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29
nov
Da un post letto grazie ad un tweet di Gianluigi mi sono domandato come effettivamente stanno evolvendo le relazioni digitali tra utenti, ripercorrendo questi ultimi mesi del 2010. Se da una parte si parla appunto di influenza come quantificabile tramite uno score condiviso, che prende in considerazione la presenza di un individuo nel suo universo digitale, la domanda che mi pongo è: come possiamo individuare tali influencer?
Che un individuo abbia un certo peso online è quindi piuttosto semplice da calcolare, utilizzando ad esempio uno degli strumenti messi a disposizione da Hootsuite, Klout. Se come immagino siate già confidenti con alcuni di questi strumenti vi accorgerete tuttavia che nel nostro Paese pochi sono quelli che escono dal coro con una probabilità di amplificazione nettamente maggiore alla media degli influencer. Questo resta comunque un dettaglio per iniziare a riflettere.
Quello che più mi interessa è sapere dove sono gli influencer riferiti al mio settore e in base ai loro interessi quali altre individui della sua community andranno a coinvolgere con un effettivo grado di penetrazione e engagement (non tanto in termini di click).
Le reazioni conversazionali che ne scaturirano sono effettivamente degli insight per me?
Un nuovo modo di “segmentare” (se così possiamo dire) i nostri nodi di distribuzione dovrebbe prima di tutto basarsi su un interest graph che considereri parte del grafo sociale di un individuo. Non solo ci aiuterà appunto nella condivisone dei contenuti, ma nel futuro stesso della creazione degli stessi fino ad arrivare alla re-invenzione del processo di innovazione dei nostri prodotti. Alcuni esperimenti lato utente sono in atto come la nuova feature Linkedin Signal o ancora “Discovery who to follow” di Twitter.
Pensate ad un brand di lusso, una delle problematiche principali è curiosamente la difficoltà di creare dei brand content a valore aggiunto e in grado di diversificarsi dai concorrenti, non certo la difficoltà di creare passaparola sulle proprie attività.
Come ho spiegato in un precedente post la micro-influenza diventa sempre più rilevante:
L’overload di informazioni e il moltiplicarsi delle micro-tribu di cui facciamo parte, esigono degli strumenti che facilitino il filtraggio dei contenuti a gli utenti. Per questo dall’era dell’informazione (e della conversazione) andiamo verso la società della raccomandazione.
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