Un post veloce per iniziare questo lunedì all’insegna dell lettura. Se grazie al web molte iniziative imprenditoriali sono ormai possibili, i modelli di business e di interazione con gli utenti molto spesso rimangono ancorati a quelli classici e non più attuabili.
L’essenziale di queste tre letture, è di puntare prima di tutto al prodotto e alla relazione che il vostro prodotto/servizio è capace di creare con i consumatori e tra consumatori.
Dalla presa di decisione all’effettivo prodotto finale inserito nel mercato, dovrebbero esserci delle fasi di collaborazione per il prototipo, una fase di provocazione per aumentare l’interesse verso il prodotto (rumori, add-on, ecc.). Ogni azione deve comunque far incontrare i bisogni dimantenmento dei costi e il valore aggiunto che si deve apportare al consumatore finale.
La strategia è importante, ma una volta che questa funziona per far parlare del proprio brand/prodotto, questo deve avere un design seduttivo, che crei una risposta immediata, un esperienza già unboxing. Questo non è sufficiente se non si differenzia il proprio prodotto da altri già presenti, creando inizialmente un alone di mistero per generare curiosità.
Per ultimo, ma non certo per importanza, sono tutte le considerazioni da fare per quanto riguarda la Community Building attorno al nostro brand. Abbiamo parlato più volte dell’importanza delle conversazioni e del ruolo del Community Manager. Questa lettura vi porterà dalla A alla Z nel mondo della costruzione di una community: Art of Community.
Facebook aumenta di giorno in giorni la sua utenza, se anche il numero di utenti realmente attivi si stà pian piano stabilizzando ad una percentuale piuttosto minore rispetto al numero di persone iscritte totali.
Quello che ancora non riesce a posizionare è un business model reale e innovativo che si differenzi dall’advertising tradizionale.
Nell’immagine Blake Chandlee presented a keynote during AdTech , viene proposto un sistema di advertising direttamente visibile nel life-stream di facebook. Questo modello prende in considerazione il fatto che gli utenti realmente attivi sono un numero molto inferiore rispetto a quelli totali e grazie al sitema avanzato di tagging e social graph, sarebbe in grado di visualizzare una pubblicità in linea con gli interessi dell’utente.
L’utente più attivo avrà la possibilità di condividere la social-adv con la sua cerchia di amici, agendo in questo modo con le proprie relazioni.
Qualche piccola ma essenziale osservazione:
In linea con altri blogger che hanno analizzato questo progetto, vengono fuori dei punti essenziali da non trascurare a mio parere. L’advertising non è un social object, non ha uno storytelling e di conseguenza non è naturale. Perchè dovrei condividere una pubblicità con i miei contatti? L‘iper-esposizione soprattutto in un luogo dove avvengono le conversazioni non è Engagement!
A differenza delle fan page che troviamo al lato della home di facebook o tramite ricerca, il processo di riceca autonoma del brand, a mio pare, cambia totalemnte le regole del gioco.
Riuscirà facebook a trovare il modo migliore per generare ricavi distinguendosi dalla massa?