-
6
apr
Sono ormai centinaia i post che raccontano la vicenda del caso Néstle, scatenata dall’attacco ricevuto da Greenpeace. Non mi soffermo quindi nel raccontarvi che cosa è successo nel dettaglio, ma vi riassumo comunque la situazione. Tutto è nato da questo video shock, creato per una campagna di sensibilizzazione da parte di Greenpeace, contro l’utilizzo dell’olio di palma in prodotti come Kit-Kat. Il peggio si è consumato nella fan page del brand Néstle, dove gli utenti hanno trasformato lo spazio corporate in un campo di battaglia.

In questo caso non si tratta di come il brand abbia rovinato la sua reputazione a causa del web, ma come non abbia saputo sfruttare questo strumento per arginare le conversazioni negative, addirittura ampliandole suo malgrado.
Che cosa fare nel caso di una rivolta dal basso?
- Aver pronto un piano nel caso di Crisi: un piano di Crisis Management non si improvvisa in poche ore, questo significa che dobbiamo conoscere bene le nostre debolezze e avere una bozza di strategia per poter rispondere. Un piano flessibile che sia facilmente modellabile a seconda dei casi specifici.
Avere un piano di crisi significa per prima cosa conoscere la propria azienda
- Ascolta prima di agire: il monitoraggio realtime delle conversazioni è uno strumento che può permetterci di essere proattivi e conoscere nel tempo i nostri detrattori.
- Community Management: un community manager non può essere uno stagista a cui affidiamo piena libertàsolo perchè parte della Generazione Y. Non ci si improvvisa e deve poter essere una figura con un esperienza alle spalle su tali problematiche, oltre che una figura in grado di comunicare tempestivamente con il top management. Soprattutto nel caso Néstle, visto che stiamo parlando di una comunicazione corporate.
Il community manager non solo conosce alla perfezione il brand e l’azienda, ma anche i suoi detractor e advocate online
- Essere trasparenti: questo significa non dare false aspettative o notizie create ad-hoc solo per arginare il buzz negativo. Significa ascoltare le richieste e rispondere positivamente solo se siamo sicuri che possiamo mantenere la promessa.
Far capire agli utenti che il miglioramento non è raggiungibile a breve termine. Comunicare piccoli cambiamenti che faranno parte di un progetto più grande è un modo per creare un engagement a lungo termine.
- Mettici la faccia: nella maggior parte dei casi, anche trattadosi di una comunicazione corporate, in un primo tempo sarebbe opportuno far sapere chi stà rispondendo e che ci sia una persona dietro all’azienda.
- Non credere che una fan page o il tuo corporate blog siano spazi dove puoi avere il controllo, non puoi decidere di censurare i commenti o le opinioni.
Anche chiudendo commenti o rimuovendo la fanpage, la conversazione si sposta altrove.
- Non rispondere d’impulso: ascolta e classifica le domande o le affermazioni negative e individua il problema di fondo che si nasconde dietro all’attacco. Molto spesso l’essenziale è invisibile agli occhi (cit.).
Uno degli errori di Nestlé è stato quello di arrabbiarsi nei confronti dei detratori e di rispondere in modo offensivo.
- Creare uno spazio ad-hoc per rispondere alle discussioni: sia su Facebook o su un sito creato appositamente, potete pensare di mettere in un luogo unico tutte le richieste e le conversazioni. La co-creazione su temi come l’ecosostenibilità o il miglioramento di prodoti, sono due argomenti che permettono di dialogare con detractors et “fan” della marca. Toyota ha recentemente messo in avanti i commenti su twitter degli utenti, dopo il problema della Prius, così come il progetto My Starbucks Idea (un community per co-creare nuove idee e prodotti).
Proponi una soluzione e ascolta le soluzioni dei consumatori.
- Sfrutta la crisi per creare un circolo virtuoso: non credere che passata una crisi, nulla di peggio possa arrivarti. Sfrutta la ripresa da una crisi per continuare ad ingaggiare i tuoi sostenitori e migliorare nel tempo per prevenire un bad buzz.
Cosa i social media non possono fare per te? I Social Media sono uno strumento, che tuttavia non può prescindere dai comportamenti effettivi del vostro brand, dalla sua qualità e dalle emozioni che è in grado di creare.
3 com









