Dopo la ricerca effettuata in UK su alcune aziende del settore fashion, mi sono concentrato ancora di più su questo mercato per capire effetivamente come stanno reagendo i brand della moda al social web.

  • Le marche di lusso sono quelle che ovviamente hanno più difficoltà a trovare la giusta via “conversazionale” proprio per il loro posizionamento. Allo stesso tempo queste possono contare sui dei contenuti di marca attraenti e a forte valore aggiunto per i loro fan.
  • Le marche hight street (levis per esempio) ha la possbilità di concentrarsi sull’engagement con i propri clieni e con gli uteni più in generale via atività esperienziali o utilizzando il social web come canale di CRM.
  • I retailer: sono questi che possono contare su diversi fattori in grado di attrarre gli utenti verso i loro spazi digitali. Possono contare sulla forza dei brand venduti nel loro store e su un posizionamento in grado di lasciare libero sfogo alla fantasia per ingaggiare i consumatori. Sono poveri in contenuti di marca, ma ricchi in promozioni e contatto diretto via social media per facilitare la vita ai fashion victime.

Il Social Shopping ASOS e JC Penny:

ASOS retailer UK da poco sbarcato anche in Francia e il marchio US JC Penny, sono due casi datenere d’occhio in tema di innovazione digitale.

JC Penny è stato il primo a tentare la strada del social commerce via Facebook, inegrando il loro store online direttamente sul social network. Gli acquisti possono essere effettuati direttamente senza lasciare la pagina e i prodotti possono essere condivisi, commentati .

Anche ASOS ha trato beneficio dal numero di fan su facebook proponendo la possibilità di acquistare i capi d’abigliamento via f-commerce.

James Hart, ASOS ecommerce director, said, “We have millions of visits and millions of pounds coming from Facebook to ASOS. At the moment the Facebook shop doesn’t have real targets as such but in theory fewer clicks and barriers to purchase should mean greater conversions. We’ll have to see if it does lead to increased sales.”

Asos in dicembre aveva già fatto parlare di se per il risultato otenuto via l’applicazione mobile, generando  £1m dal  mobile commerce.

Leggendo il post l’innovazione da parte di questi due brand potrebbe sembrare puramente di tipo tecnologico o di implementazione. Giudicando dai risultati in termini di processi direi che stanno sfruttando a pieno il le possibilià del social business, prendendo forza dalle interazioni degli utenti per innovare, non potendo contare su anni di esperienza propri di altre marche di lusso.

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Come sappiamo i media sociali sono in grado di creare delle esperienze anche prima e dopo la fase di acquisto. Nella maggior parte dei casi tuttavia la fase di acquisizione di informazioni/esperienza con il prodotto e fase vera e propria di acquisto avvengono in luoghi diversi e in momenti diversi. Che un brand utilizzi gli spazi sociali esistenti o una community verticale è in grado di creare un processo virtuoso per favorire l’acquisto, ma difficilemnte può controllare l’intera fase di acquisto.

Fino ad oggi anche gli e-commerce pur facendo parte del web hanno avuto lo stesso problema: quante volte vi siete documentati su altri blog o forum per ottenere informazioni su un prodotto o sullo stesso negozio online?

Il concetto di Social Commerce non è basato sull’utilizzo dei media sociali da parte di un retailer, quanto la possibilità di ripensare l’architettura del processo di acquisto all’interno dell’e-commerce via degli strumenti sociali. Possiamo decidere di far interagire le persone P2P con diversi gradi di libertà e soprattutto abbiamo la possibilità di aggiungere valore all’acquisto integrando contenuti, tattiche e CRM prima e dopo l’acquisto.

Integrare i social media ad un e-commerce non significa solamente trasferirlo su Facebook, ma trovare il modo di connettere prodotto-consumatore e consumatore-consumatore.

  • Come sono decisi i prodotti consigliati nel tuo ecommerce? Quanto il social graph dei tuoi clienti influisce?
  • Come possono essere votati e commentati i prodotti? Possono essere consigliati agli amici?
  • Esiste uno spazio interamente dedicato alla comunity dei tuoi clienti? Quale grado di co-creazione hanno all’interno dell’e-commerce?
  • Come il tuo CRM si integra all’interno della fase di acquisto?

Un argomento che merita delle riflessio, vi lascio quindi questo report Altimeter di 16 pagine per farvi un idea, prima di continuare la conversazione.

3 com

Adobe in collaborazione con Google e Yahoo! annuncia un inesorabile collaborazione per rendere i contenuti su tecnologia Flash, Search engine indexing. Ovvero grazie a degli algoritmi sarà migliorato il posizionamento dei siti nei motori di ricerca, fino ad ora una delle restrizioni maggiori per sviluppare un e-commerce utilizzando la tecnologia Adobe Flex (per un esempio anche qui). Non avrei voluto scrivere questo articolo fino a quando non avrei saputo di più al riguardo, ma un articolo che ho letto su blog4biz ha stimolato a rispondere sul mio blog. Non sono molto d’accordo con la visione un po apocalittica che vede un afflusso in massa di siti concepiti interamente con applicazioni ed effetti in Flash. Credo che richiedendo delle conoscenze tecniche più elevate rispetto all’HTML credo e spero che la maggiorparte dei professionisti del settore siano consapevoli dell’utilizzo che viene fatto di questo tipo di applicazioni per assicurare l’usabilità, a seconda se ci troviamo in un e-commerce o in un sito di informazioni e notizie.

Sono tra l’altro sicuro che grazie alla risoluzione di questa barriera, il mercato degli e-commerce in Flash/Flex dedicheranno maggiore attenzione ai Flex Store assicurando sempre più l’esperienza d’acquisto agli utenti. Flash non è certo solo effetto Guerre Stellari che pur sicuramente appariranno a causa di qualche incauto sviluppatore, ma difficilmente in questo caso basterà il Robot Google per indicizzare un sito privo di interesse e di contenuti.

Sicuramente la cosa più difficile sarà rispodere alla domanda: Ho veramente bisogno di utilizzare un Flex Store ? Ho la possibilità di migliorare l’user-experience dei miei clienti ?

Per ora Fred Cavazza sottolinea come sia ancora molto limitata l’indicizzazione dei contenuti Flash, ma certamente è un buon inizio per andare verso una completa integrazione nei motori di ricerca.

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Il nuovo sito SNCF è in linea. Si tratta di uno dei più importanti e-commerce francese, niente di meno che il sito web delle Ferrovie. Vediamo di paragonarlo a quello delle Ferrovie dello Stato in Italia :

voayage.sncf VS Ferrovie dello Stato

Ad un primo colpo di vista la grafica mi sembra molto ben scelta con colori che attirano più o meno l’occhio verso le parti utili del sito internet, in particolare la parte sinistra dedicata alla scelta della riservazione. Alcune imperfezioni grafiche invece nel menu principale dove l’effetto 3D non è eccezionale.

  • Sulla sinistra troviamo in entrambi l’interfaccia (killer application) che ci consente di scegliere l’itinerario del viaggio. SNCF mette a disposizione anche la possibilità di scegliere volo,hotel e auto nella possibilità di itinerario. Mentre per FS è possibile scegliere solo treno, abbonamenti e hotel
  • Possibilità di effettuare un login nel sito SNCF
  • Un nuovo servizio mobile per accedere all’acquisto via telefonino del biglietto e notizie sugli orari.
  • Nel menu centrale di voyage SNCF troviamo un applicazione che consente di accedere ad una mappa virtuale per scegliere il nostro itinerario anche fuori Europa.
  • Come su FS vengono proposte delle destinazioni con la possibilità di prenotare l’albergo o il B&B, ma su SNCF è possibile visualizzarli già dalla home, mente su FS siamo obbligati ad entrare sul micro-sito apposito.
  • I “Bon Plans” ovvero le offerte attuali su treni e pacchetti turistici sono presentati chiaramente sulla sidebar che troviamo sulla destra del sito SNCF. Una parte a se stante è stata invece dedicata interamente all’advertising, ma anche all’accesso ad una rubrica consigli e astuzie (cosa che manca del tutto sul sito FS, compresa una parte dedicata all’aiuto in linea). Un magazine online “Voyazine” è anche raggiungibile facilmente dalla homepage (news sulle località, articoli utili ecc.)
  • E’ possibile in entrambi sottoscrivere agli RSS, ma mentre su SNCF sono dedicati solamente alle offerte per destinazione, FS da la possibilità di rimanere aggiornati sul traffico, le news e i comunicati (manca comunque la possibilità di sottoscrivere agli RSS per le offerte).
  • 8 lingue differenti sono possibili su SNCF mentre solo l’inglese è selezionabile su FS.

Read the rest of this entry…

none

In seguito ad alcuni post letti nel forum GT, nel quale si discuteva delle possibilità di implementazione di video all’interno dell’e-commerce, mi sono messo alla ricerca di alcune interfacce del cosi detto Rich Commerce, del quale vi avevo parlato qui. Questo nuovo concetto si basa sulla tecnologia Flesh e sul concetto di Flex Store per l’appunto. Quello che trovo eccezionale è di ovviare ad alcune problematiche degli e-commerce tradizionali:

1. Maggiore interazione dell’utente e senza mai navigare tra pagine diverse, ma restando in un unica interfaccia evitanto l’ipermediazione dei contenuti che possono distrarre dall’acquisto.

2. Il carrello degli acquisti aprendosi nella stessa interfaccia consente di continuare l’acquisto di altri prodotti o continuare a visionare la scheda del prodotto o dei prodotti correlati, diminuendo in questo modo la sensazione di rischio nell’acquisto.

3. Non per importanza l’uso di video esplicativi sul prodotto in questione come un vero commesso virtuale. Avere l’impressione che dietro lo schermo qualcuno ci sia realmente, è un ulteriore fattore di fidelizzazione di un e-commerce (dove spesso l’acquisto non viene portato a termine per mancanza di sicurezza).

Restano i problemi di cui vi avevo già parlato qui riguardo questo tipo di piattaforme.

Un esempio di Flex Store in questa demo.

4 com

rich commerce

Di cosa si tratta ?

Cerco di non parlare molto di web marketing in quanto avrete modo di trovare degli esperti del settore tecnico, ma di presentarvi l´evoluzione dei social media e delle possibili evoluzioni in termini di strategie marketing.

Si tratta di un nuovo modo di gestire l´html in grado di aggiungere numerose possibilità di visualizzazione dei prodotti e interazione con gli utenti. Due differenti tecnologie vengono utilizzate:sensa plug-in e con plug-in (flash, silverlight, shockwave).

Le cifre nel 2008

  • 16 miliardi €
  • 20 millioni di clienti
  • 145 millioni di transazioni
  • 35 % di crescita
  • 37000 siti di prodotti
  • Un nuovo sito di vendite nasce tutte le ore ( che concorrenza !!)

Rischi del Rich Commerce:

  • Le tecnologie non sono intallate su tutti i computer
  • Contenuto troppo pesante
  • Problmi con il posizionamento di Google

I benefici:

  • Meglio presentare i prodotti
  • Aumentare le esperienze del cliente utilizzatore

Continua… Read the rest of this entry…

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