ViralAvatar mi ha invitato a dare un occhiata a questa campagna per Hunger Games, un libro in uscita di Suzanne Collins, che estremizza il successo attuale dei Reality Show. Questa volta il reality ha una sola regola: uccidi o muori.

hunger games

Amo i romanzi thriller e soprattutto come è stata organizzata questa campagna, per un prodotto come un libro le opinioni dei lettori sono importanti e soprattutto un esperienza diretta con il prodotto per crearsi un proprio punto di vista.

Il primo capitolo è stato messo a disposizione sul sito, sfruttando anche un design che richiama l’esperienza di sfogliare un libro “reale”.

Il sito web è più simile ad un minisite per un videogame, ed è stato creato per questo un viral-game via SMS per invitare i propri amici a visitare Hinger Games. All’amico inviato arriverà una mail:

“perchè lo hai fatto? la tua scheda è già on line”

Cliccando il link si arriva ad una pagina con il nome dell’amico ed una scheda personale e la probabilità di sopravvivenza.
Nel momento in cui legge, il suo cellulare suonerà ed una voce femminile dirà che l’organizzazione degli Hunger games e che “è stato confermato.. in 24 ore sarà prelevato e sarà portato nell’arena dove deve prepararsi a lottare se vuole sopravvivere e tutto sarà filmato”.

E’ stata creata anche una fanpage su Facebook dove sarebbe carino raccontare le reazioni dei vostri amici dopo lo scherzo!

Bell’idea soprattutto in vista di halloween.

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Nel libro in uscita “Age of Conversation 2″ David Armano ha partecipato tra gli altri alla concezione di una visione marketing incentrata sui media sociali. In particolare ha dato interesse ad immagine della partecipazione, in grado di accrescere il valore di marca, incentrata su quella che chiama la Marketing spiral.

Se ci pensiamo bene riprende quelli che sono state le ultime convinzioni in fatto di comunicazione, dove il messaggio non viaggia in linea retta (stimolo-risposta), ma considera altri fattori intervenienti nella codifica e decodifica.

Nell’idea della spirale i gradi di interazione che undividuo attua in una brand community non sono di tipo sequenziale, ma avvengono grazie ad una serie di multi sequenze che a loro volta modificano i soggetti partecipanti.  Più l’interazione si fa profonda con la marca passando per le affinità, la conversazione, l’implicazione, inerazione, più l’utente si sentirà fidelizzato alla marca portando anche gli altri utenti a partecipare a loro volta più attivamente.

Non essendo ancora uscito non ho avuto il piacere di leggerlo, ma sarà sicuramente interessante averlo. Spero di aver interpretato bene da questo piccolo schema il fulcro della tesi sostenuta da David Armano.

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