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22
feb
Continuo a sentir parlare frequentemente di reputazione di marca e nello specifico di online brand reputation. Molti esperti propongono delle soluzioni miracolo per monitorare e gestire la reputazione di marca, ma dobbiamo riflettere su cosa intendiamo con tale espressione e quali sono le conseguenze reali tra ciò che accade online e ciò che avviene offline.
Un recente studio TNS sembra affermare il fatto che i bad buzz online abbiano un impatto relativo sulla marca in termini di reputazione se il sentimento generale è già formato nei suoi consumatori. Di fatti le crisi reputazionali online rflettono quelle offline e se nascono direttamente sul web per la maggior parte dei casi restano marginali.
Di fatti secondo l’analisi le community online influiscono in modi differenti:
- Amplificazione: un buzz negativo offline si riperquote online amplificando la voce dei media tradizionali
- Fragmentazione: un immagine di marca non fortemente implementata può cambiare o essere messa in discussione nel momento di un buzz negativo, l’effetto si propaga in modo fragmentato secondo la sfera d’interesse degli internauti e non verso una massa indistinta di consumatori.
- Ammortizzatori: quando una marca viene attaccata da minoranze attive, l’effetto passaparola ha un impatto minore nei social media.
Questo non significa che non bisogna tener conto della voce degli utenti, ma sottolinea il bisogno di rivedere metodologie e considerazioni in fase di analisi. La presenza corporate e quella di prodotto delle marche è sempre più parte del tutto per gli utenti, di conseguenza le azioni che una marca intraprende devono essere considerate lungo tutto il processo di comunicazione.
Dalla Brand Reputation al Customer Insight Management
I casi di bad buzz sono rari e come abbiamo visto impattano relativamente le conversazioni online sull’insieme della reputazione di marca. Cosa giustifica lo sforzo di monitorare le conversazioni per un azienda? Secondo una prospettiva di online research la brand reputation non è la conseguenza di operazioni di comunicazione o attività PR, ma l’insieme delle soluzioni innovative che la marca mette in moto per migliorare la percezione dei consumatori su di essa.
In un ottica a lungo termine le conversazioni possono essere analizzate ed elaborate al fine dell’innovazione e della risposta proattiva ai bisogni delle communità d’interesse. Una strategia di monitoraggio dovrebbe essere in secondo luogo un mezzo per capire come possiamo essere influenti verso le community e quali possibilità possono presentarsi.
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