Un interessantissimo report della Nielsen del mese di marzo 2009, che apporta qualche conferma e qualche nuova evoluzione nei social media e del rapporto dell’advertising online rispetto alle nuove regole imposte dalle online communities.

- Aumentano gli utenti della fascia più alta di età nelle principali social network e in particolare su Facebook. Un – 1% della fascia 18-34 e un + 2% dei 35-49.

- Aumenta il tempo che passiamo su Facebook. L’Italia unico paese che fa guerra al social network più utilizzato al mondo.

- In Italia aumentano gli utenti del 9,9% nei social nework

- I consumatori sono meno tolleranti all’ADV nei social network. L’ADV deve diventare conversazione all’interno di questi spazi, soprattutto autentica e meno push.

- Il Mobile social networking aumenta considerevolmente in UK, ma anche in Italia che si posiziona subito dopo la Francia. Uno dei motivi che ci fanno pensare ad un incremento importante nei prossimo anni, è che l’utilizzo attraverso dispositivi mobile dei social network, non richiede particolari cambiamenti nella mente degli utenti per il loro utilizzo.

Dispositivi come l’iPhone 3G stanno cambiando la multicanlità anche dei social network, attendiamo solo tariffe migliori.

- Per i publisher ancora una volta la co-creazione di contenuti e i social network come canali di diffusione sono un opportunità. Gli strumenti di micro-blogging come twitter, offrono la possibilità di aumentare l’awareness e maggiori conversazioni attorno a brand e notizie provenienti da canali main stream.

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Le micro interazioni stanno diventando sempre più presenti nella vita quotidiana degli utenti, come i blog hanno rivoluzionato le interazioni qualche hanno fa, strumenti come twitter, friendfeed o i live-streaming media sono parte del presente futuro della comunicazione peer-to-peer.

Come David Armano spiega con questa stupenda presentazione e come ho sempre cercato di affrontare  gli argomenti trattati qui circa blog e social network, non sono le tecnologie il punto su cui focalizzarsi, ma i cosa le persone fanno con esse.

I nostri bisogni sono praticamente sempre gli stessi, ma le tecnologie influenzano i nostri comportamenti. Le micro-interazioni fanno parte dell’ecosistema delle web interaction e riproducono molto da vicino le interazioni che avvengono anche nell’offline.

In ultimo, ma non per importanza la partecipazione e la produzione di contenuti vengono da persone e queste non sono un optional.

Presentazione Via

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Per questo incontro che si è svolto a Milano vi lascio una breve descrizione, ma che ci da un idea sintetica di molte osservazioni che cerco di fare quotidianamente su questo blog. Ora abbiamo dei dati sempre più certi su come consumiamo quotidianamente diversi media, alcune volte anche nello stesso momento.

Avevo fatto una domanda sulla multicanalità proprio a Mr Kotler in un precedente convegno, e ho cercato di partecipare attivamente dando una mia considerazione sulla multicanalità da definire su questo blog.

Pe una perfetta analisi di quanto è stato detto vi rimando al blog di Leonardo Bellini e al blog della PromoDigital per saperne di più su multicanalità e passaparola.

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Dal sito E-Marketer una stima delle spese pubblicitarie sui social networks, per i prossimi cinque anni aumenteranno. L’aumento, se anche evidente, tuttavia non è come quello che era stato previsto precedentemente a causa proprio della recessione.

Per la fine 2008 si era stimata una spesa circa 1,4 miliardi di $, mentre l’anno si è concluso con 1,2 miliardi di $. così anche il 2009 viene stimato a 1,3 miliardi di spese in adv, a fronte dei 1,8 miliardi che erano stati previsti.

I due giganti del social networking se da una parte vedono l’aumento degli utenti, dall’altra vedranno un – 20% di fatturato nell’anno 2009.

Se fino ad ora abbiamo parlato di ADV sui Social Network, possiamo solo ringraziare il fatto che i Social Network potranno dimostrarsi un antidoto (non magico) per affrontare la recessione. In un periodo di crisi il mercato è difficilmente espandibile, una strategia di retailing che conta più sui clienti già acquisiti che non sui nuovi, è forse la soluzione migliore.

Energizzando la “tribù” e creando dei clienti soddisfatti potrebbe essere un modo per coltivare le relazioni con coloro che hanno già espresso interesse per i prodotti o servizi che offriamo. I costo sono sicuramente inferori a più grandi spese pubblicitarie, che invece potrebbero essere distribuite in più momenti dell’anno a periodi più brevi.

E’ arrivato forse il momento di ascoltare, come fa notare anche l’articolo di e-marketer: “Monitoring social network discussions about a brand or product and interacting with consumers in a community are still valuable—and probably essential—activities”.

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La SNCF, che come molti sanno è la compagnia dei trasporti ferroviari francese, ha da poco lanciato un social network dedicato ai digital natives (12-25 anni). Questo è il poszionamento dichiarato da TGV Rézo, ma ciò non impedisce di rivolgersi a tutti coloro che hanno fatto sei social media uno strumento indispensabile per la fruizione di alcuni servizi.

“Rezo” è evidentemente un  assonanza del termine “reseaux”, ovvero rete..sociale (in questo caso). La community è un ottima iniziativa per posizionare il mezzo di trasporto nella mente dei più giovani come un buon mezzo alternativo all’auto, soprattutto in grado di creare un valore aggiunto al semplice spostarsi da un punto A ad un punto B.  Difficle trovare piacere in un viaggio quando non si è in compagnia e  torniamo alla vita quotidiana dopo qualche giorno di vacanza, o magari quando raggiungiamo dei parenti in un luogo  di vacanza dove non conosciamo nessuno.

Rezo permette di conoscere chi stà prendendo con noi il treno quel giorno, vedere le sue preferenze, creare dei gruppi con la propria cerchia di amici per poter fare nuove amicizie ma soprattutto condividere del tempo. La possibilità di condividere luoghi, ristoranti e qaunt’altro può tornare utile ad altre persone autogenera un UGS (User Generated Service).

TGV se pur un mezzo velocissimo ha a mio parere un posizionamento (dati anche i costi) piuttosto business. Trattandosi di ferrovie, parliamoci chiaramente, non stiamo certo parlando di un prodotto di tendenza dove andiamo a visitsre il  sito quotidianamente per  conoscere le news sugli ultimi ritardi. Rezo rende TGV un po’ più “cool”.

Per il lancio del servizio non potevano non essere invitati alcuni bloggers a testare il servizio!

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Cercare di migliorare i processi all’interno dell’azienda è da sempre uno dei punti cardine dell’innovazione. Se anche la creatività e la rincorsa al brevetto sono stati gli unici traguardi ricercati da molte aziende, come qualcuno dice il genio non è nulla senza la regolatezza.

Così anche le nuove tecnologie fino ad ora non per forza hanno risolto i problemi di divulgazione di informazioni e diffusione del know-how tra i dipendenti. Nellle strategie digital media, come nel marketing tradizionale possono diventare fondamentali delle utily in grado di sfruttare tutti i lati positivi dei social media.

Dall’evoluzione open space degli uffici, oserei dire che ci si potrebbe spostare verso l’open-network space, dove la co-collaborazione (creare e diffondere) sia la parola chiave. Non solo per la comunicazione interna, ma anche per quella B2B.

Socialtext 3.0

E’ un esempio di dashboard sociale, ovvero una wiki composta da tre servizi principali:

Socialtext workspace: ovvero una wiki aziendale che permette di creare e modificare degli spazi di collaborazione.

Socialtext People: uno spazio personale con i propri skils e diversi widget per comunicare come una sorta di facebook.

Socialtext Dashboard: Uno spazio interamente personalizzabile

Per riassumere: Socialtext 3.0 = Wikipedia + LinkedIn + Netvibes + Twitter + FriendFeed.

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Si tratta di un unico progetto artistico collaborativo europeo, dove gli utenti sono invitati a co-creare una raccolta ineguagliabile di immagini che catturano l’essenza “now”all’interno del blog . Le quattro tappe del progetto prevedono oltre alla Ad creata da Noè Harris, artista acclamato di animazione stop motion (e direttore della pubblicità Fiesta TV) che ha commissionato una serie di pezzi da alcuni dei più promettenti giovani artisti europei, diverse call all’interno dei social network.

Studenti d’Arte di tutta Europa a cui è stato chiesto di sottoporre lavori che esprimono la loro interpretazione sul “now”. Gli utenti invitati a sottoporre le loro interpretazioni sul tema “now” al This is Now Flickr group.

Lanciato in ottobre, il portale di contenuti Fiesta permetterà agli utenti di visualizzare l’intera collezione di immagini del progetto, creando un unico mash-up che definirà il tema “now” e verrà condiviso con il mondo intero.

Il video dello spot TV  sarà diffuso in Italia il 12 ottobre , ma ecco lo spot TV in inglese, che è praticamente identico alla versione italiana:

Fiesta This is Now English 60″ from Fiesta on Vimeo.

Il blog This is Now è al cuore di questa campagna: Kai, un blogger e fotografo inglese, proporrà un certo numero delle sue foto preferite, durante tutta la durata de progetto. Proporremo anche un certo numero di blogger europei che vorranno partecipare al blog This is Now e di condividere con i visitatori del blog le loro foto preferite

C’è anche una pagina Facebook per il progetto.

Le agenzie sono: Ogilvy: TV & Print work, Wunderman: Digital & DM, MindShare: Media planning & buying, Burrows: Brochure & POS, e We Are Social: Social media strategy and execution, incluso il progetto del blog.

Ford si apre ai blogger, ma in particolare ad un marketing esperienziale e entertainement, cerca di di creare un universo intorno all’auto.

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Universal Mac Cann ci delizia nuovamente si una interessantissima ricerca sul word of mouth ed in particolare sui nuovi influenzatori.

La proliferazione dei canali di comunicazione all’interno del web hanno dato vita a nuovi modi di stringere i rapporti di amicizia, influendo non solo sui rapporti sociali, ma anche sull’immagine di marca e sulle dinamiche di acquisto. La messageria istantanea pur rimanendo uno dei mezzi più utilizzati (81,6%), vediamo una crescita sostanziale dell’utilizzo dei social network (58%).

Un elemento da considerare è il fatto che la ricerca smentisce la credenza secondo cui chi discute su internet di prodotti o servizi,  lo fa solo nel caso in cui ha riscontrato dei problemi. In realtà (considerando uno score da 1 a 5) la motivazione principae per cui gli utenti partecipano e condividono contenuti è nel caso in cui hanno avuto una buona esperienza con il prodotto (score 4.1).

La ricerca riflette su un punto ulteriore che considera gli utenti allo stesso tempo come influenzati e influenzatori, non a caso è una delle teorie del social networking offline secondo cui i leader d’opinione sono allo stesso tempo influenzati dal gruppo.

Rimane evidente l’importanza quantomeno di esserci su intenet prima ancora di considerare cosa si dice di noi.

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Grazie a questa utility è possibile analizzare la presenza e i messaggi su un brand all’interno dei social network. Grazie a questa ennesima piattaforma possiamo tenere traccia della brand awareness e considerare le conversazioni positive e negative online su prodotti e brand. Alla visibility viene dato uno score su un massimo di 1000, in base anche ai social network nei quali sono presenti le informazioni che mensionano il brand. I problemi  principali di questa piattaforma sono:

  • Non è possibile assegnare la lingua e il paese di provenienza dei messaggi
  • Non è possibile ottenere facilmente una postvaluation qualitativa in quanto il lasso di tempo della ricerca non è selezionabile, possiamo dunque solo avere un dato di visibilità quantitativo.

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Se per quanto riguarda i brand l’ustilizzo dei social media e delle tecniche di community management sono sempre più di uso comune e le aziende si convincono dell’importanza di investire in azioni di digital PR nel piano di comunicazione, per quanto riguarda il reclutamento di risorse umane esiste ancora una certa reticenza al riguardo. Che le cose siano ancora in una fase di stagnamento lo dimostra anche l’articolo dell’amico Giorgio, ma quello che mi fa andare avanti in questo articolo è la mia esperienza personale di “digital reclutato” nonchè impegnato in una ricerca sul recruiting online. Se anche i portali come Monster cercano di adeguarsi al 2.0, pensare che depositare CV sia sufficiente, mi sembra un semplice cambiamento di canale per una pratica che rimane invariata alla classica assunzione.

Il marketing interno per le aziende è altrettanto importante che quello esterno, la carta d’identità del brand non è solo data dalle percezioni che gli attribuiamo, ma anche dal processo che sta dietro brand e prodotti. Per le imprese e le Risorse Umane in particolare, sfruttare i social network ha diversi vantaggi:

Analizzare gli interessi: se la voce “Altre capacità e competenze” e “interessi” sono stimati di rilevante importanza in un CV, nel Web tutto questo è misurabile e verificabile. Dare estrema risonanza soltanto a i cosidetti Workalcoolic semplicemente non produttivo, in quanto nessuno può assicurare il 100% delle proprie risorse al lavoro, in particolar modo nei momenti di instabilità personale che tutti i lavoratori affrontano. analizzare la stabilità nell’ambito lavorativo di una persona significa conoscere come affronta le attività pratiche non strettamente collegate al lavoro, la sua creatività e il modo di relazionarsi agli altri. Relazionarsi e conoscere i fattori emotivi sono le parole chiavi in quest’ottica.

Gestire la corporate image per le risorse interne: grazie al concetto sia tecnico che filosofico di Enterprise 2.0 aumenta la possibilità di gestire in modo interattivo e trasparente la comunicazione aziendale. Alcune aziende possono appoggiarsi su un brand forte che attira a se non solo acquirenti, ma anche dipendenti, altre aziende hanno interesse ha creare un immagine d’impresa forte per attirare risorse di un certo livello. Non basta la ricompensa economica per scegliere un lavoro, soprattutto un lavoro che diventa sempre più di tipo intellettuale. Gestire l’immagine significa attirare talenti e non solo, significa trattare il personale come un cliente portavoce dell’azienda.

Al digital recruiting sono applicabili tutte le tecniche del marketing e social media marketing, in grado di creare una vera community intorno alle Risorse Umane, a partire dagli studenti neolaureati. Se ancora è sostenibile non utilizzare il web come strumento, non lo sarà di qui a qualche hanno, quando la Generazione Y sarà totalemente integrata al mondo del lavoro.

Nascono tra l’altro alcune applicazioni come TwitHire, un Twitter per il recruiting online, standoutJobs, job podcast, Visual CV oltre che ai già utilizzati Ning, Facebook e Twitter.

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