Twitter è sempre di più un social network capace di influenzare la reputazione di un brand online. Grazie a Twitterbrands ritroviamo ogni giorno le marche più twittate in base al numero di conversazioni su un determinato brand.
Molti brand che troviamo nei primi posti in classifica ricevono dei tweet grazie al loro DNA, particolarmente predisposto a produrre conversazioni online, altri grazie alle loro strategie di CRM 2.0 a lungo termine. Quali brand vedremo invece nella top 50 grazie ad una campagna ben organizzata?
ViralAvatar mi ha invitato a dare un occhiata a questa campagna per Hunger Games, un libro in uscita di Suzanne Collins, che estremizza il successo attuale dei Reality Show. Questa volta il reality ha una sola regola: uccidi o muori.
Amo i romanzi thriller e soprattutto come è stata organizzata questa campagna, per un prodotto come un libro le opinioni dei lettori sono importanti e soprattutto un esperienza diretta con il prodotto per crearsi un proprio punto di vista.
Il primo capitolo è stato messo a disposizione sul sito, sfruttando anche un design che richiama l’esperienza di sfogliare un libro “reale”.
Il sito web è più simile ad un minisite per un videogame, ed è stato creato per questo un viral-game via SMS per invitare i propri amici a visitare Hinger Games. All’amico inviato arriverà una mail:
“perchè lo hai fatto? la tua scheda è già on line”
Cliccando il link si arriva ad una pagina con il nome dell’amico ed una scheda personale e la probabilità di sopravvivenza.
Nel momento in cui legge, il suo cellulare suonerà ed una voce femminile dirà che l’organizzazione degli Hunger games e che “è stato confermato.. in 24 ore sarà prelevato e sarà portato nell’arena dove deve prepararsi a lottare se vuole sopravvivere e tutto sarà filmato”.
E’ stata creata anche una fanpage su Facebook dove sarebbe carino raccontare le reazioni dei vostri amici dopo lo scherzo!
Vi ricordate della teoria del “Big Ideal”, secondo la quale una marca dovrebbe prevedere nella sua strategia di comunicazione, un certo grado di attenzione al miglioramento della vita dei consumatori? Partendo dalla considerazione che un brand dovrebbe considerare questo fattore già dalla concezione stessa del prodotto, date uno sguardo a questa serie di campagne di Volkswagen “pleasure theory“.
La marca tedesca si propone come “facilitatore di dinamismo” per la vita dei cittadini, trasformando anche i gesti quotidiani più noiosi in qualcosa di divertente. L’attività di Guerilla Marketing è stata creata in particolare per generare una campagna video per il brand.
Air-France per lanciare il volo inaugurale Parigi-NewYork con il nuovo A380, ha proposto agli utenti di partecipare ad un concorso per vincere due biglietti aerei per questo volo, compreso di Hotel. Scopo del concorso è creare un video con la musica Lipdub (si, insomma come una karaoke) sulla musica Air France Paris New York scritta e realizzata a PV Nova.
AirFrance gioca la carta dei social media per creare buzz sull’iniziativa, utilizzando tra l’altro la creatività degli utenti ed altri canali di conversazione. Grazie al coinvolgimento degli utenti direttamente con un concorso, il brand ha in questa occasione la possibilità di generare un gran numero di contatti sui profili appena creati come la fan su Facebook, follower su Twitter e YouTube, per poter poi pensare ad un attività a lungo termine.
Per il momento mi dispiace che la pagina Facebook non sia molto aimata! Sarà capace di riprodurre una strategia di CRM come quella intrapresa da Vola Gratis? Lo so, lo so è un altra storia .
Per voi che avrete seguito la storia di BlogBabel, non sarà certo una cosa nuova, ma AirFrance per la prima volta ha utilizzato E-Bay per la vendita di due posti, mettendoli all’asta.
Godetevi intanto il video di due amici francesi che lavorano in due diverse agenzie.
Una campagna EasyJet ben orchestrata per il lancio delle sue nuove rotte europee, grazie ad un operazione on/offline targata Bonnie and Clyde . L’obbiettivo è quello di generare il massimo di passaparola e partecipazione online sulla compagnia aerea lowcost, mettendo in palio 20 biglietti per due persone da utilizzare per delle destinazioni a piacere.
Per l’evento offline EasyJet: “Attrape ton billet au vol” (prendi il tuo biglietto al volo) un piccolo dirigibile è stato collocato sulla piazza della Défense a Parigi, dove sono stati lanciati numerosi biglietti, tra i quali 20 erano i biglietti vincenti. Un istallazione piuttosto semplice che ha generato un esposizione di circa 2000 persone il 25 settembre.
Il teaser con i blogger è stato gestito riprendendo l’idea dei biglietti piegati a forma di aereoplanino, lanciati il giorno dell’evento. La creatività si basava infatti su un manuale del perfetto lanciatore di aereoplani di carta.
Mentre nei social media l’attività si è incentrata su un applicazione facebook molto semplice e in linea con la comunicazione. La ossibilità di inviare un aereoplanino ad un amico con un messaggio, dando la possibilità ad entrambi di vincere dei biglietti messi a disposizione.
L’applicazione è collegata alla fan page Francia appena nata, dando la possibilità di prendere due piccioni con una fava: creare contatti per il concorso e aumentare i fan di una pagina appena creata.
Una piccola osservazione: pur amando molto le iniziative creative di guerilla marketing, dobbiamo prendere in considerazione che molto spesso sono attività costose, che per budget spesso interessano zone molto frequentate ma ristrette in confronto alla popolazione che si vorrebbe raggiungere. Sono particolarmente contento di vedere che grazie ad attività integrate con i social media, le campagne di guerilla marketing possono prendere nuova vita grazie alla viralità attuabile nel web.
E’ da poco terminata una campagna User Generated per HP “You on You Project“, per aumentare sotto vari fronti l’interazione del brand con gli utenti. Il concorso invitava a produrre dei video, in cui gli utenti raccontassero la propria storia in modo creativo, i migliori video alla fine delle 6 settimane ricevono un premio.
Questo tipo di campagne Call-to-Upload si basano sul generare partecipazione da parte degli utenti sfruttando la loro capacità creativa, più o meno professionale (User Generated Creativity). Purtroppo a causa del brand poco amato o un lotto di premi troppo cheap, generano dei bassi risultati, in confronto ai budget necessari.
HP invece ha saputo ben mettere in moto un dispositivo vincente per questa campagna, che ha generato molti contatti riutilizzabili in futuro per il brand, con quasi 6.000 iscritti al canale sotto l’aspetto quantitativo, e quasi 2.000 commenti per quanto riguarda l’aspetto qualitativo.
Il successo è stato in parte assicurato da un accordo fatto con YouTube, che avrà sicuramente incentivato la visibilità del concorso. Inoltre sono stti ben sviluppati dei tools in grado di condividere facilmente i video generati, non in ultimo sono stati messi dei facili strumenti per mixare i video e uploadarli successivamente.
Ce la puoi fare solo se il tuo portatile è fino come un MSI x-series ? La scommessa lanciata da alcuni ragazzi su questo video non è altro che parte della campagna MSI laptop slim.
Il video nella speranza di diventare virale si basa su le divertenti evoluzioni di un ragazzo, con un costume poco apprezzabile, che tenta di afferrare il portatile con il proprio sedere…si si avete capito bene.
Mi chiedo solo nel momento del brainstorming che cosa avesse mangiato la sera prima l’ideatore del video. Voglio anche soffermarmi a pensare in che momento hanno avuto il coraggio di mostrare lo storyboard dell’idea al cliente. Ma per questo genere di advertising lo scopo in fin dei conti non è stupire?
Rimane il fatto che oltre ad essere divertente mi sembra piuttosto riuscita come idea, visto che il messaggio “un laptop tanto sottile da poter essere afferrato in quel modo”, passa senza problemi.
Il video ricorda un po’ quello creato da Nike qualche tempo fa, dove appunto mi domandavo fino a che punto i video fake potessero creare curiosità ed entusiasmo nelle persone. I commento postati ad esemio su questo forum, inerenti al video Megawoosh, sembrano votare per il successo di questo genere di campagne.
L’ultimo film della saga del mago più famoso dei nostri giorni “Herry Potter e il Principe Mezzosangue”, ha sicuramente portato al cinema tutti i suoi fan e non solo. Un ottima idea per evangelizzare il film è stata implementata su twitter al fine di stimolare i fan a sentirsi partecipi dell’avventura e allo stesso tempo coinvolgere il più alto numero di persone, creando un effetto virale del minisito Harrypottertweet.
Uno degli obbiettivi è anche aumentare le visualizzazioni del trailer, il tutto stimolato dall’effetto “fun” che il viral game porta con se. Lo scopo è quello di inviare delle magie tramite messaggio privato ad un proprio follower, grazie alle quali alcuni effetti vengono riprodotti sulla loro pagina di twitter.
A differenza di altri mini game su twitter, mi sembra piuttosto ben strutturato, poichè non richiede molto tempo e soprattutto è poco invasiva per i propri follower.
Non è la prima volta che vediamo l’industria cinematografica cimentarsi su questo media sociale, probabilmente per prima la serie MadMan (anche se in modo differente), poi per il lancio dell’ultimo Terminator Salvation con un twitt game dedicato al film. Un altro twitter game che vi consiglio di leggere è quello creato per Lady Dior e il buzz generato grazie alla campagna fotografica con Marion Cotillard.
Evian, celebre marca d’acqua del gruppo Danone, ha lanciato una campagna internazionale per riposizionare il suo prodotto a livello internazionale. Riprendendo l’idea dello spot di successo del 1998 “Il bambino nuotatore”, punta su una serie di video virali basati sulle prodezze di alcuni bambini a bordo di roller e suon di breackdance.
A differenza della campagna adv del ‘98 Evian ricrea un abiente urbano e più vicino a l’humor di oggi e più facilemnte veicolabile nel web. Il filo rosso che collega tutto il posizionamento Evian è quello di sentirsi giovani “LiveYoung“, una sorta di Just Do It o Think Different dice Rémi Babinet.
Devo essere sincero, il teasing non mi aveva veramente incuriosito, anche se i riferimenti al brand erano chiari, avendo utilizzato proprio il loro canale su YouTube. Il successo del format “bambini che fanno cose divertenti” è stato indubbiamente di successo con oltre 1 mil. di views in poco più di un mese.
Il viral video vero e proprio è stato lanciato il 3 giugno e ad oggi conta circa 14.000.000 di views. La creatività è incentrata per dare risalto alla naturalezza dell’acqua Evian, differenziandosi da tutte quelle acque minerali che promettono qualità benefiche grazie a particolari composizioni.
Anche il logo sarà rivoluzionato in modo da puntare su uno status di icona per n prodotto di largo consumo, giocando con il desegno delle Alpi come le strisce di Adidas. Uno dei motivi che hanno spinto il brand ad utilizzare musica rap e backdance, al posto della più tradizionale musica classica?
Assisteremo quindi sempre di più alla ricerca di Evian in un post accanto a coca-cola e redbull come la’energizzante più naturale che c’è?
I termini UGC e CCP (consumer creative partecipation) si sovrappongo per definire la medesima tendenza degli utenti a parteciapare volontariamente o involontariamente alla co-creazione della reputazione di marca.
Mentre lo User Generate Content parte da una motivazione personale nel commentare, produrre o condividere del contenuto, sia esso o meno direttamente correlato ad un brand, sempre di più le aziende vogliono coinvolgere gli spettatori a co-creare contenuti circa prodotti o servizi.
Questo video trovato nel blog di Greg ben riassume un WOM Episode grazie ai social media.
Questa situazione potrebbe riproporsi per qualsiasi altro prodotto, nel momento in cui un consumatore decide di avere maggiori informazioni, prima di decidere di acquistare il vostro prodotto piuttosto che l’ecquivalnete di un altra marca.
Le persone scambiano informazioni su blog, forum, Facebook e ancora di più oggi su Twitter e FriendFeed. Qui l’importanza di essere presenti nelle conversazioni e creare un empatia con gli utenti (che non sono altro che persone!). I consigli che riceviamo online hanno delle ripercussioni anche sulla cerchia di amici offline, dando vita ad una vera e propria conversazione esponenziale circa un prodotto.
Il momento dell’information gathering, ben sintetizzato anche in questo post di Robin Grant, diventa non solo un passaggio fondamentale nelle decisioni di acquisto, ma durante tutto il periodo di esposizione alla marca grazie al quale si può creare un rapporto di fidelizzazione.
Qualche dato sulla percezione della partecipazione dei consumatori alla co-creazione dei contenuti di un brand, è stato rilasciato da Mediaedge:cia e ne abbiamo parlato qui sul blog di PromoDigital.
- Il 50% degli intervistati afferma che la loro opinione su un brand migliorerebbe se fossero chiamati a partecipare attivamente ad esprimere opinioni o generare contenuti su di lui (in Italia sale al 67%).
- I contenuti sono generati in Italia per il 50% da uomini e 50% da donne (egualianza perfetta!)
- Se il 7% deli italiani sono già stati chiamati a produrre contenuti su un brand ben il 47% dichiara di essere disponibile a farlo in futuro.
- L’80% dei co-creatori sono iscritti ad almeno un social network. Incredibile come siano le stesse iniziative a scatenare passaparola, dato che il 70% degli italiani afferma che se coinvolto in una campagna CCP lo direbbe anche ai suoi amici.
Secondo Julian Prat direttore di MediaLab è un opportunità di dialogo per raccogliere quelle che sono i reali sentimenti dei consumatori verso il brand, dove non possiamo aspettarci solo conversazioni positive, ma abbiamo l’opportunità di trasformare i detrattori in advocacy e grazie ai loro consigli per migliorare i nostri prodotti o servizi.