cui si basa la pressione di marketing. Mentre il prodotto resta confinato all’acquisto fatto in un giorno di ordinaria follia, l’accessorio riproduce la tendenza dei rapporti incentrati sulla community. Il web 2.0 fa da tramite ma le persone hanno bisogno di avere qualcosa di materiale, di reale per poterne discutere con coloro che fanno parte della loro stessa “tribù”.

L’iPod vuole novi accessori, che rinnovino il suo ciclo di vita, quello che GFK ha battezzato l’ “ecosistema”, un effetto a palla di neve che è sempre esistito, ma non è stato mai sviluppato come adesso. Se calcoliamo che esisteranno qualcosa come una decina di milioni di IPod nel mondo, calcolate di che tipo di “Huge market” stiamo parlando. Le cuffie, la memoria, la custodia ecc. anche Nestle punta tutto sulle dosi di caffè di varia natura al fine di tenere il prodotto sempre vivo nel mercato.

Se vogliamo parlare degli apparecchi fotografici ci basti pensare che la cifra d’affari è stata di 6,7 miliardi di euro l’anno scorso, e che gli accessori hanno fatto toccare i vertici di 6 miliardi tra: cartucce, carta, memorie…

Il cosiddetto “Add on” fa dunque guadagnare più che il prodotto stesso, tanto che vi è stato una crescita del 50% sugli amplificatori audio per IPod. Peccato che i distributori ragionano per gamma di prodotti e no per universo, fa notare Claude Floch. Non vi è mai capitato di vedere il lettore mp3 da una parte e gli accessori dall’altra ? Questo ovviamente a mio parere vale anche per l’universo delle automobili, pensiamo che mentre il potere d’acquisto diminuisce, il bisogno di acquisto per status aumenta.

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