Finalmente dopo tanto tempo ho avuto il coraggio di aprire Womarketing in francese. I contenuti saranno in parte gli stessi, ma per lo più saranno incentrati nel raccontare le differenze tra gli approcci italiani e quelli d’oltralpe.

Perchè utiliziamo molto più FriendFeed rispetto ad altri Paesi? Quali differenze dei modelli di business delle diverse agenzie in Italia rispetto alla Francia ?…

Non in ultimo la possibilità di connettermi anche attraverso il blog ad amici che fino ad ora mi seguivano solo su Twitter o che ho avuta la fortuna di conoscere personalmente in qualche trasferta parigina…non per ultimo esercitare la scrittura in questa lingua.

stay turned! su WOMARKETING IN PARIS :-)

womarketingfr

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Negli ultimi mesi abbiamo sentito parlare più che mai di micro-blogging e in  particolare di Twitter. L’iteresse per gli strumenti di life-streaming, come anche FriendFeed, Tumblr, Postereus, hanno interessato non solo i blogger, ma anche le aziende e brand che provano a sfruttare questi canali come strumento di marketing.

Molti blogger si sono giustamente avvicinati al micro-blogging, in qualche occasione hanno ridimensionato il tempo dedicato al loro blog per concentrarsi sulle micro-conversazioniIl web, sempre più come un organsmo vivente, evolve il suo ecosistema e in qualche modo non assomiglia più ad una linea parallela alla vita reale, ma sempre di più a due line che in diverse fasi si incontrano e sovrappongono.

Come dimostra questo grafico sull’evoluzione delle social media technologies, c’è una fase di picco, che deve trasformarsi in mainstream adoption per far si che una tecnologia sia socialmente accettata come rivoluzione. Nel caso del micro-blogging siamo nel “Peack of expectation”.

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Come nella vita reale, fatta di di micro-interazioni, abbiamo la possibilità di intergire tra persone con semplicità istantanea, con concetti che si possono ampliare nel corso della conversazione. Mentre con un blog il carico “intellettuale” richiesto deve essere immediato, completo e personale (per la stesura ad esempio di un post come questo), nel caso di friendfeed o twitter abbiamo la possibilità di condividere parte di un nostro punto di vista  in modo più semplice e istantaneo.

La società diventa immediata, se consideriamo alla velocità con cui cambiano i trend, il poco tempo che dedichiamo ad ogni azione che facciamo nella giornata e la velocità del ciclo di vita delle informazioni. Le conversazioni che nascono sui microbloging hanno una valenza nel momento in cui viene condivisa e valida fino a che la conversazione non è terminata. Questo non significa che abbia meno valore, visto che rimane nel nostro patrimonio personale. Non dobbiamo dimenticare che grazie al sistema stesso con cui è concepito twitter possiamo creare una vera e propria cummunity ( rapporto tra followers e following), dove una conversazione può coinvolgere un numero molto più alto di persone nello stesso momento e prendere forme diverse da quella con cui l’abbiamo iniziata.

Gli stessi Feed RSS sembrano essere una soluzione meno evoluta, rispetto a seguire le proprie news preferite direttamente su twitter, se pensiamo anche alle potenzialità del social search i nostri feed diventano ricercabili per aree tematiche, anziche per singolo online newpaper o blog.

Evviva il blog!

Attenzione i blog non sono morti! I microblogging per esistere hanno sempre bisogno di qualcosa di cui discutere, le conversazioni che invece nascono nei microblogging hanno in alcuni casi bisogno di analisi più approfondite. I blog sono allora uno strumento più vivo che mai che fanno ancora parte dell’ecositema del web e delle interazioni, lo strumento che più valorizza il nostro punto di vista dando meno adito al fraintendimento,  sono una delle fonti di cui gli stessi strumenti di miscroblogging si alimentano.

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Vecchio almeno quanto il Web 2.0 è la possibilità di votare o commentare un albergo, più creativo e partecipativo è invece coinvolgere gli utenti nella co-creazione di contenuti per il corporate blog.

Si tratta di HotelbyCity, un classico  sito aggregatore di offerte vacanze,  che ha fatto del suo blog un vero media partecipativo. Gli utenti possono inviare le proprie foto prese nell’albergo dove hanno soggiornato, suddivise per tematiche vengono pubblicate nel blog.

Quello più divertente è Bedjump, dove le persone sono chiamate a inviare delle proprie foto o video ,mentre saltano sul leto della loro camera d’albergo. I post vengono accompagnati da mini-storie degli utenti in grado almeno di generare conversazioni nella loro cerchia di amici.

bedjump

A differenza dei commenti, dare visibilità ai propri utenti, rendendoli partecipi privileggiati grazie alla produzione di diversi media content, è fondamentale è fondamentale per sfruttare le potenzialità dei social media. Ancora meglio se si stimola la loro creatività aumentando così l’empatia verso il brand, molto spesso visto come un semplice mezzo per assolvere ai propri bisogni.

Questo vale ancora di più se stiamo parlando di un bene facilmente sostituibile, come nel caso di un motore di ricerca per alberghi come questo.

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I prodotti di cosmetica sono molto spesso acquistati in base alla raccomandazione di un amica che ha già testato il prodotto, e come una mia amica mi fa notare è il risultato quello che conta. Esistono molti prodotti che assecondano lo stesso bisogno, tuttavia molto spesso una volta scelto quello che fa per noi difficilmente cambiamo per un altro.

La divisione Social Media di Isobar Francia ha messo in piedi una campgna ben strutturata, che spero si riveli tale anche per la partecipazione da parte degli utenti.

Il prodotto innovativo nel design, si rivolge ad una consumatrice giovane tra i 15-25 anni, che di conseguenza passa anche molto tempo online, più propensa all’utilizzo dei social media (anche se l’esperienza ci insegna che aumenta sempre di più la fascia +40 nei social media).

- Un blog di prodotto è stato aperto e gestito da 7 blogger che raccontano la loro esperienza con il prodotto. Dei post concorso durante tutta la durata del progetto animano ulteriormente il blog.

Al momento sembra interessare la blogosfera, visto che i post hanno tra i 5 e 20 commenti.

- Un seeding di prodotto su 300 blogger donna età 15-25 anni

- Uno spazio dedicato su due portali user generated Ladiz e Teemix, con test di prodotto e video test.

- Un canale ufficiale su Wat.tv : il canale ha la possibilità di essere brandizzato oltre che aver iniziato ad essere abbastanza diffuso nella blogosfera francese.

- Una fan page su Facebook

La parte più interessante e che vedo divulgarsi sempre di più nelle ultime campagne, è motivare gli stessi utenti nella produzione di video o commenti attraverso i divesi social media. Come in USA per la nuova Ford Fiesta, un concorso è stato realizzato in modo da premiare i migliori contenuti user generated, ma anche la quantità.

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Una nuova ricerca firmata Jupiter Research ha analizzato un campione di 2000 lettori regolari di blog (almento più di 1 volta al mese). Spesso capita che la domanda principale dia il ritorno di investimenti in una campagna di Buzz o attraverso i social Media, mentre ricerche come questa spostano l’attenzione su quell’aspetto sociologico dei blog, che afferma ancora una volta l’importanza per i brand di avvicinarsi a loro, o quantomeno di monitorare l’influnza che questi hanno sul loro prodotto.

- 50 % diciara che i post letti nei blog sono utili per prendere decisioni d’acquisto

- 38 % dichiara di utilizzare più i blog che i motori di ricerca per scoprire nuovi contenuti

I blog sembrano avere un influenza sostanziale rispetto ai social network, grazie a contenuti più fidabili rispetto a quest’ultimi.

Per cosa utilizzano i blog le persone ?

Il 39% dichiarano che un link all’interno di un blog equivale alla raccomandazione di una persona

I settori che più sono influenzati dai blog sono:

  • High Tech con bel il 31%
  • Entertainement
  • Viaggi
  • Automotive
  • Salute

Secondo la ricerca dunque, i social ntwork hanno un influenza minore rispetto ai blog, ma a mio parere se i blogger continuano ad accrescere la loro fama di opinion leader, lo devono anche alla crescente presenza all’interno dei social network di questi early adopters. I social network hanno la loro inportanza, quanto meno a livello di umanizzazione del blogger, grazie alla possibilità di interaggire con essi attraverso altre modalità di comunicazione. Nonchè a trasformarsi in influencer è lo stesso lettore del blog, qualora è fosse lui stesso  a consigliare il commento ad un prodotto, condividendolo su Facebook o su Twitter ad esempio.

La vostra opinione?

Per leggere tutta la ricerca qui.

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Universal McCann ha appena pubblicato la terza Social media analysis. La ricerca sull´analisi dell´utilizzo dei social media ( blog, facebook, podcast ecc. ). Per l´occasione sono stati intervistati circa 17,000 persone in 29 paesi e la sintesi della ricerca é questa:

- Il numero dei blogger nel mondo é aumentato arrivando a oltre 184 milioni !!

- La Cina é il paese con il piú alto numero di blogger con 42 milioni di users, con un tasso di penetrazione di Internet di solo il 12 % , considerando che in Italia attualmente é del 57 %.

Ecco la parte piú interessante:

- 34 % dei blogger fanno post su marche o rilasciano giudizzi su di esse

- 32 % dei bloggers fanno riferimento alle opinioni di altri utenti su servizi e marche

- 82,9 % ha visto un video on-line e inl 72,8 % dichiara di aver letto un blog

Ora bisognerebbe sapere quante imprese piccole o medie ancora ignorano questi dati e non considerno cosa gli utenti stanno dicendo. Non possiamo ignorare la crescita del fenomeno, che per ora non sembra vicino alla fine del suo ciclo di vita.

La ricerca della Universal McCann é in versione integrale in questo PDF.

Source: Sandrine Plasseraud

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