Nel settore automotive si sa, esistono i fan (che non comprerebbero altra auto infuori del brand che adorano), quelli che scelgono la qualità prezzo, quelli che si fanno convincere che è l’auto per loro. Scherzi a parte, girando nelle community online, possiamo notare come siano una fonte inesauribile di consigli, critiche e opinioni, dato che stiamo parlando di un oggetto pratico e allo stesso tempo tcnologico, dove il design è soggettivo e basta poco per fare di essa il brutto e il cattivo tempo a seconda di chi la guarda.

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Audi ha pensato bene di utilizzare i propri evangelisti sulla fan page di Facebook (circa 300,000) chiedendo loro di partecipare alla concezione dell’evoluzione delle auto Audi del 2030 nella competizione del Los Angeles Motor Show.

‘How will your car play a role in keeping you connected to your digital world in the future?’

Questa è una delle domande che viene posta ai fan, oltre che la condivisione delle anteprime del concept creato dal team di designers.

L’iniziativa è ovviamente stata creata con obbiettivo di aumentare l’engagement partecipativo dei consumatori, anche se stiamo parlando di un progetto che avrà termine nel 2030. Questo nella realtà dei fatti assicura alla casa automobilistica una retroattività che avra scarzo impatto negativo in futuro, se le richieste fatte non verranno esaudite (quanti di voi si ricorderanno cosa avevate chiesto 20 anni prima in una fan page di facebook?), ma un buon impatto nell’immediato.

Ma se non vogliamo essere scettici, è un modo per creare interesse e conversazioni sul brand Audi, soprattutto se queste vengono orientati verso una visione Car as a Lifestyle object (fatemi passare questa frase). Spero tuttavia che l’iniziativa interessi tutti gli appassionati presenti nei vari social media, come twitter o forum community.

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Ikea in Olanda ha creato un catalogo interamente concepito con le foto dei clienti che hanno acquistato quei prodotti. Un esempio di crowdsourcing consumer generated che mette al centro dell’azienda il consumatore, uno dei punti forti del posizionamento di IKEA a mio avviso.

Uno dei punti deboli è invece la difficoltà di riprodurre alcune combinazioni di design che vediamo nel catalogo o esposte nei punti vendita IKEA. Molto spesso quando portiamo a casa alcuni acquisti potrebbe nascere una certa frustrazione nel momento in cui non corrispondesse alle nostre asettative.

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