Avevo parlato del caso Audi su Facebook non molti giorni fa, quando ho cominciato a sentire non poco rumore circa alcuni video che circolavano in rete. Uno dei più visti è questo video, di cui non possiamo non notare il link alla fine, anche se non c’è nessuna traccia che richiami alcun brand nelle immagini.


YouTube Direkt

Il link al sito della campagna mette il luce l’obbiettivo stesso del brand tedesco. Generare buzz sul countdown per l’uscita di una nuova tecnologia Audi il 15 di settembre. I video fake (che trovate nel canale YouTube dedicato), si incentrano sulla forza dell’energia elettrica nella vita di ogni giorno e le possibilità di sfruttarla in modo intelligente che abbiamo.

La cosa più sorprendente di questa campagna è vedere come Audi continui a dare peso alle conversazioni sui social media, tanto da incentrare il minisite sulla connessione di tutte le opinioni che stanno circolando nei social network sul progetto “Audi Electricity Untamed”. Come una nuvola prima della tempesta trovate infatti le conversazioni provenienti da blog, YouTube e Twitter.

audi_electricity

La campagna ha avuto un riscontro anche sui media tradizionali, oltre ad avere avuto più di 100 commenti e quasi 800 like sulla fan page di Facebook. per la probabile presentazione di un auto elettrica al salone di Francoforte.

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I prodotti alimentari sono sempre più sotto gli occhi dei consumatori, sempre più pronti a rinunciarvi qual’ora uno di questi prodotti non goda di una buona fama. Soprattutto per quanto riguarda i prodotti destinati ai bambini, i problemi legati alla cattiva alimentazione sono all’ordine del giorno.

Allez on bouge! (Muoviamoci!) è una community (solo in Francia al momento) dove vengono condivisi dei buoni consigli per attività sportive in famiglia e dove ognuno puo apportare i propri consigli. Anche un blog è stato creato contestualmente al sito. Il brand non è visibile che per l’associazione dei colori nel logo e per una sezione dedicata all’engagement Kinder.


Per un azienda una volta di più, non basta l’immagine che questa cerca di creare attraverso la comunicazione esterna, ma soprattutto quello che essa fa concretamente per mantenere le sue promesse. Ferrero produce in particolare prodotti basati su latte e cioccolato, tutto affermando l’interesse nel produrre prodotti sani e che sono parte integrante dell’alimentazione in giovane età (cioccolata si, ma con tanto calcio nel latte!). Ottima occasione anche online di dialogare e posizionarsi come top-of-mind del settore, in più che la sponsorizzazione di eventi sportivi.

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La SNCF, che come molti sanno è la compagnia dei trasporti ferroviari francese, ha da poco lanciato un social network dedicato ai digital natives (12-25 anni). Questo è il poszionamento dichiarato da TGV Rézo, ma ciò non impedisce di rivolgersi a tutti coloro che hanno fatto sei social media uno strumento indispensabile per la fruizione di alcuni servizi.

“Rezo” è evidentemente un  assonanza del termine “reseaux”, ovvero rete..sociale (in questo caso). La community è un ottima iniziativa per posizionare il mezzo di trasporto nella mente dei più giovani come un buon mezzo alternativo all’auto, soprattutto in grado di creare un valore aggiunto al semplice spostarsi da un punto A ad un punto B.  Difficle trovare piacere in un viaggio quando non si è in compagnia e  torniamo alla vita quotidiana dopo qualche giorno di vacanza, o magari quando raggiungiamo dei parenti in un luogo  di vacanza dove non conosciamo nessuno.

Rezo permette di conoscere chi stà prendendo con noi il treno quel giorno, vedere le sue preferenze, creare dei gruppi con la propria cerchia di amici per poter fare nuove amicizie ma soprattutto condividere del tempo. La possibilità di condividere luoghi, ristoranti e qaunt’altro può tornare utile ad altre persone autogenera un UGS (User Generated Service).

TGV se pur un mezzo velocissimo ha a mio parere un posizionamento (dati anche i costi) piuttosto business. Trattandosi di ferrovie, parliamoci chiaramente, non stiamo certo parlando di un prodotto di tendenza dove andiamo a visitsre il  sito quotidianamente per  conoscere le news sugli ultimi ritardi. Rezo rende TGV un po’ più “cool”.

Per il lancio del servizio non potevano non essere invitati alcuni bloggers a testare il servizio!

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David Armano come sempre oltre a riportare delle analisi interessanti sul marketing e social media, riesce a trascriverle perfettamente in modo grafico.

Riprendendo alcune case history e considerazioni del libro Groundswell, della Forester Research, vediamo di analizzare i punti fordamentali perchè una community porti un valore aggiunto alla marca e soprattutto ai suoi consumatori. Vi consigli comunque di leggere il suo post qui. Qui alcune considerazioni su quanto affermato nel suo blog.

Content:

La qualità dei contenuti è fondamentale perché vi sia un interesse da parte degli utenti a partecipare attivamente alle conversazioni. Creare una community ad hoc sul vostro prodotto, apporta qualcosa in più rispetto ad una community già esistene?

Context:

Il contesto è importante in quanto è colui che consente di creare un esperienza per gli utenti. Le applicazioni come quelle di facebook ad esempio per il mobile, rendono possibile l’utilizzo delle community in più contesti, dando la possibilità di personalizzare l’esperienze degli utenti nei casi specifici.Un opportunità per agevolare l’engagement delle persone tra loro e con la community.

Connectivity:

Le possibilità di creare connettività tra utenti non deve puntare ad una strategia di comunicazione di massa, ma piuttosto concentrarsi sull’importanza che hanno le micro-interazioni. Queste dimostrano che non cercano la popolarità, ma sono veramente interessati ad avere informazioni o partecipare attivamente alla community.

Continuità:

Una community deve aver la possibilità di evolvere in base agli utenti target, che possono avere nel tempo nuovi bisogni o capacità di utilizzo delle tecnologie (profilo, forum, blog personale, ecc.).

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Se per quanto riguarda i brand l’ustilizzo dei social media e delle tecniche di community management sono sempre più di uso comune e le aziende si convincono dell’importanza di investire in azioni di digital PR nel piano di comunicazione, per quanto riguarda il reclutamento di risorse umane esiste ancora una certa reticenza al riguardo. Che le cose siano ancora in una fase di stagnamento lo dimostra anche l’articolo dell’amico Giorgio, ma quello che mi fa andare avanti in questo articolo è la mia esperienza personale di “digital reclutato” nonchè impegnato in una ricerca sul recruiting online. Se anche i portali come Monster cercano di adeguarsi al 2.0, pensare che depositare CV sia sufficiente, mi sembra un semplice cambiamento di canale per una pratica che rimane invariata alla classica assunzione.

Il marketing interno per le aziende è altrettanto importante che quello esterno, la carta d’identità del brand non è solo data dalle percezioni che gli attribuiamo, ma anche dal processo che sta dietro brand e prodotti. Per le imprese e le Risorse Umane in particolare, sfruttare i social network ha diversi vantaggi:

Analizzare gli interessi: se la voce “Altre capacità e competenze” e “interessi” sono stimati di rilevante importanza in un CV, nel Web tutto questo è misurabile e verificabile. Dare estrema risonanza soltanto a i cosidetti Workalcoolic semplicemente non produttivo, in quanto nessuno può assicurare il 100% delle proprie risorse al lavoro, in particolar modo nei momenti di instabilità personale che tutti i lavoratori affrontano. analizzare la stabilità nell’ambito lavorativo di una persona significa conoscere come affronta le attività pratiche non strettamente collegate al lavoro, la sua creatività e il modo di relazionarsi agli altri. Relazionarsi e conoscere i fattori emotivi sono le parole chiavi in quest’ottica.

Gestire la corporate image per le risorse interne: grazie al concetto sia tecnico che filosofico di Enterprise 2.0 aumenta la possibilità di gestire in modo interattivo e trasparente la comunicazione aziendale. Alcune aziende possono appoggiarsi su un brand forte che attira a se non solo acquirenti, ma anche dipendenti, altre aziende hanno interesse ha creare un immagine d’impresa forte per attirare risorse di un certo livello. Non basta la ricompensa economica per scegliere un lavoro, soprattutto un lavoro che diventa sempre più di tipo intellettuale. Gestire l’immagine significa attirare talenti e non solo, significa trattare il personale come un cliente portavoce dell’azienda.

Al digital recruiting sono applicabili tutte le tecniche del marketing e social media marketing, in grado di creare una vera community intorno alle Risorse Umane, a partire dagli studenti neolaureati. Se ancora è sostenibile non utilizzare il web come strumento, non lo sarà di qui a qualche hanno, quando la Generazione Y sarà totalemente integrata al mondo del lavoro.

Nascono tra l’altro alcune applicazioni come TwitHire, un Twitter per il recruiting online, standoutJobs, job podcast, Visual CV oltre che ai già utilizzati Ning, Facebook e Twitter.

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Nel settore Automotive e non solo continua la fidelizzazione a 360…gradi, in piena consapevolezza dell’uso dei social network. La possibilità di utilizzare le reti sociali via internet non è di certo sfuggita alle case automobilistiche, che hanno saputo gestire l’impatto del web 2.0 facendone uso e consumo. Le passioni vanno condivise e le community sono un canale fortissimo di aggragazione per interaggire tra utenti e appassionati di ogni settore. Tuttavia a differenza del sapere che può essere veicolato attraverso la rete senza per forza un rapporto materiale tra i partecipanti, esistono delle passioni che devono essere vissute per farle proprie nella memoria.

Cosa sarebbe stato di Harley-Davidson se non esistevano i raduni e cosa di Fiat 500 se da sempre non fossero esistiti club. Grazie ai social network i più famosi brand hanno deciso di anticipare il cliente, o meglio hanno canalizzato il rapporto con il cliente attraverso blog, forum e gli altri social network esistenti. Grazie al monitoraggio è sarà sempre più semplice conoscere i bisogni e le opinioni dell’utente.

Come in ogni buon piano di CRM e marketing diretto è essenziale che il web diventi un mezzo per arrivare al contatto diretto e far vivere ciò che gli altri non potranno vivere stando seduti a casa. E’ si, perchè ogni momento di contatto sarà anche un buon momento per fidelizzare il cliente e magari proporre qualche nuovo servizio. Questo è anche il BUZZ…creare  domanda nel mercato e farlo entusiasmando tutti.

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