Questa presetazione di Heather Oldani, U.S. Communications Director at McDonald’s, riassume la strategia della catena di fastfood più famosa al mondo sui Social Media. Superate le prime slide su come stà cambiando il modo di rapportarci ai consumatori, vediamo un approccio totalmente differente dal concorrente Burger King, nella campagna Whopper Sacrifice. Mentre quest’ultima era incentrata su dei risultati a breve termine, Mcdonald’s ha puntato a creare un engagement a lungo termine con i propri clienti, giocando sulla filosofia e i valori del brand.

Stiamo parlando di due brand diversi come posizionamento, cosa che fa comprendere meglio la scelta.

McDonald’s ha aperto un dialogo con i propri consumatori su più canali, in base alle aree d’interesse delle differenti persone che si recano quotidianamente al fast-food. Utilizzando Twitter e Facebook (ma anche Youtube, Flickr, ecc.) in modo particolare, ma senza dimenticarsi di community più di nicchia, utilizzando un media mix a 360°. Lo scopo è stato proprio quello di portare dalla loro parte dei veri e propri conversational ambassadors, portavoce dei valori del brand.

  • Ask yourself…”How can we actively engage” vs “Should we engage?”
  • Walk before running…Develop the right strategy for your brand vs leaping into tactical activation
  • Collaborate…Social media has potential for a number of different departments within a company
  • Be flexible/nimble…Some new trend that has the potential to impact your brand is always around the corner
  • Be open to feedback…Everyone has an opinion about your brand, products, services so be open and willing  to listen
  • one

    Una campagna localizzata in Francia che non conoscevo nella sua integralità, è stata lanciata per un operazione di branding per McDonald’s un anno fa e che oggi continua con altrettante operazioni advertising.

    La campagna a 360° “Venez comme vous etes!” (Come as you are), è stata veicolata sia attraverso dei dispositivi online che offline (video teaser, print, affissioni, video trailer).

    La parte più interessante, curata dall’agenzia Duke, è stata quella dedicata al web con dei video che riprendono la stessa campagna in un azione di proximty marketing.  Alcune persone, clienti del fast food vengono bloccati all’entrata o cacciati perchè non correttamente vestiti o fisicamente accettabili per questogenere di ristorante. Questo lascia basite le persone coinvolte, proprio perchè McDonald’s è famoso per essere un luogo dove troviamo tutti i generi e culture di persone.


    YouTube Direkt

    Peccato che forse per la frammentazione , i video creati per la campagna, non hanno avuto un successo virale evidente. Daltra parte l’esperimento ha dato modo di vedere come le persone percepiscono il marcho McDonald’s,  è lo stesso ragazzo nel video a far notare quello che la campagna vuole trasmettere: non ho mai visto nulla del genere, in un McDonald’s tu puoi entrare come vuoi normalmente!

    La campagna TV:


    Mi domando cos’è quel logo con lo sfondo verde, inece che il solito giallo e rosso tipico della marca ? Un po’ di green marketing qua e la non credo basti per questo.

    Ecco la nuova campagna adv affissioni:

    vador

    Di tutte è quella che più credo abbia colto nel segno lo spirito della campagna.

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