Un cortometraggio  veramente interessante prodotto dall’agenzia R+I Creative e realizzato da Paul Rojanathara e Davis Johnson sulle dinamiche dell’influenza nella società. Uno sguardo alle radici delle tendenze e della creatività, come un idea riesce a diventare contaggiosa e influenzare prima un gruppo, una comunità, fino a diventare mainstream.

Advertising, design, fashion e entertainment fanno oggi parte della cultura pop. Questo video riassume perfettamente alcuni dei motivi determinanti dell’esplosione delle tendenze andando oltre i ati statistici che siamo stati abituati ad analizzare. Come più di una volta ho affermato c’è bisogno di un ritorno alla semplicità, al minimalismo per comprendere alcune dinamiche legate  ai new media e i media sociali.

I trend nascono dall’innovazione, in grado prima di tutto  rispondere alle passioni di un gruppo prima di arrivare agli early adopters e così via fino alla massa. Per questo motivo abbiamo l’impressione che i blogger siano influenti, non fanno altro che risvegliare nelle persone quella voglia di essere parte del movimento dove quei trend sono partiti, il quartiere in cui tutto è cambiato.

Mi ricorda come il Jazz è diventato un movimento che prima di tutto si è radicato su una cultura dal basso, un bisogno che nel corso degli anni è diventato non solo degli afro-americani, ma di tutta una popolazione.

Ma chi sono questi influencers? Godetevi questo film ne vale la pena:


vimeo Direkt

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A meno che non siete rimasti per qualche mese su un isola deserta, avrete seguito nel bene o nel male i mondiali 2010 giocati in Sud Africa. Chi sicuramente non gli avrà persi sono i due brand leader del mercato sportivo Nike e Adidas, che qualche mese prima hanno puntato su una strategia multicanale, con protagonisti due rispettivi video. Durante una visita di un mio amico qui a Parigi, ci siamo lanciati su una riflessione , ritrovata senza volerlo il giorno dopo anche su twitter e alcuni blog UK.

Entrambi hanno messo a disposizione alcuni dei più grandi campioni dei nostri giorni, provenienti ognuno da squadre diverse, per assicurarsi una buona percentuale di riuscita qual’ora una delle squadre riuscisse ad andare in finale o addirittura a vincere. Nuance: Adidas decide in più di inserire un icona del calcio come Zidane, dalla forte carisma e distaccato ormai da qualsiasi esito sportivo.

Il video Adidas:

Una strategia 100% web con un video dal mood fumettistico in stile Heroes, dove i testimonial giocano un ruolo distaccato dalla realtà e soprattutto le immagini si focalizzano sul prodotto (una delle scarpette da calcio lanciate per i mondiali). Visualizzazioni inferiori rispetto a quelle di Nike, ma una buona interazione nei Forum, la pagina facebook e alcuni blog che hanno ripreso il video.


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Il video Nike:

Un video spettacolarmente ben realizzato tanto da creare un vero effetto virale online, uno storytelling ben ideato accompagnato da un gruppo di super campioni. A differenza dello spot Adidas non ci si concentra sul prodotto, ma in particolar modo sul lato emozionale.


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Il disastro Nike:

Pur puntando sull’elite, Nike sembra essere incappata in una sorta di “Final destination effect”, dove ognuna delle squadre capitanate dai testimonial scelti ha fallito in modo del tutto inprevisto. Come ben riassume ADFreak:

Didier Drogba: si è rotto un braccio, Ivory Coast eliminata
Fabio Cannavaro: capitano dell’Italia, eliminata al primo turno
Wayne Rooney: dnon ha segnato nemmeno un goal, England eliminata
Franck Ribéry: …la Francia?
Ronaldinho: non è stato nemmeno convocato
Cristiano Ronaldo: Portogallo eliminato e ha segnato solo un goal

A quanto pare Nike è corsa ai ripari presentando questo nuovo video con il campione brasiliano Robinho, che si stà comportando molto bene in questo mondiale.


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Altrimenti rimane sempre il vecchio e caro Homer Simpson :D

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Domenica mattina sono stato contattato dall’agenzia LOWE Stratéus Paris, che mi ha consigliato di vedere questa loro ultima creazione per la Sécurité Routière. L’agenzia ha sempre giocato qulche volta con l’humor, talvolta con delle immagini choc per sensibilizzare i cittadini sul problema degli incidenti stradali a causa dell’acool.

Una campagna totalmente web per stimolre la conversazione attorno a questo problema. Una  realizzazione choc, vero, ma che mi ha particolarmente colpito nella sua capacità di trasferire diverse emozioni espresse dai personaggi.

Sono totalmente favorevole a questo tipo di operazioni, molto lontane dalle nostre “Pubblicità Progresso”, le  immagini sono dure, ma la vita lo è ancora di più. Probabilmente come per le campagne contro il fumo servirà a poco, ma tanto vale intraprendere un dialogo, visto che i social networwork ce lo consentono.


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Ho trovato assai interessante la mossa di inviare la mail la domenica mattina (anche se il testo della mail lasciava a desiderare).

Voi che ne pensate?

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Twitter ha finalmente rilasciato informazioni sul suo business model, che permetterà al servizio di microblogging di assicurarsi il posto tra i servizi di social networking, che probabilmente più inflenzeranno i prossimi anni nel mondo della comunicazione.

tweets-starbucks-sponsored

Come potevamo aspettarci si tratta di un modello basato sulla pubblicità, e come tale ha attirato a sé altrettante perplessità da parte degli utenti. In sostanza Twitter darà alle aziende la possibilità di acquistare un servizio di “Promoted Tweet”, presenti all’interno delle conversazioni stesse degli utenti e che saranno misurabili in base a diversi parametri standard (impressions, click, RT, ecc.).

Dopo un periodo in cui il “web 2.0″ ha dovuto dimostrare di essere indispensabile per gli utenti, presentandosi in modo gratuito e indipendente, oggi i maggiori servizi come Facebook e Twitter hanno la possibilità di imporre un modello remunerativo per permetterci allo stesso tempo di rimanere nel panorama dei servizi web di oggi e di domani.

Tuttavia non è semplice accettare un “inquinamento” da parte dell’advertising su Twitter, ma che a mio parere non dovrebbero essere viste come il male, piuttosto un opportunità.

Per la prima volta possiamo parlare di Social Advertising: la possibilità di condividere e apprezzare un messaggio advertising, richiede una certa interazione dell’utente con il mesaggio, di conseguenza l’esposizione gioca con l’influenza digitale.

Gli utenti si aspettano la presenza dei brand su twitter: a differenza di Facebook, dove l’advertising è totalmente distaccaa dal modello di comunicazione di una fanpage, gli utenti su Twitter sono già abituati ad interagire con le marche. In qualche caso ricercano un’interazione con esse se utile a risolvere dei bisogni. In questo caso un “tweet sponsorizzato” non è molto diverso da un messaggio di 140 caratteri da parte di un brand, soprattutto se scaturisce da una ricerca specifica.

Gli utenti avranno un controllo parziale sull’intrusione pubblicitaria: se il messaggio non ha rilevanza per gli utenti, e questi non interagiscono con esso in qualche forma ( RT, favorite, click, ecc..), il messaggio non apparirà più tra i risultati.

In questo caso l’azienda dovrà impegnarsi per fare in modo che il proprio messaggio sia rilevante e contestualmente appropriato, a differenza del modello di Google deve apportare un vero valore.

Aumento della penetrazione delle aziende in ottica Social CRM: le aziende che decideranno di utilizzare l’advertising su Twitter, difficilmente potranno rinunciare ad essere presenti son una strategia conversazionale. I tweet sponsorizzati sono facilmente commentabili e in caso di domande o bad buzz, l’azienda dovrà essere presente.

Probabilmente un cavallo di Troia per invogliare i brand in un ottica di relazione continua, con utilizzo dell’advertising per massimizzare gli sforzi di marketing in termini di audience rivolgendosi non solo alla propria community. e al tempo stesso assolvedo al bisogno  di misurabilità.

Al tempo stesso Biz afferma che questi non saranno invasivi rispetto al normale flusso di conversazioni sul servizio di micro-blogging.

In un modo o nell’altro la Social Search acquisterà una rilevante importanza per la reputazione di un brand, anche se non conosciamo esattamente i dati di ricerca che al momento gli utenti effettuano su Twitter, grazie all’integrazione dei servizi real time su Google e Bing le aziende avranno interesse a prestarvi attenzione.

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Il Super Bowl è una tappa importante per molte aziende che investono nella pubblicià. Se qualcuno come Pepsi ha deciso di rinunciare a questa vetrina per concentrarsi su altre forme di coinvolgimento come i social media, altri punteranno tutto per uscire dalla massa. Forse a causa/grazie alla crisi moti investitori si rendono conto dell’importanza del coinvolgimento degli utenti nel web per massificare il ROI e la coda lunga del loro messaggio Adv.

Forbes ha creato questo widget che permette di vedere tutti gli spot  e votarli direttamente. Vorrei però sapere quale video avete voato come il migliore e con quante stelline, creeremo cosi una classifica dei lettori di Womarketing :-) .


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Tutti voi avranno visto online una delle campagne più divertenti degli ultimi mesi by Diesel. Il concetto è semplice: “Gli stupidi hanno le palle, sono coraggiosi e hanno qualcosa da raccontare perchè tentano nuove strade”.

Questa una piegazione in video della campagna “Be stupid”:


YouTube Direkt

Essere stupidi

Il doppio senso di Diesel è sottile ma affascinante, il brand non esalta la stupidità in quanto tale, ma tutti coloro che si sono sentiti dare degli stupidi, perchè hanno osato più degli altri! Il brand italiano è stato uno dei primi ad investire nel mercato dei jeans dall’aspetto usato.

Ma non poi così tanto:

Mentre ero a Berlino questo week-end, ecco che vedo questa affissione Diesel andando verso la zona del Muro. Un affissione geolocalizzata veramente notevole, che a mio parere racchiude tutto il DNA del brand, e i cromosomi degli ideali dei giovani, che in quel periodo volevano osare e cambiare le regole del gioco.

Diesel_stupid

Che ne pensate? Qui trovate altre affissioni della campagna.

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Camminando per la metro parigina in questi giorni, molti hanno fatto caso ad un brand insolito apparire su degli enormi billboard.  I più geek saranno rimasti destabilizzati al punto da credere di essere immersi in un progetto di augmented reality, ma nulla di tutto questo, nulla di più della realtà! Google lancia una campagna di affissioni piuttosto massiva nella metro di Parigi per Google Chrome, il browser internet tra i più promettenti dopo il progetto open-source di Mozilla FireFox.

google_opera

Perchè Google decide di investire in advertising su un progetto totalmente gratuito come Google Chrome ? Probabilmente l’uscita imminente del nuovo telefono ufficiale Google Nexus ha a che fare con questa strategia. Il motore di ricerca più famoso al mondo deve imporsi anche sul pubblico meno geek, soprattutto se vuole avere una speranza di contrastare l’iPhone della Apple, attuale detentore di gran parte del mercato dei device touch. Uno dei successi dell’iPhone è stato proprio la forza del brand Apple, top-of-mind per molti di noi, e di ognuno dei singoli progetti poi riuniti nel device di Cupertino.

Chrome : rapido = rapido : nexus ?

immagine via

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Ogni tanto uno spot degno di nota diventa virale, e questo prodotto dall’agenzia DDB New Zealand per MySky HD ha le carte in regola.

Ironico e fuori le righe per far passare il messaggio: quello che succede succede con Sky HD potete essere felici. La canzone “Que, Sera Sera!” accompagna le varie scene dello spot ma…

…non trovate il messaggio leggermente fuori obbiettivo? Una conferma che la TV utilizza un entertainment che genera una positiva ignoranza? Le immagini splatter sono solo per creare un effetto virale o potrebbero avere un impatto sul pubblico ? (grazie M3rl1n0 per la riflessione)

PS: Interessante la visione di Laura_aka_Fugiko che dice: qualsiasi cosa succeda non perdi i tuoi programmi perchè il decoder le registra.

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Probabilmnte molti di voi non ricorderanno lo spot Perrier degli anni ’70, dove l’acqua gassata francese giocava con riferimenti sessuali generati dall’incontro tra una mano e la bottiglia.

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“Rinfrescatevi” la memoria:


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Perrier sfruttando il successo dello spot, decide ad anni didistanza di riprendere il concetto trasformandolo in un video vintage sarcastico, studiato appositamente per la campagna web. Le evoluzioni della mano, riprendono il concetto della creatività di una vecchia campagna adidas o mis sbaglio ?

Il video teaser ha l’obbiettivo di generare visite al minisito, dove ritroviamo una ricostruzione vintage con dei contenuti e un integrazione della fanpage Facebook della mano Perrier.


YouTube Direkt

Un ottimo storytelling per dare un volto alla tradizione, cercando nella mano degli anni ’70 un sorta di icona Perrier.

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Le campagne di sensibilizazione si basano molto spesso sul coinvolgimento di testimonial, ma che sempre di più stanno perdendo impatto a causa di un minore impatto del loro personal branding sugli spettatori, almeno a mio parere. Alcune campagne invece sono riuscite a creare un effetto “virale”, grazie a video particolrmente d’ impatto sulle emozioni personali degli individui, ma sempre forzando sul lato “compassionevole” di fronte a situazioni di disagio.

La Germany’s Hearth’s Desire, che si occupa di sostenere i bambini con malattie cardiache, ha creato un video adv basato su una storia non direttamente correlata al loro obbiettivo, ma con un messaggio chiaro: ogni banconota da 50 euro ha una sua storia e con noi ha una fine gioiosa.

C’è quasi un completo distacco tra l’obbiettivo e l’immagine stessa di un organizzazione di questo tipo, e lo storytelling raccontato nel video.


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