-
13
lug
Ducati Italia decide di chiudere uno dei primi storici Corporate blog nati in Italia e sviluppati con particolare successo. Uno dei motivi che lo hanno reso celebre è la tribù di appassionati del brand e del settore, probabilmente l’inesistenza di blog user generated di qualità dedicati al motociclismo, sicuramente la passione trasmessa da chi si dedicava al blog. Prendo spunto da questo avvenimento per fare il punto della situazione e non tanto per fare la morale a Ducati, non mi interessa.
Se oggi vi parlo della “morte” di Desmoblog è grazie ad una conversazione nata su friendfeed da alcuni addetti ai lavori, non certo dagli appassionati Ducati, che probabilmente saranno ben felici di continuare a seguire e commentare la loro marca preferita su Facebook. L’azienda ha lasciato intendere che le nuove evoluzioni dei media sociali, hanno spinto il marketing a spostarsi verso la pagina Facebook per due motivi principali:
- Le persone ora sono su Facebook
- I costi di gestione sono più bassi
Nell’analisi dell’amico Kawakumi potete leggere alcune somiglianze proprio con quanto avvenuto con altri Corporate Blog italiani, tuttavia rimane inpossibile dall’esterno capire il perché le dinamiche aziendali hanno deciso di “abbattere” uno strumento, che nel loro caso, stava funzionando.
I Media online sono sempre più frammentati
I social media da una parte aggregano e connettono le persone, dall’altra la loro natura frammentata rende difficile la possibilità di racchiudere e controllare le conversazioni in luoghi ben definiti. Per l’azienda diventa difficile decidere quali strumenti utilizzare per creare degli spazi corporate, dove gli utenti sono spinti a interagire con la marca.
Alcuni brand come Ducati hanno la fortuna di avere già una community di “seguaci” attivi, disposti a seguire l’azienda indipendentemente dallo strumento.
Tuttavia i limiti di Facebook sono evidenti:
- Si tratta di una piattaforma non proprietaria, sulla quale non abbiamo il controllo
- Una piattaforma dove abbiamo la possibilità di interagire real time, ma dove i contenuti sono meno dettagliati
- La “voce dell’azienda” su facebook è meno rintracciabile dai motori di ricerca a lungo termine
Quello di Ducati era un blog con centinaia di commenti, in grado di svolgere il suo lavoro perfettamente. Gli utenti non è vero che sono solo su Facebook e continuano ad utilizzare moltissimo i Forum per cercare o dare aiuto:
- Sono community tematiche
- A differenza di facebook gli utenti hanno dei riconoscimenti di status
Come risolvere il problema di frammentazione delle conversazioni?
Per un azienda diventa costoso in termini di tempo e lavoro essere pienamente attiva utilizzando più strumenti del social web, mantenendo uno standard di partecipazione accettabile in ognuno di essi. E se un Corporate blog evolvesse in qualcosa dove la voce dell’azienda non è un singolo post, ma l’insieme delle sue conversazioni?
Questo è quello che intendo per evoluzione del Corporate blog (non è la prima volta che gridiamo “morte al blog”)
Potresti essere interessato anche a...
- Published by Andrea in: social media marketing
- If you like this blog please take a second from your precious time and subscribe to my rss feed!
- Jul_x,
- Adriano Gasparri,
- Dario Ferrigato,
- Stefigno
-
"dove gli utenti sono spinti a interaggire con la marca". mi fermo qui. se interaggiscono interagiscono :)
-
grazie per la svista @foia vero, ma nel caso di comunicazioni aziendali più importanti? Vedi prese di posizione, gestione di crisi, ecc.
-
tranquillo :) sono assolutamente d'accordo con te sul contenuto comunque. Abbandonare per affidarsi ad un servizio esterno è estremamente rischioso e, secondo me, controproducente.
-
Ti riferisci al blog di Ducati o al mio? :D. Nel caso di Ducati si potrebbe fare sicuramente qualcosa di meglio, ma è bello vedere che il contenuto in questo caso vince sulla forma.






