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Adobe in collaborazione con Google e Yahoo! annuncia un inesorabile collaborazione per rendere i contenuti su tecnologia Flash, Search engine indexing. Ovvero grazie a degli algoritmi sarà migliorato il posizionamento dei siti nei motori di ricerca, fino ad ora una delle restrizioni maggiori per sviluppare un e-commerce utilizzando la tecnologia Adobe Flex (per un esempio anche qui). Non avrei voluto scrivere questo articolo fino a quando non avrei saputo di più al riguardo, ma un articolo che ho letto su blog4biz ha stimolato a rispondere sul mio blog. Non sono molto d’accordo con la visione un po apocalittica che vede un afflusso in massa di siti concepiti interamente con applicazioni ed effetti in Flash. Credo che richiedendo delle conoscenze tecniche più elevate rispetto all’HTML credo e spero che la maggiorparte dei professionisti del settore siano consapevoli dell’utilizzo che viene fatto di questo tipo di applicazioni per assicurare l’usabilità, a seconda se ci troviamo in un e-commerce o in un sito di informazioni e notizie.
Sono tra l’altro sicuro che grazie alla risoluzione di questa barriera, il mercato degli e-commerce in Flash/Flex dedicheranno maggiore attenzione ai Flex Store assicurando sempre più l’esperienza d’acquisto agli utenti. Flash non è certo solo effetto Guerre Stellari che pur sicuramente appariranno a causa di qualche incauto sviluppatore, ma difficilmente in questo caso basterà il Robot Google per indicizzare un sito privo di interesse e di contenuti.
Sicuramente la cosa più difficile sarà rispodere alla domanda: Ho veramente bisogno di utilizzare un Flex Store ? Ho la possibilità di migliorare l’user-experience dei miei clienti ?
Per ora Fred Cavazza sottolinea come sia ancora molto limitata l’indicizzazione dei contenuti Flash, ma certamente è un buon inizio per andare verso una completa integrazione nei motori di ricerca.
In seguito ad alcuni post letti nel forum GT, nel quale si discuteva delle possibilità di implementazione di video all’interno dell’e-commerce, mi sono messo alla ricerca di alcune interfacce del cosi detto Rich Commerce, del quale vi avevo parlato qui. Questo nuovo concetto si basa sulla tecnologia Flesh e sul concetto di Flex Store per l’appunto. Quello che trovo eccezionale è di ovviare ad alcune problematiche degli e-commerce tradizionali:
1. Maggiore interazione dell’utente e senza mai navigare tra pagine diverse, ma restando in un unica interfaccia evitanto l’ipermediazione dei contenuti che possono distrarre dall’acquisto.
2. Il carrello degli acquisti aprendosi nella stessa interfaccia consente di continuare l’acquisto di altri prodotti o continuare a visionare la scheda del prodotto o dei prodotti correlati, diminuendo in questo modo la sensazione di rischio nell’acquisto.
3. Non per importanza l’uso di video esplicativi sul prodotto in questione come un vero commesso virtuale. Avere l’impressione che dietro lo schermo qualcuno ci sia realmente, è un ulteriore fattore di fidelizzazione di un e-commerce (dove spesso l’acquisto non viene portato a termine per mancanza di sicurezza).
Restano i problemi di cui vi avevo già parlato qui riguardo questo tipo di piattaforme.
Un esempio di Flex Store in questa demo.








