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21
apr
Advertisement: In questo post non troverete nessuna fantastica novità di marketing, ma solo qualche considerazione sociografica, come amerebbe definirle Facebook.

Come saprete Facebook ha recentemente trasformato la possibilità di diventare fan di una pagina (che sia di un brand o meno), da “became a fan” a “I like” (Mi piace).
Un esercizio linguistico, che dovrebbe allegerire lo sforzo cognitivo da parte degli utenti di far parte della community di una pagina tematica. Essere fan di qualcosa signfica essere particolarmente amanti di un determinato brand o tematica, mentre un solo argomento che potrebbe interessarci, perché condiviso da un nostro contatto, potrebbe portarci più semplicemente a cliccare su “Mi piace”.
“Introducing the Like button. Starting today people will be able to connect with your Page by clicking “Like” rather than “Become a Fan.” We hope this action will feel much more lightweight, and that it will increase the number of connections made across the site.”
Questa modifica puramente semantica, in realtà al momento non cambierà nulla per le aziende che gestiscono un loro profilo corporate, poiché la promessa di aumentare gli utenti presenti in una pagina, è per ora semplicemente virtuale e da dimostrare nei prossimi mesi. Quella di Facebook rimane una promessa, basata su una supposizione.
Mi immagino il problema che invece avrà causato nelle riunioni, che si sono tenute in questi gioni nelle varie aziende per parlare di social media:
- “Dobbiamo aumentare i fan della nostra pagina!!”
- “Mi scusi ma ora non esistono più i fan!”
- “E ora come divolo li chiamiamo?!!?” 0_O
…Likers?
Direi di non chiederselo semplicemente, poiché le relazioni restano quelle indipendetemente se siamo sposati o conviviamo.
Per Facebook sarà semplicemente un passo in più per sviluppare il suo Social Graph, in grado di targettizzare gli utenti in base ai propri interessi micro e macro (social data).
Che fine fanno i veri Fan?
Visto che parliamo di implicazioni cognitive, che fine fanno i veri Fan del brand? Se lo scopo è quello di dare una migliore esperienza per gli utenti, Facebook dimentica una delle possibilità più innovative all’inizio di quello che fù il Web 2.0: dei riconoscimenti di status. Più un utente interagisce con una pagina e più dovrebbe accrescere il proprio status, fino ad essere un “Fan” della stessa.
Il prossimo step per Facebook è quello di dare la possibilità agli utenti di creare delle pagine non ufficiali, riguardanti brand, persone o interessi, che avranno il nome di “Community Pages”. Sapranno queste pagine autoregolamentarsi come i Furum, o saranno un cestino per le conversazioni?
13 com





