Burger king è stato sempre un passo in avanti per alcune strategie non convenzionali, indipendentemente dalla loro riuscita in termini di vendite ha sempre gicato a suo favore in termini di branding.

Questa volta utilizza la realtà aumentata (Augmented Reality) per la promozione di un menu ad 1 dollaro.

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Di campagne marketing che utilizzano questa tecnologia ne vediamo sempre di più, ma nessuna fino ad oggi ha saputo integrare un “vecchio” media come il banner, alla appena nata realtà aumentata.

Per la prima volta la possibilità di utilizzare l’Augmented Reality senza il bisogno di avere ulteriori supporti esterni. Il supporto è infatti un biglietto da 1 dollaro facilmente reperibile da tutti (vivendo in US ovviamente :-) . L’interazione con la marca non avviene su un minisito apposito, ma direttamente nel sito o nei blog che espongono il banner.

Ora non aspetto che un buon articolo su Advertising Age per sapere il tasso di attenzione ed interazione con il banner.

Potete provare anche voi, sempre che abbiate un dollaro a disposizione :-) qui.

2 com

Una delle campagne più innovative del momento e che molti ricordano è stata quella di Burger King con Whopper Sacrifice e la sua applicazione facebook. In alcune conferenze sul marketing e facebook viene preso come case history per il buzz creato attorno al brand, ma a distanza di qualche mese possiamo tirare le somme sul ritorno di investimenti generati grazie alla campagna ( attenzione, questo non significa solo ritorno di investimento economico, ma anche in termini di branding ).

Lo scopo dell’applicazione e della campagna Burger King è stato quello di convertire i contatti in vendite nel breve periodo e non quello di instaurare una conversazione o migliorare la propria reputation.

Stando a quanto riporta il  Business Week, la crescita della catena di fast food non ha saputo affrontare i cambiamenti imposti dalla crisei del 2009, mentre Mc Donald’s ha visto una crescita del 7% nel mese più drastico per Burger King. Mc Donalds ha saputo agire sulle

Il risultato non è stato raggiunto per alcuni motivi strategici che non sono stati considerati in anticipo.

  • La creatività è stata posta in avanti rispetto all’obbiettivo. Se in molti casi è proprio questa a mancare, in questa campagna non era in linea con lo scopo della campagna.
  • Quantità e non qualità della viralità innescata: pur raggiungendo una vasta quantità di persone si è perso il senso del call-to-action, le persone che hanno utilizzato l’applicazione non hanno scatenato un impatto diretto sulle vendite o un passaparola positivo sui loro pari.
  • Una comunicazione meno incisiva di quella di Mc Donald’s, che ha puntato più sulla comunicazione del prezzo conveniente dei pasti in un periodo di recessione.

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