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L’Oréal se pur alla sua 17esima edizione propone un player game per il recruiting di talenti in brand management. Quest’anno L’Oreal Brandstorm si concentra su una community (Ning based) che metta in relazione tutti i partecipanti e le loro esperienze. Le squadre di partecipanti devono essere formate da tre individui e si occuperanno di progettare il lancio di un nuovo prodotto per l’azienda di cosmesi. Nell’edizione 2009 sarà il lancio del nuovo profumo Maybelline New York ad essere al cnetro degli sforzi di marketing e creativi dei partecipanti.

Il progetto si rivolge a studenti universitari e master, ottima opportunità di creare un engagement consistente tra il brand e futuri lavoratori del settore. Quale modo migliore di creare un prodotto che è molto vicino al mondo di coloro che dovranno concepirlo.

Anche in questo caso il miglior brand is YOU. Attraverso la community abbiamo la possibilità di promuovere in primo luogo noi stessi, aggiungendo i nostri Feed RSS del blog, creare discussioni o gruppi per creare una buona identità personale.

Vi invito a leggere altri argomenti che avevo trattato sul discorso dei social network per il recruiting, il caso Bouygues immobilier. Questi sono solo alcuni delle strategie di recruiting adottate dalle aziende creative e non. Rifletterei dunque anche alla gestione della reputazione personale online.

Henri Mossinac, reponsabile mobile di Facebook, svela le cifre che attestano il vero successo di questo social network

Facebook è uno dei social network che più ha avuto successo in Italia e nel mondo con più di 120 milioni di utenti attivi al mese. Il 50% si connettono tutti i giorni e passano in media circa 25 minuti al giorno. Il network di amicizia è in media di 136 amici per utente e si contano più di 24 milioni di foto caricate al giorno. La diffusione di dispositivi mobili come l’Apple iPhone hanno aumentato anche la possibilità di connettersi anche in altri ambiti di fruizione (circa il 15% degli utilizzatori si connettono via interfaccia mobile). Secondo Henri Moissinac uno dei successi di questo social network sono le  differenti categorie di età si connettono interconesse nello stesso social network, a differenza di altre community che interessano solo a particolari categorie d’età.

La cosa forse più interessante è proprio quella inerente al bacino di utenza eterogeneo, che non ha svilupato precedentemente MySpace. Anche il crescente numero di utilizzatori su piattaforme mobile fa pensare a come i social network favoriscano il raggiungimento degli utenti in più momenti della giornata, e in diverse situazioni di consumo del media.

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Grazie a un idea di Seth Godin, in occasione del lancio del suo nuovo libro Tribes, è on air un nuovo progetto comunitario per collezionare tutte le domande che possono essere fatte sui social media e le loro implicazioni nel marketing. Questo libro bianco dovrebbe diventare un nuovo must have, magari per avere come un Bignami la risposta pronta alle domande dei nostri clienti.

Non esitate alla lasciare la vostra opinione!!

Tribes Qa2

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Sreenivisan, preside di Nuovi Media alla Columbia University ha analizzato con estrema precisione la strategia e il ruolo fondamentale che hanno avuto i Social Media, nel far di Obama il nuovo presidente degli USA.

La campagna si è svolta su più fronti (qualche esempio qui), utilizzando un più ampio media mix: croudsourcing, social media, messaggistica elettronica e per le strade direttamente con le persone. E’ riuscito ad aumentare la fiducia degli elettori facendoli partecipare, la gente poteva agire in prima persona, condividendo video divertenti ad esempio.

Anche questa volta, a dimostrazione del fatto che i Social Media sono uno strumento che se tecnologicamente siamo proiettati verso il futuro, culturalmente è un ritorno al bisogno dell’uomo di sentirsi parte di un gruppo e coinvolto in uno scopo comune.

Utilizzare Facebook non è solo una moda, ma è scendere in piazza dove le persone stanno parlando di noi. Il professore della Columbia lo sottolinea con queste parole:

Ogni elezione deve incorporare le tecnologie del momento. Per comunicare con i miei studenti nel ‘95 avevo una strategia di mailing, nel ‘98 sul web e adesso su Facebook. Obama l’ha capito.

Al tempo di Internet un prodotto, sia esso un candidato o un nuovo gusto CocaCola, deve essere dentro una “conversazione”. Deve poter essere segnalato ad altre persone e raccomandato. Il sovraccarico di informazioni in cui viviamo (vi invito a dare un occhiata alla bellisima presentazione di Gregory Pouy su questo tema), mi fido molto di più del giudizio degli amici che di quello di sconosciuti professionisti (alcune teorie di sociologia dei media sono da rivedere?).

I consumatori e i clienti affezionati vogliono essere valorizzati, la scelta di annunciare, in anteprima sms i sostenitori, della scelta del vicepresidente Biden. Una strategia che oltre ad aver valorizzato i supporters, ha creato una base dati impressionante riutilizzabile in altre occasioni.

YouTube è stato un’altro dei canali più utilizzati nella campagna presidenziale, dove gli utenti più cercano informazioni durante il lavoro. Tutte le notizie i comunicati e gli spostamenti, sono stati inoltre divulgati con strumenti come Twitter, Linkedin ha toccato coloro che cercavano aspirazioni personali più alte (e probabilmente un occasione in più per incontrare partner strategici).

In questa analisi credo che sia evidente il ruolo centrale delle persone in una strategia mkt sia essa per un prodotto, che per la promozione personale. Cosa fanno le persone ? Dove parlano di noi e dei nostri prodotti ? Dove cercano informazioni ? Credo siano queste alcune delle domande da porsi, indipendentemente dalle tecnologie che in pochi anni hanno vistro delle trasformazioni vertiginose.

Se vi siete interessati minimante a questo post, non potete non leggere una più accurata analisi di Seth Godin, di cui vi lascio una breve frase sull’importanza di una community in un ottica tribale:

Marketing is tribal. Karl Rove and others before him were known for cultivating the ‘base’. This was shorthand for a tribe of people with shared interests and vision (it included a number of conservatives and evangelicals). George W. Bush was able to get elected twice by embracing the base, by connecting them, by being one of them.

Chi sa se fino a quattro anni fa avremmo detto: Social media? Yes We can!

In risposta al post precedente sull’utilizzo non consono dei social media, da parte degli impiegati della Virgin, ho voluto continuare in parte l’argomento presentandovi un studio commissionato da Orange UK.

Quale valore apportano i social network all’interno delle imprese ? Dare la possibilità di condividere opinioni ed esperienze ai lavoratori in modo flessibile, se anche può sembrare controproduttivo, risulta sempre più una possibilità di rendere stabile l’impresa. Se ben organizzate questo tipo di relazioni, parteciperanno alla produttività dell’azienda grazie a delle sinergie che si creano.

Se fino ad ora lo scopo ultimo dei social media è quello di aumentare il capitale sotto i diversi punti di vista, adattare alla comunicazione interna questo tipo di tecnologie risulterà utile a sfruttarne tutto il potenziale. Anche in questo caso far parte di una rete sociale, significa anche avere un ruolo al suo interno. Non basta avere un profilo all’interno di un Social Network, bisogna assumersi la responsabilità di apportare qualcosa per gli obbiettivi proposti, essere dei “cittadini della rete”. Questo fa riflettere su un evoluzione della cultura aziendale e ripensare alle responsabilità di ognuno, nell’interesse dell’organizzazione.

Vi lascio sfogliare questa ricerca qui.

Come è largamente discusso nel libro Groundswell di C. Li e J. Bernoff di Forester Research, costruire una community o semplicemente dialogare con i propri consumatori, esige la conoscenza delle abitudini di utilizzo delle principali piattaforme di socializzazione. In Italia ad esempio è Facebook ad avere il maggior numero di traffico, mentre in Francia SkyRock.

La cartografia aggiornata da Oxyweb, non considera infatti il numero di utenti ne di pagine viste. Questo mi fa un po’ pensare sull’attendibilità della ricerca, dato che gli accessi possono anche dipendere dagli impegni pubblicitari messi in atto dai vari social network, che non per forza si trasformano in acessi qualificati.

E’ per giunta vero che ogni categoria di prodotto può trovare in uno, o in un altro social network il suo terreno fertile, ma è sempre utile avere una cognizione globale della loro crescita.

L’ uso dei social media si concentra sempre di più verso il social media marketing, la fidelizzazione alla marca o il monitoraggio dei bisogni dei clienti verso un prodotto. Ma quale marca ci stà più a cuore ? Io direi noi stessi, ed è questa la tesi portata avanti in questo articolo di RedWriteWeb, circa l’ importanza per gli studenti di utilizzare nel miglior modo i canali della rete sociale sul web.

Il concetto di identità digitale va dunque affrontato in prospettiva della vita professionale dei futuri diplomati, utilizzando i social media in modo professionale. Facebook, che prima era per tutti, blogger o no ora deve essere utilizzato come strumento ulteriore della nostra identità digitale. LinkedIn ovviamente è fondamentale ai fini dei rapporti di lavoro futuri.

Il personal Branding:

Il personal branding significa comprendere che abbiamo un immagine pubblica e sei su google devi trattarti come una marca. Blog, profili nei social network, reputation management, sono solo alcune delle identità digitali da monitorare.

Quali tappe seguire?

Compra un dominio con il tuo nome, usa un blog, leggi altri blog e commenta, usa facebook e linkedIn.

ecco le slide:

Forse non vi ho detto che sono quasi riuscito a fare approvare la problematica della mia tesi, e questa verterá proprio sul Social Media Marketing. Sono in fase di ricerca, ma voglio condividere con voi il mio taccuino, fino alla sua forma finale.

Monitorare i social media, non significa solamente dedicarsi ai blog o ai forum, ormai significa considerare le piattaforme di condivisione di immagini, e i micro-boging come Twitter.

La top 10 die motivi più importanti che dovrebbero spingere le marche e le imprese a monitorare i social media le ha sottolineate David Alston in una sua recente intervista. Ho voluto riassumere e ampliare le sue parole per darvi un idea dell´intervista ufficiale che ha rilasciato in un sito americano, facendo mie alcune considerazioni.

Nel campo dei media e specialmente tra i blog i più frequentati, il SEO e le tecniche di posizionamento sembrano essere il focus del momento. Tuttavia un breve caso che vi racconterò dimostra come concentrarsi solo su questo sia altamente rischioso per un impresa che fa di internet il suo canale principale nel mercato di riferimento.

Il servizio di incontri daiting Together, si occupa di incontri alla moda consentendo alle persone di ritrovarsi face-to-face giá dal 1974. Dal momento della sua entrata nel web è riuscito ad ottenere la prima posizione nelle ricerche di Google.

Peccato che i tre risultati subito dopo provenivano dal sito Ripoff Report, nel quale un utente raccontava la sua disavventura con Togheter creando una discussione anonima nel forum. Gli altri primi 6 risultati potevano contare ben 51 lamentele nei confronti del servizio di incontri .

In questo caso il SEO a fatto il suo dovere per quanto riguarda i risultati di ricerca, ma per quanto riguarda la reputazione ? Una delle soluzioni maggiormente utilizzate sono l´uso di Press release e stimolare i  blogger ad intervenire in discussioni in grado di dare un immagine positiva all´impresa (talvolta anche pagandoli). Ma non basta cercare di smantellare la concorrenza nei risultati di ricerca, se prima non si considerano i social network come piattaforme per migliorare i nostri servizi o per entrare in contatto diretto con i nostri clienti.

Together non poteva fare nulla per migliorare quella parte del servizio che non rispondeva ai bisogni dei clienti?

Il mio avviso: Usare i Social Network non significa solamente migliorare il posizionamento nel SERP, significa monitorare cosa stiamo facendo, con quali risultati in termini di immagine, cosa sarebbe meglio cambiare e come distogliere l´attenzione dai feedback negativi (li puoi scansare dalle prime posizioni, ma non farai altro metterli in attesa di riemergere).  Va bene il SEO, ma non bisogna credere con questo, di avere le chiavi dl successo.

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