Ducati Italia decide di chiudere uno dei primi storici Corporate blog nati in Italia e sviluppati con particolare successo. Uno dei motivi che  lo hanno reso celebre è la tribù di appassionati del brand e del settore, probabilmente l’inesistenza di blog user generated di qualità dedicati al motociclismo, sicuramente la passione trasmessa da chi si dedicava al blog. Prendo spunto da questo avvenimento per fare il punto della situazione e non tanto per fare la morale a Ducati, non mi interessa.

Se oggi vi parlo della “morte” di Desmoblog è grazie ad una conversazione nata su friendfeed da alcuni addetti ai lavori, non certo dagli appassionati Ducati, che probabilmente saranno ben felici di continuare a seguire e commentare la loro marca preferita su Facebook. L’azienda ha lasciato intendere che le nuove evoluzioni dei media sociali, hanno spinto il marketing a spostarsi verso la pagina Facebook per due motivi principali:

  1. Le persone ora sono su Facebook
  2. I costi di gestione sono più bassi

Nell’analisi dell’amico Kawakumi potete leggere alcune somiglianze proprio con quanto avvenuto con altri Corporate Blog italiani, tuttavia rimane inpossibile dall’esterno capire il perché le dinamiche aziendali hanno deciso di “abbattere” uno strumento, che nel loro caso, stava funzionando.

I Media online sono sempre più frammentati

I social media da una parte aggregano e connettono le persone, dall’altra la loro natura frammentata rende difficile la possibilità di racchiudere e controllare le conversazioni in luoghi ben definiti. Per l’azienda diventa difficile decidere quali strumenti utilizzare per creare degli spazi corporate, dove gli utenti sono spinti a interagire con la marca.

Alcuni brand come Ducati hanno la fortuna di avere già una community di “seguaci” attivi, disposti a seguire l’azienda indipendentemente dallo strumento.

Tuttavia i limiti di Facebook sono evidenti:

  • Si tratta di una piattaforma non proprietaria, sulla quale non abbiamo il controllo
  • Una piattaforma dove abbiamo la possibilità di interagire real time, ma dove i contenuti sono meno dettagliati
  • La “voce dell’azienda” su facebook è meno rintracciabile dai motori di ricerca a lungo termine

Quello di Ducati era un blog con centinaia di commenti,  in grado di svolgere il suo lavoro perfettamente. Gli utenti non è vero che sono solo su Facebook e continuano ad utilizzare moltissimo i Forum per cercare o dare aiuto:

  • Sono community tematiche
  • A differenza di facebook gli utenti hanno dei riconoscimenti di status

Come risolvere il problema di frammentazione delle conversazioni?

Per un azienda diventa costoso in termini di tempo e lavoro essere pienamente attiva utilizzando più strumenti del social web, mantenendo uno standard di partecipazione accettabile in ognuno di essi.  E se un Corporate blog evolvesse in qualcosa dove la voce dell’azienda non è un singolo post, ma l’insieme delle sue conversazioni?

Questo è quello che intendo per evoluzione del Corporate blog (non è la prima volta che gridiamo “morte al blog”)

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Che cosa succede quando uno strumento di marketing passa di moda e non se ne parla più? Chi ne ha capito il valore a suo tempo e saputo modellare per la propria realtà continuerà a goderne, gli altri diranno che non ne hanno bisogno perchè tanto ora ci sono nuove tecnologie a cui pensare.

L’amico Kawakumi ha deciso di lanciarsi in questo progetto per recensire le eccellenze nel campo del Corporate Blog italiano, creando un vero e proprio aggregatore.

corporateblogitalia

Avrete la possibilità di segnalare il vostro e votare altri corporate blog, con l’obbiettivo di condividere spunti interessanti per la vostra azienda.

Proporrei una sezione dedicata ai corporate blog legati ad un singolo prodotto o una particolare campagna che preveda una voce dell’azienda tramite blog.

Qual’è il vostro corporate blog preferito?

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Per molto tempo abbiamo parlato di come le aziende e in particolare i grand brand dovrebbero aprirsi al contatto trasparente con i consumatori. Inizialmente il corporate blog è apparsa come il canale più vicino tra azienda e appassionati del brand, in grado di  mantenere un attenzione costante, creare engagement o promuove iniziative  interessanti per la community (con questo non voglio considerare in questo caso i corporate blog che hanno come obbiettivo quello di attirare clienti grazie al posizionamento nei motori di ricerca).

Un Corporate blog oltre ad apportare un valore aggiunto per i consumatori, è un importante strumento per l’azienda sia di comunicazione esterna che interna, dando al brand un canale più veloce e diretto per gesire la propria e-reputation.

Tuttavia a mio parere la più grande limitazione è stata quella di non poter agire direttamente sull’insieme di conversazioni presenti online, che quotidianamente si attivano attorno all’universo di un brand. Daltro canto l’aumento di canali che riproducono le micro-conversazioni della vita reale (twitter, Friendfeed, Facebook), hanno spostato un importante numero di utenti dai classici luoghi di conversazione, dove se pur esiste una connessione tra azienda e utente, meno esiste la connessione tra utente ed utente.

Da qui la necessità di estendere la comunicazione corporate, verso una Corporate Conversation. I brand diventano parte della “social-sfera” e si pongono come catalizzatori delle esperienze degli utenti con il brand. Oltre alle Brand Community le aziende hanno la possibiltà di creare degli ibridi interessanti per condividere le opinioni di tutti:

Il caso General Motors Re: invention

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Re-inventare un gruppo come GM dopo la crisi con il contributo di tutti è lo spirito di Re-invention, un nuovo progetto dopo il famosissimo corporate blog Fastlane. Se pur non è una vera e prorpia community, ma convoglia tutte le conversazioni e cerca di stimolare la partecipazione dei consumatori. La frammentazione dei social media come la loro fan page su Facebook, il conto su Twitter, e i media tradizionali, viene gestita direttamente nel sito corporate integrando anche situazioni di contatto diretto con una chat.

Il caso Toyota Prius

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Toyota incentra la sua community HarmonyTweets sulle conversazioni nate da Twitter, ma dando un attenzione particolare al dovere che un brand dovrebbe avere nel miglirare la vita dei propri consumatori. In questo caso Toyota fa convergere tutte le conversazioni su tre principali argomenti: clear technologies ideas, noprofit and charitable events e certo Toyota Prius.

Whether your passion is design, social good, or clean technology, HarmonyTweets plugs you in to innovation and inspiration updates from charitable organizations, industry leaders like Toyota, and sustainability-minded individuals. You can add a bit of positivity to your day by exploring and contributing to the inspiration, giving and Prius communities.

Il caso Audi

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Per Audi si tratta di una campagna per il teasing di una nuova tecnologia per la loro auto elettrica. Tuttavia le conversazioni e il buzz generato grazie ad alcuni viral video è stato ampio, tanto da poter far riflettere ad un idea continuativa a questo approccio. Direi che ora mi aspetto anche da questa casa tedesca un salto di qualità, oltre alla fan page su Facebook che al momento sembra aver trovato un giusto asset. Per saperne di più su questa campagna vi consiglio di leggere direttamente qui.

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Le vendite delle automobili scendono, si stringono accordi, si chiedono aiuti e pochi pensano a rinnovare. Rinnovare non significa solo il design (tra l’altro elemento incontrollabile per quanto riguarda i gusti dei consumatori), ma rinnovare i processi o ancora la comunicazione.

Nissan decide di aprire oltre ad un webstore, anche un blog non veramente corporate, quanto piuttosto dedicato alle offerte delle auto in offerta nello store.

Quale possibilità per un webstore + blog ?

Quando le nuove auto non si vendono non significa che il bisogno di spostarsi venga meno. Giocare su una guerra dei prezzi tuttavia potrebbe non rapportare un vero beneficio soprattutto sul lungo termine.

Le auto usate o con vendite in offera particolarmente vantagiose, possono rivelarsi un ottimo modo per acquisire nuovo clienti. Se molte delle decisoni di acquisto si attuano dopo aver fatto una ricerca su internet dei rivenditori, perchè non avere un unico aggregatore corporate di offerte creando:

  • maggiore visibilità del sito con numerose visite ripetute per restare informati nulle vendite flash
  • maggiori possibilità di visite al sito del sito principale per acquisire informazioni sui modelli
  • Un blog dove interagire quotidianamente e tenere informati i lettori sulle novità in offerta

Quello che a mio parere manca è una parte dedicata ai prodotti correlati. Se pensiamo che solo il 20% degli accessori viene acquistato in fase di vendita dell’auto o in uno store autorizzato, è una grossa fetta che viene persa.

E’ forse Citroën, dopo aver rinnovato il logo,  ad andare più verso la comunicazione 2.0 con un corporate blog anche qui in Italia e una WebTv. Ma è in Francia, utilizzando un humor sarcastico, che Citroen lancia una serie web per la nuova Picassa C3 www.soyonsderaisonnables.fr

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Il Corporate Blog utilizza uno degli strumenti che per primo ha avuto modo di diffondersi in maniera capillare nel web, e che può vantare di aver contribuito alla “rinascita” della conversazione tra aziende e consumatori.

I Corporate Blogs pubblicano notizie e informazioni inerenti la propria azienda, il proprio distretto industriale, il proprio prodotto o il relativo mercato di riferimento.

Una corretta gestione di questo strumento può portare diversi benefici alla reputazione aziendale, nonché all’immagine che l’azienda vuole creare attorno ai suoi prodotti e servizi. A differenza di un sito internet tradizionale, non si tratta di una vetrina, ma di uno strumento di engagement finalizzato alla fidelizzazione dei consumatori. Un blog aziendale, cosi come un blog personale, permette l’utilizzo di feed RSS, bookmarking e send-to-friend, che non solo garantiscono il passaparola, ma testimoniano l’interesse degli utenti a quello che stiamo raccontando. Questo significa che un azienda va incontro a dei rischi, qualora non vengano considerate le finalità di un Corporate Blog e le informazioni che gli utenti ricercano al suo interno. Questo strumento deve essere fatto di persone vere, con nomi e cognomi, soprattutto deve mantenere un linguaggio fresco e informale.

  • Perché lo vorrei leggere, ammesso che l’argomento mi interessi?
  • Cosa dovrebbe fare un’azienda per invogliarmi a leggere il suo blog?

Perché è importante avere una presenza online attraverso un Corporate Blog:

  1. Fornisce alle altre aziende e ai propri dipendenti i principi della mission e gli obbiettivi per essere i leader nel proprio settore.
  2. Migliora la visibilità della società. Secondo una ricerca della Northeastern University l’87% delle visite ad un sito aziendale, si effettuano attraverso un blog.
  3. Fornice ai dipendenti, ai clienti e i prospect un volto umano della vostra azienda
  4. Sfrutta la blogosfera per migliorare la rintracciabilità su internet.

La misura del successo di un blog, dipende dalle finalità e dagli obbiettivi aziendali del blogger. Ciò che rende di successo un blog, non può esserlo per un altro. Un analisi effettuata sui più importanti blog aziendali, ha considerato fondamentali i seguenti fattori ricorrenti che contribuiscono ad un corporate blog di successo:

La Cultura – la questione della cultura aziendale è stata fondamentale per la costruzione di un blog di successo, più questo tema viene affrontato, più le persone e i clienti avranno una migliore connessione con l’azienda attraverso il suo blog. Un blog può cambiare la percezione di un marchio della società, ma perché questo passaggio si verifichi, una società deve avere una cultura aziendale che vale la pena promuovere nel mondo.

Mantenere uno stretto controllo sul flusso delle informazioni da parte di una società non funziona bene nella cultura del blogging. Al contrario un blog aperto e connesso con il pubblico in modo trasparente e si impegna in modo onesto nella discussione, raccoglie più rispetto da parte dei clienti e dei lettori. Heather Hamilton (marketing Microsoft) pensa che le imprese dovrebbero decidere se un blog è compatibile con la loro cultura aziendale. L’analisi della apertura della cultura di una società deve essere effettuata prima di decidere una strategia di corporate blogging, come ad esempio le restrizioni sulla trasparenza, che potrebbero limitare il successo di un blog una volta avviato.

Jim Cahill di Emerson Process Management dice, “you do have to look at the culture.  If you are an organization that wants to keep an iron hand on the flow of communication, this might not be for you.  Or, it might be an organization that is very firm in the information they want to go out and when they want it to go out.  So if you’re a business that can’t deal with the change of flow in information it may not be for you. But if you look at the companies out there, I would hope there is enough latitude between the two extremes to cultivate at least some type of internal approach.

La Trasparenza – Avere una cultura aziendale che vale la pena di rivelare, può essere effettuata solo se una società sia trasparente circa le sue attività sul suo blog. Questo è il motivo per cui il blogging, secondo molti blogger, è per sua natura più credibile di un sito web tradizionale. L’essenza per la maggiore credibilità è l’apertura del blog.

  • Lasciare i commenti aperti, o moderare solo lo stretto necessario
  • Gestire i contenuti e essere pronti a discutere anche delle accuse che vi vengono fatte

Il Tempo – Un blog non richiede solo tempi dedicati alla redazione dei post, esistono attività altrettanto importanti e che richiedono un impegno costante.

  • Rispondere ai commenti da parte dei lettori
  • Monitorare altri blogger
  • Tenersi aggiornati con le ultime novità del settore
  • Costruire i rapporti con altri blogger all’interno di una comunità

Nel caso in cui il tempo a disposizione sia troppo poco per assicurare un attività intensiva di questo tipo, la soluzione migliore è ricorrere ad una soluzione multi autore al fine di arricchire di contenuti interessanti e da più punti di vista.

Il Dialogo – Il web ha dato alle imprese e al loro pubblico la possibilità di condurre un dialogo on-line.. La linea del dialogo tra cliente e impresa è stata fino ad ora una conversazione privata, che adesso può essere resa disponibile sul Web con un maggiore vantaggio per la comunità. Mentre per il singolo cliente il bisogno potrebbe essere quello di trovare risposte a domande o idee discusse in linea, la natura stessa del dialogo on-line consente ai clienti e aziende che lavorano nello stesso mercato di valutare la forza globale di un brand. Tale dialogo aperto è uno dei benefici più importanti di corporate blogging.

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