Twitter ha finalmente rilasciato informazioni sul suo business model, che permetterà al servizio di microblogging di assicurarsi il posto tra i servizi di social networking, che probabilmente più inflenzeranno i prossimi anni nel mondo della comunicazione.

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Come potevamo aspettarci si tratta di un modello basato sulla pubblicità, e come tale ha attirato a sé altrettante perplessità da parte degli utenti. In sostanza Twitter darà alle aziende la possibilità di acquistare un servizio di “Promoted Tweet”, presenti all’interno delle conversazioni stesse degli utenti e che saranno misurabili in base a diversi parametri standard (impressions, click, RT, ecc.).

Dopo un periodo in cui il “web 2.0″ ha dovuto dimostrare di essere indispensabile per gli utenti, presentandosi in modo gratuito e indipendente, oggi i maggiori servizi come Facebook e Twitter hanno la possibilità di imporre un modello remunerativo per permetterci allo stesso tempo di rimanere nel panorama dei servizi web di oggi e di domani.

Tuttavia non è semplice accettare un “inquinamento” da parte dell’advertising su Twitter, ma che a mio parere non dovrebbero essere viste come il male, piuttosto un opportunità.

Per la prima volta possiamo parlare di Social Advertising: la possibilità di condividere e apprezzare un messaggio advertising, richiede una certa interazione dell’utente con il mesaggio, di conseguenza l’esposizione gioca con l’influenza digitale.

Gli utenti si aspettano la presenza dei brand su twitter: a differenza di Facebook, dove l’advertising è totalmente distaccaa dal modello di comunicazione di una fanpage, gli utenti su Twitter sono già abituati ad interagire con le marche. In qualche caso ricercano un’interazione con esse se utile a risolvere dei bisogni. In questo caso un “tweet sponsorizzato” non è molto diverso da un messaggio di 140 caratteri da parte di un brand, soprattutto se scaturisce da una ricerca specifica.

Gli utenti avranno un controllo parziale sull’intrusione pubblicitaria: se il messaggio non ha rilevanza per gli utenti, e questi non interagiscono con esso in qualche forma ( RT, favorite, click, ecc..), il messaggio non apparirà più tra i risultati.

In questo caso l’azienda dovrà impegnarsi per fare in modo che il proprio messaggio sia rilevante e contestualmente appropriato, a differenza del modello di Google deve apportare un vero valore.

Aumento della penetrazione delle aziende in ottica Social CRM: le aziende che decideranno di utilizzare l’advertising su Twitter, difficilmente potranno rinunciare ad essere presenti son una strategia conversazionale. I tweet sponsorizzati sono facilmente commentabili e in caso di domande o bad buzz, l’azienda dovrà essere presente.

Probabilmente un cavallo di Troia per invogliare i brand in un ottica di relazione continua, con utilizzo dell’advertising per massimizzare gli sforzi di marketing in termini di audience rivolgendosi non solo alla propria community. e al tempo stesso assolvedo al bisogno  di misurabilità.

Al tempo stesso Biz afferma che questi non saranno invasivi rispetto al normale flusso di conversazioni sul servizio di micro-blogging.

In un modo o nell’altro la Social Search acquisterà una rilevante importanza per la reputazione di un brand, anche se non conosciamo esattamente i dati di ricerca che al momento gli utenti effettuano su Twitter, grazie all’integrazione dei servizi real time su Google e Bing le aziende avranno interesse a prestarvi attenzione.

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Abbiamo parlato più volte di come gli strumenti di micro-blogging  si stiano affacciando nel panorama della condivisione di informazioni, e di come lentamente stiano diventando dei micro-motori di ricerca sulle opinioni degli utenti. Proprio per questo Twitter ha puntato molto, nel suo ultimo restiling, a posizionarsi come un vero e proprio social conversation search.

Il motore di ricerca Microsoft Bing ha già integrato le conversazioni su twitter e friendfeed nei risultati, ma Google tenta di rimanere il più importante motore di ricerca proponendo qualcosa di più innovativo.

Oltra ai risultati provenienti dai social network, Google propone un algoritmo in grado di mettere in avanti i post della propria cerchia di amici. Come sappiamo, per quanto riguarda le decisioni di acqusto, siamo influenzati molto di più dalle opinioni dei nostri amici, la differenza tra online influence e offline è sempre più sottile.

La possibilità di scegliere anche tra forum, social e periodo di tempo, permetterà una personalizzazione della ricerca, sempre più basata sull’influenza digitale.


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