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Se per quanto riguarda i brand l’ustilizzo dei social media e delle tecniche di community management sono sempre più di uso comune e le aziende si convincono dell’importanza di investire in azioni di digital PR nel piano di comunicazione, per quanto riguarda il reclutamento di risorse umane esiste ancora una certa reticenza al riguardo. Che le cose siano ancora in una fase di stagnamento lo dimostra anche l’articolo dell’amico Giorgio, ma quello che mi fa andare avanti in questo articolo è la mia esperienza personale di “digital reclutato” nonchè impegnato in una ricerca sul recruiting online. Se anche i portali come Monster cercano di adeguarsi al 2.0, pensare che depositare CV sia sufficiente, mi sembra un semplice cambiamento di canale per una pratica che rimane invariata alla classica assunzione.

Il marketing interno per le aziende è altrettanto importante che quello esterno, la carta d’identità del brand non è solo data dalle percezioni che gli attribuiamo, ma anche dal processo che sta dietro brand e prodotti. Per le imprese e le Risorse Umane in particolare, sfruttare i social network ha diversi vantaggi:

Analizzare gli interessi: se la voce “Altre capacità e competenze” e “interessi” sono stimati di rilevante importanza in un CV, nel Web tutto questo è misurabile e verificabile. Dare estrema risonanza soltanto a i cosidetti Workalcoolic semplicemente non produttivo, in quanto nessuno può assicurare il 100% delle proprie risorse al lavoro, in particolar modo nei momenti di instabilità personale che tutti i lavoratori affrontano. analizzare la stabilità nell’ambito lavorativo di una persona significa conoscere come affronta le attività pratiche non strettamente collegate al lavoro, la sua creatività e il modo di relazionarsi agli altri. Relazionarsi e conoscere i fattori emotivi sono le parole chiavi in quest’ottica.

Gestire la corporate image per le risorse interne: grazie al concetto sia tecnico che filosofico di Enterprise 2.0 aumenta la possibilità di gestire in modo interattivo e trasparente la comunicazione aziendale. Alcune aziende possono appoggiarsi su un brand forte che attira a se non solo acquirenti, ma anche dipendenti, altre aziende hanno interesse ha creare un immagine d’impresa forte per attirare risorse di un certo livello. Non basta la ricompensa economica per scegliere un lavoro, soprattutto un lavoro che diventa sempre più di tipo intellettuale. Gestire l’immagine significa attirare talenti e non solo, significa trattare il personale come un cliente portavoce dell’azienda.

Al digital recruiting sono applicabili tutte le tecniche del marketing e social media marketing, in grado di creare una vera community intorno alle Risorse Umane, a partire dagli studenti neolaureati. Se ancora è sostenibile non utilizzare il web come strumento, non lo sarà di qui a qualche hanno, quando la Generazione Y sarà totalemente integrata al mondo del lavoro.

Nascono tra l’altro alcune applicazioni come TwitHire, un Twitter per il recruiting online, standoutJobs, job podcast, Visual CV oltre che ai già utilizzati Ning, Facebook e Twitter.

Universal McCann ha appena pubblicato la terza Social media analysis. La ricerca sull´analisi dell´utilizzo dei social media ( blog, facebook, podcast ecc. ). Per l´occasione sono stati intervistati circa 17,000 persone in 29 paesi e la sintesi della ricerca é questa:

- Il numero dei blogger nel mondo é aumentato arrivando a oltre 184 milioni !!

- La Cina é il paese con il piú alto numero di blogger con 42 milioni di users, con un tasso di penetrazione di Internet di solo il 12 % , considerando che in Italia attualmente é del 57 %.

Ecco la parte piú interessante:

- 34 % dei blogger fanno post su marche o rilasciano giudizzi su di esse

- 32 % dei bloggers fanno riferimento alle opinioni di altri utenti su servizi e marche

- 82,9 % ha visto un video on-line e inl 72,8 % dichiara di aver letto un blog

Ora bisognerebbe sapere quante imprese piccole o medie ancora ignorano questi dati e non considerno cosa gli utenti stanno dicendo. Non possiamo ignorare la crescita del fenomeno, che per ora non sembra vicino alla fine del suo ciclo di vita.

La ricerca della Universal McCann é in versione integrale in questo PDF.

Source: Sandrine Plasseraud

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