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Un interessante post di LaFra mette in evidenza come le aziende e le agenzie cercano di approcciare in differenti modalità (tattiche) i blogger. Quello di cui sono sempre più convinto è che prima di coinvolgere gli utenti (le persone) o quelli che posssiamo considerare influencer, una marca dovrebbe considerare la possibilità di creare entusiasmo e ispirare le persone.
Avere uno storytelling non significa solo creare un idea creativa che funzioni nel breve termine, significa analizzare e sfruttare la personalità dell’azienda al fine di comunicare all’interno e all’esterno di essa in un modo unico. Raccomandare un prodotto o un brand oggi diventa un impegno per un consumatore, significa in qualche modo aderire alla vision della marca, gli utenti si pongono come dei “curator” in grado di aiutare altre persone nella scelta.
Se le marche hanno sempre più il ruolo di “social entertainement” devono poter veicolare il proprio capitale di marca via dei contenuti unici e di valore. Raccontare una storia (storytelling) significa allo stesso tempo connettere razionale e irrazionale, per questo dobbiamo pensare che le storie della nostra marca non provengono da un ufficio creativo o dal dipartimento marketing, ma dalle conversazioni dei nostri impiegati, degli stakeholder, dai consumatori, gli utenti e dalla stampa.
Vi lascio con questa interessante presentazione:
1. Condividere e generare corporate storytelling deve essere una possibilità per creare valore
2. Stimolare e comprendere chi sono i vostri veri fan
3. Premiare i vostri fan
4. Ispirare le persone a co-creare il futuro del vostro storytelling
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