Sembra essere un periodo caldo per l’advertising, dove i creativi cercano di riprendere quell’interesse da parte delle persone per le loro creazioni. Avrete sicuramente visto lo scandalo generato dalla campagna WWF 9/11, che se da una parte ha avuto molte critiche, dall’altro ha avuto persone che hanno appoggiato in pieno il metodo di sensibilizzazione.

“AIDS is a mass murderer” è il nome della campagna per sensibilizzare le persone al sesso sicuro. Sia per lo spot TV, che affissioni, sono stati messi in scena Adolf Hitler, StalineSaddam Hussein, come icone delle assassini di massa. Una scena di sesso comincia, l’uomo resta in penombra e solo alla fine si vede apparire il viso di Hitler.

La campagna ha sicuramente generato conversazioni e rumore sul tema, tuttavia in questo caso mi sembra più una stigmatizzazione delle persone che hanno questa malattia (non per forza presa tramite relazioni sessuali), che della malattia stessa.

aids-hitler


Fino a che punto è giusto spingersi per far parlare di un tema importante come questo? Credo che in fin dei conti sia giusto parlare in modo diretto  anche al costo si scioccare, tuttavia non bisognerebbe rinforzare gli stereotipi e rischiare di distorcere il messaggio che vogliamo dare (proteggetevi!).

Agenzia: Dass-comitee

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L’advertising Sprite tedesca inizia a circolare in rete dopo la censura ricevuta. Come giustamente molti avranno pensato: come possono aver sperato per un attimo, che questa pubblicità potesse essere trasmessa durante la giornata in TV?

Il rumore che ha generato la sua censura avrà molto probabilmente  giocato a favore della viralità del video grazie ai social network. Non sarà stato tutto creato a questo fine? Creare polemica è in fin dei conti una delle ricette della viralità.


YouTube Direkt

La sessualità è un altro fattore che non poteva mancare, anche se in questo caso mi sembra che giochi a sfavore del brand. Se uno spot è in grado di creare emozioni e sensazioni, oltre al lato divertente non credo venga rispettata la sensazione di freschezza e effetto dissetante della bevanda qui. Mentre la stessa strategia attuata per Patatina Chips con Rocco Siffredi nel 2007.

Lato creatività non potete non ricordarvi la pubblicità degli anni ‘70 per Perrier. In questo caso stiamo parlando di un good buzz con un bad effect, ho di un così detto brand hijack come nel caso Heineken (qui e qui)?

UPDATE: Il video in effetti sembra essere un fake prodotto da un agenzia, probablmente per generare rumore attorno a se, ecco qui le dichiarazioni:

My name is Max Isaacson, I directed and produced the fake Sprite ads that have been making the rounds over the past five days. There have been quite a lot of false statements made regarding these and I would like to make a few things very clear about these spots. First, there was no involvement from either The Coca-Cola Company or Greencard Pictures. Second, this was not supposed to be taken seriously by anybody. They were made completely on spec, which was clearly stated on the YouTube pages on which the ads were primarily seen. I paid for, produced and directed both spots independently. I am frankly quite surprised that spots of this nature were so quickly and easily believed to be legitimate. I hope that all parties involved will understand that this was a simple mistake that went much too far too fast, and that it is now made clear that these were not real commercials, nor were they ever produced with intention of being taken as such.

Il resto lo potete leggere qui

Via Roycod

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Tiji è un canale totalmente dedicato ai bambini e con questa pubblicità lanciata nel 2008, si è aggiudicatao il premio Grand Prix 2009 della pubblicità. Voglio iniziare con voi la settimana in modo poetico grazie a questo video e tornare indietro fino all’infanzia.

Non si tratta del classico spot quello creato da DDB Paris, ma di un vero e proprio cortometraggio che ricorda per la fotografia e la poesia il realizzatore Hayao Miyazaki (Il viaggio di Chihiro).

In un anno anche su internet ha registrato più di 260 000 su DailyMotion, ma quello che importa è tornare per un attimo bambini e immaginare come avremmo continuato la storia del palloncino rosso a forma di Maneki-neko.


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Questa pubblicità sta facendo parlare di se, semplicemente grazie a quel tocco di creatività che la rende efficace. Non stiamo parlando di prodotti di lusso, ma di cioccolata, prodotto che prima di essere testato deve potersi distinguere da altre decine presenti negli scaffali della grande distribuzione.

Se qualcuno non ricorda l’agenzia Fallon London, ricorderà sicuramente il video del Gorialla per Cadbury, che ha fatto parlare di se dopo la vittoria del Leone d’oro a Cannes 2008.

Quelli che vedo come i punti forti di questi due video ADV sono tre:

  • Proporre uno stile che esce un po’ dai canoni pubblicitari per questo genere di prodotti
  • Svelare il prodotto solamente alla fine
  • La possibilità di utilizzare lo spot su più media, in particolare nel web, dove hannotutt le carte per essere dei video virali anche da coloro che non sono ne interessati al prodotto, ne tanto meno al marketing.

Basta parlare, ditemi cosa ne pensate voi!


YouTube Direktsupervideo

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Scioccare con immagini e pubblicità al limite del political correct è la parola d’ordine per campagne della sicurezza stradale in giro per il mondo. E’ veramente necessario? Forse per una giusta causa si.


YouTube Direktsuper video

Agenzia: Gravity

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Camminando per la strada mi capita spesso di gettare l’occhio alla ricerca di qualche esempio marketing interessante da prendere in considerazione indipendentemente dal blog. C’è da dire che quello che si vede in giro è molto spesso deludente, altre invece sono più creative soprattutto quando ci troviamo di fronte a qualche operazione di guerilla marketing.

Fiat 500 si espone all’interno di un grande centro commerciale con target prettamente femminile in Germania. Come avevamo discusso anche con lafra per un altro post molti brand dell’automotive spostano l’attenzione al mondo al femminile. Non solo perchè sono attente alla moda, ma perchè l’attenzione ai particolari e la sempre maggiore conoscenza della qualità dei prodotti anche in questo settore, è sempre maggiore. Per fortuna è finito il machismo dove l’auto è qualcosa da “uomini”. La donna è sempre più un gatekeeper all’interno del nucleo familiare. Ovviamento il verde nel pavimento non poteva mancare (quello che chiamo il Co2 marketing).

Citroen Berlingo vuole far notare lo spazio disponibile all’interno della sua auto. Lo fa con in modo un po particolare che non saprei se denominare guerilla. Sullo stesso posizionamento di Fiat Ducato (che aveva utilizzato dei carrelli), utilizza a sua volta dei “pallet”, quelle strutture che vedete nella foto con scritto: “Nuova utilitaria Citroen, la cosa più impressionante è quello che possiamo metterci dentro”. Sensa il bisogno di mostrare l’auto Citroen preferisce focalizzarsi sul bisogno che il prodotto riesce a soddisfare. Buono il messaggio, ma per i non intenditori forse un po’ sottile.

Proprio durante i miei ultimi giorni di lavoro in Germania camminando con i colleghi ho visto a terra disegnato un appartamento in piena regola, con tanto di toilette, cucina e salotto. Il disegno era fatto con molta precisione con tanto di porte e senso di apertura. Casualmente di fronte una serranda chiusa faceva pensare all’apertura di una delle catene immobiliari presenti nella città. O forse è semplicemente la mia deformazione professionale che me lo fa pensare.

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