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19
ago
In questi giorni la mia timeline nei vari social network si è riempita di pro e contro la morte del Web per fare spazio ad Internet, sentenza proclamata da Queen Wired in persona. Mi sono perso qualcosa?
Non volevo parlare di questo ma prenderlo come spunto per fare alcune considerazioni sul mio modo di vedere le strategie digitali e cosa è veramente importante considerare oggi ai miei occhi.
Qualcuno una volta ha scritto: “L’essenziale è invisibile agli occhi.” Si sbagliava?
Quando si parla di influenza digitale o più in generale di social media quello che ci segna di più è quello che vediamo perché generalmente condiviso (post, trend topic, video virali), per questo molto sempre di più le strategia sui media sociali sono basate su una forte creatività ed un effetto “Wow!”. Questo a scapito dell’utilità che il nostro operato potrebbe avere per la società, per i cittadini. Il valore può essere direttamente tangibile o intagibile, alcune volte un primo passo verso qualcosa di veramente significativo.
Trovare il valore nelle cose che facciamo spesso significa pensare piccolo, quando gli altri stanno pensando più grande a scapito probabilmente della visibilità? Scegliere la giusta persona non è individuare il leader della blogosfera, ma il tuo leader e il modo per saperlo valorizzare. La soluzione perché l’influenza vada dall’online all’offline e viceversa?
Ti ricordi l’ultimo video virale della Nike? Probabilmente si, ma probabilmente non sai che a Londra la compagnia di trasporti, in co-marketing con la banca Barclays, è riuscita a connettere persone e servizio utilizzando il web come strumento dove l’analogico aveva fallito. E’ possibile accedervi via web o mobile app: questo importa alle persone o il vero valore sta nella percezione di connettere vita reale e digitale in qualsiasi momento?
In un commento mi è capitato di dire:
Sempre di più si pensa al messaggio creativo, sempre di meno al valore delle azioni intraprese. La creatività passa come l’acqua del fiume, è quello che genera la sua corrente che dovrebbe essere la cosa più importante da considerare IMHO
Ha davvero importanza oggi distinguere tra web, internet, offline e online? Pensare alle best pratics invece di riflettere su cosa ancora manca e dove abbiamo fallito?
Inspired by my collegue Maitland post about API and crowdsourcing and various conversations around coffé with others friend in Paris.
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- Published by Andrea in: social media marketing
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- Fabrizio,
- antonio pavolini
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Mi permetto di dire la mia in un campo in cui mi ritengo particolarmente ignorante...ma voglio riflettere con voi sperando di non uscire fuori tema: tutto è iniziato quando qualcuno ha raccontato di un certo "figlio di Dio" vivere con umiltà e nella profondità della semplicità trovare messaggi dal Buzz efficace...cosa avevano di particolare quei messaggi per aver coinvolto così tante persone ed essersi propagato così tanto? forse la rivoluzionarietà stava in un approccio p2p e nel fatto che la verità(ammesso che di verità si trattasse e non di suggestione) entra nella testa delle persone con la stessa facilità con cui la marijuana entra in Olanda...ora la domanda è: la società in cui viviamo sa distinguere un messaggio dal contenuto che vi è dietro?bellezza o contenuto, apparire o essere, una Toyota Prius o un Hummer, Novella 2000 o il Fatto Quotidiano....la società è bombardata di messaggi discordanti e non mi meraviglia il fatto che spesso le nuove generazioni non siano in grado di distinguere il contenuto dal messaggio!...






