L’interesse per il servizio di microblogging più famoso al mondo cresce e con un ritmo frenetico escono studi e ricerche quali/quantitative su Twitter.

Questa ultima ricerca data giugno 2009 ed è stata rilasciata da Sysomos, effettuata su 11,5 milioni di utenti su Twitter. I dati ci fanno riflettere su due ordini di rilivanza, che da una parte interessano il crescente interesse da parte degli utenti verso questo strumento, dall’altra confermano una fase in cui sono maggiormente gli early adopters ad utilizzare Twitter in modo costante.

  • La maggior parte degli utenti (il 72,5%) si sono iscritti nei primi 5 mesi del 2009
  • 85,3% degli utenti postano meno di un update al giorno
  • 21% non ha mai postato un tweet
  • 93,6% hanno meno di 100 followers, mentre il 92,4% segue meno di 100 persone
  • 5% degli utenti generano il 27% delle intere attività su twitter (stiamo parlando comunque di 550mila utenti)
  • Come potevamo aspettarci gli USA hanno il maggior numero di utenti
  • Oltre il 50% degli update provengono da applicazioni web e mobile based, mentre il resto dal sito twitter.com – il più utilizzato è sempre tweetdeck.
  • Le donne (53%) sembrano essere più numerose degli uomini (47%).
  • Le persone che si identificano come PR professional, il 65% non hanno mai postato un update

twitter 2009

L’età media degli utenti è tra i 20 – 30, anche se notiamo un interesse tra i più giovani tra 15 – 19 anni.

Da parte mia cerco di sapere sempre di più cosa pensano gli utenti “normali” dei servizi come twitter, ma trovo fino ad ora un sostanziale disinteresse per il servizio. Molti conoscono twitter grazie agli ultimi articoli sui giornali,  pochi sono fino ad ora invogliati a provarlo, non riscontrando nessun arricchimento nella ricerca di  informazioni. Fattore che spinge maggiormente le persone abituate ai servizi del social web, ad utilizzare twitter ed altri tools per  micro-blogging.

Potete consultare l’intera ricerca a questo indirizzo

Potete sempre seguirmi su twitter qui.

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Secondo un sondaggio negli Stati Uniti, otre 200 responsabili marketing hanno affermato di voler aumentare il budget dedicato al marketing online nel B2B . Il 60,1% prevedono di aumentarlo, il 29,6 di mantenerlo cosi com´é, e il 10,3 di diminuirlo. Questi dati sono stati raccolti alla fine del 2007, le cose potrebbero cambiare per coloro che hanno deciso di diminuirlo, dato il boom dell´utilizzo dei media sociali, e soprattutto dei passi avanti che si stanno compiendo a livello metodologico per quantificare (almeno qualitativamente) il ritorno delle spese effettuate.

Nel B2B il marketing online ha forse ancora più ragione di esistere, dato che i clienti sono ben conosciuti dalle imprese e non si imbattono in un terreno completamente nuovo per quanto riguarda i rapporti che si instaurano. Utilizzare i social network minimizzerebbe quelli che sono i problemi logistici principali nel business to business, ovvero la mancanza di comunicazione tempestiva, e conoscere a fondo i bisogni dei propri clienti-collaboratori. Non si tratta di aumentare vendere ma di massimizzare i flussi di informazione, cruciali in caso di crisi o di espansione nel mercato.

Quali sono gli ogettivi principali ?

  • Acquisizione e monitoraggio di nuovi clienti
  • Rinforzare la notorietá della marca
  • Fidelizzazione dei clienti
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