Una presentazione by 90:10 Group sull’evoluzione dell’innovazione, grazie al coivolgimento delle persone. Il concetto di crowdsourcing va visto andando oltre il semplice coinvolgimento dei consumatori, poichè l’innovazione avviene prima di tutto all’interno dell’organizzazione.

L’uomo è per sua indole un “attivista” che ha voglia di innovare ciò che lo circonda, ma nella più parte dei casi le sue idee restano isolate. Compito delle aziende che vogliono migliorare il proprio business o instaurare un vero e proprio Social CRM, devono trovare il modo di connettere le persone che fanno parte del loro universo (non parliamo di target, ma di un ecosistema).

collaborative innovation

L’obbiettivo è di creare una collaborazione interna (closed) ed esterna (open), che abbia un impatto sia sul prodotto, ma anche nel breve-medio termine sugli obbiettivi marketing. Ascoltare e Coinvolgere le persone nelle community aperte, creare un engagement affinchè siano interessate a venire a parlare nella vostra community.

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Vitaminwater, brand del gruppo Coca-Cola, ha deciso qualche tempo fa di coinvolgere la propria community di fan su facebook per trovare un nuovo gusto per la sua linea di bevande energizzanti. Se qualche volta sono scettico verso alcune operazioni di crowdsourcing advertising, in questo caso sposa in pieno il mio punto di vista: coinvolgere i veri appassionati della marca ha un impatto migliore rispetto a coinvolgere mille creativi.

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Bisogna dire che Vitaminwater ha oltre 1mil di fan ed è stato messo a disposizione un premio di 5.000 $, due fattori che hanno sicuramente contribuito al successo di questa campagna, oltre all’utilizzo di un applicazione facebook ad hoc per coinvolgere il massimo di utenti. Vi basta dare un occhiata all’interazione tra gli utenti dopo la rivelazione del nuovo gusto:

vitaminewater_1

La cosa più interessante è il nome che è stato dato al nuovo gusto black cherry-lime: <<CONNECT>>, con tanto di logo Facebook e la frase “Made by fans for fans on Facebook” sul packaging  . Un primo tentativo di integrazione  tra offline (Pepsi aveva integrato Twitter nell’adv della nuova linea Pepsi Raw) e online molto interessante, soprattutto per un brand che dimostra di avere un forte senso della propria community e influencer. Mi fa solo strano non vedere nessun richiamo al loro conto facebook e twitter sul sito istituzionale.

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Questa è la prima parte del  post.

Misurazione e Reputazione:

Fino ad oggi il brand era alla ricerca di risultati a breve termine e tangibili a livello di performance. La gestione della reputazione online è stata basata su attività a breve termine, dando meno importanza a strategie meno visibili e a lungo termine, come il monitoraggio costante delle conversazioni e ancora la relazione cliente a 360°. E-Reputation tramite strumenti professionali real time a lungo termine e Storytelling saranno il grande tema dei prossimi mesi?

Alla fine di quet’anno molti hanno cominciato a parlare di ROI (ritorno sugli investimenti), ma data l’impossibilità di misurare alcuni aspetti economici, qualcuno ha deciso di parlare di ROE (return of engagement). Il problema sta nel voler comparare le campagne di social media marketing ai parametri e alle performance delle campagne online tradizionali, basate essenzialmente su una call to action ben definito. A mio parere lo sforzo sarà quello di individuare dei canoni condivisi di misurazione, ma flessibili al punto da poterlo adattare ad ogni singolo obbiettivo.

Eurostar avrebbe mai pensato che la sua campagna blogger su twitter e facebook, si sarebbe rivelata una buona premessa per gestire l’attuale crisi prenatalizia ? In questo caso la sua presenza nel momento del bisogno non è un indice di performance ?

Crowdsourcing

Esistono in Italia delle importanti realtà nel settore come Zooppa e Bootb, entrambi specializzati nella creativià in crowdsourcing, ma non andrebbe dimenticato il valore del coinvolgimento degli utenti nell’animazione della propria community (youtube, twitter, facebook, ecc.). Fuori dal nostro Paese si respira un interesse sempre maggiore verso il coinvolgimento degli utenti per la co-creazione della comunicazione online, soprattutto a causa dei costi alti e della spesso bassa qualità dei video concepiti dalle agenzie per essere diffusi nei social media. Questo tipo di coinvolgimento, potrebbe essere una forma etica di remunerazione per gli utenti grazie ad un loro coinvolgimento attivo?

Offline connection

iPhone, augmented reality e mobile social network, faciliteranno le connessioni tra individui anche offline. e applicazioni basate sulla  geolocalizzazione saranno l’ennesimo ritorno verso le relazioni offline grazie alle tecnologie.

Ho dimenticato qualcosa? Aggiungete le vostre non predizioni nei commenti :-)

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Sono piuttosto contento del 2009, un anno che mi ha permesso di vivere direttamente molti dei cambiamenti in atto nel marketing e conoscere molte persone interessanti sia in Italia che all’estero con cui ho avuto il piacere di scambiare idee e case history.

Normalmente le predizioni dovrebbero essere a lungo termine, per questo credo che alcune delle considerazioni che farò, sono piutosto la normale evoluzione delle relazioni tra marche e consumatori. Se il 2008 ha consacrato i social media come strumento marketing innovativo, il 2009 ha confermato tali strumenti come indispensabili per venire incontro all’evoluzione dei comportamenti delle persone, al crescente utilizzo del web come luogo di scambio, in grado di influenzare atteggiamenti e opinioni, ma soprattutto uno strumento di connessione tra persone e tra persone e brand.

internet-and-technology-predictions

Quale predizione allora ?

Il cambiamento maggiore avverrà piuttosto nell’universo che ruota attorno ai social media come strumento di marketing. Twitter in italiano, la nascita di strumenti di blogging più semplici (Postereus), vedranno ulteriormente aumentare gli utenti più o meno attivi, ma soprattutto il passaggio da una fase di sperimentazione ad una fase di consapevolezza da parte dei brand.

Real-time conversation

Facebook e Twitter sono stati i principali protagonisti di quest’anno, anche se nel nostro paese non possiamo sottovalutare FriendFeed, mi aspetto da parte sua una crescita più lenta e meno importante (non per questo da sottovlutqre nel media mix).  In ogni modo le conversazioni real-time, saranno il grande tema del prossimo anno, integrandosi  all’ecosistema gia esistente, come ulteriore conferma dell’influenza digitale. Per alcuni settori di interesse non possiamo dimenticare che strumenti più “anziani” non sono pronti ad andare in pensione; le Forum Community, come  del resto  i blog, sono qui per restare come canale in grado di stimolare un passaparola genuino.

Il rapporo aziende-agenzie:

Le agenzie di comunicazione/advertising  tradizionale cercheranno di non perdere questa parte di mercato, ma nel momento in cui non predisporranno una divisione apposita, potrebbe rivelarsi un insuccesso. Probabilmente il 2010 sarà l’anno in cui le marche richiedereanno un expertise specializzata in un singolo ambito, ma con il bisogno di un maggior coordinamento tra le varie agenzie che lavorano nello stesso progetto fin dalla concezione stessa della strategia creativa ed operativa.

A questo punto attualmente in Italia mancano delle raltà di alta consulenza nell’ambito dei social media, che si pongano come arbitro imparziale tra agenzie operative e l’azienda, a differenza del classico consulente tuttofare. Del resto spero che il prossimo sia anche l’anno in cui le aziende comprendano il bisogno di gestire in casa strumenti a lungo termine come twitter e Facebook, almeno per la gestione delle informazioni e delle relazioni che vengono generate da tali strumenti. Alle agenzie rimarrà comunque il compito della gestione delle strategie breve-lungo termine per quanto riguarda le campagne di tipo push o ancora per la gestione real-time della reputazione online dei propri clienti.

La parte 2 di questo post

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Nel settore automotive si sa, esistono i fan (che non comprerebbero altra auto infuori del brand che adorano), quelli che scelgono la qualità prezzo, quelli che si fanno convincere che è l’auto per loro. Scherzi a parte, girando nelle community online, possiamo notare come siano una fonte inesauribile di consigli, critiche e opinioni, dato che stiamo parlando di un oggetto pratico e allo stesso tempo tcnologico, dove il design è soggettivo e basta poco per fare di essa il brutto e il cattivo tempo a seconda di chi la guarda.

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Audi ha pensato bene di utilizzare i propri evangelisti sulla fan page di Facebook (circa 300,000) chiedendo loro di partecipare alla concezione dell’evoluzione delle auto Audi del 2030 nella competizione del Los Angeles Motor Show.

‘How will your car play a role in keeping you connected to your digital world in the future?’

Questa è una delle domande che viene posta ai fan, oltre che la condivisione delle anteprime del concept creato dal team di designers.

L’iniziativa è ovviamente stata creata con obbiettivo di aumentare l’engagement partecipativo dei consumatori, anche se stiamo parlando di un progetto che avrà termine nel 2030. Questo nella realtà dei fatti assicura alla casa automobilistica una retroattività che avra scarzo impatto negativo in futuro, se le richieste fatte non verranno esaudite (quanti di voi si ricorderanno cosa avevate chiesto 20 anni prima in una fan page di facebook?), ma un buon impatto nell’immediato.

Ma se non vogliamo essere scettici, è un modo per creare interesse e conversazioni sul brand Audi, soprattutto se queste vengono orientati verso una visione Car as a Lifestyle object (fatemi passare questa frase). Spero tuttavia che l’iniziativa interessi tutti gli appassionati presenti nei vari social media, come twitter o forum community.

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Ikea in Olanda ha creato un catalogo interamente concepito con le foto dei clienti che hanno acquistato quei prodotti. Un esempio di crowdsourcing consumer generated che mette al centro dell’azienda il consumatore, uno dei punti forti del posizionamento di IKEA a mio avviso.

Uno dei punti deboli è invece la difficoltà di riprodurre alcune combinazioni di design che vediamo nel catalogo o esposte nei punti vendita IKEA. Molto spesso quando portiamo a casa alcuni acquisti potrebbe nascere una certa frustrazione nel momento in cui non corrispondesse alle nostre asettative.

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