Come avevamo già discusso circa gli accessori hi-tech e il long tail che questi possono sviluppare intorno al prodotto, mi domando quali sono le attuali mosse messe in gioco dalle aziende per attendere alla tendenza del gratuito per guadagnarci nel lungo termine. Questa riflessione nasce dallo sforzo sulla concezione di un piano marketing per aumentare la vendita di accessori per una nota casa automobilistica, che per ora ha visto un aumento del solo 1% in un anno, anche dopo aver attuato una strategia piú o meno competitiva.
Con internet i costi dei prodotti venduti grazie al marketing diretto, si sono abbassati in maniera costante grazie anche all´effetto esperienza accumulato e lo stagnamento dello stokaggio ridotto. Il modello open source dei software freeware é un esempio facilmente intuibile di come questi generino risorse attraverso l´universo che le circonda. Non é cosí evidente quando si tratta di beni materiali, dove esistono costi di trasporto e di produzione avvolte piú importanti.
Chris Anderson ha annunciato che nei prossimi anni sará un modello per molte marche e prodotti (tra l´altro ne sta scrivendo un libro), ed anche se parlandone sembra quasi ovvio non lo é per molti imprese che ancora hanno un orientamento alla vendita piuttosto che al mercato e al cliente. Se ci pensiamo per un attimo il potere di acquisto diminuisce, quello che non sembra invece resistere é l´acquisto di prodotti correlati, che grazie al loro costo unitario minore consentono un acquisto con meno sensi di colpa e impulsività ( tra l´altro consentono la percezione di un appartenenza e uno status elevato all´interno del gruppo di appartenenza).
I continui bassi di prezzo dell’IPhone già dai primi giorni della sua uscita, e come Steve Jobs preannunciava il suo scopo era rivoluzionare il mondo della telefonia mobile. La questioni che possiamo porci sono: questa evoluzione continua di prezzo è dovuta un errore strategico o ad una fine strategia marketing ?
Apple ha raggiunto una media di 150 telefoni venduti nei primi giorni dell’evento iPhone, cosa che ha reso possibile una prima riduzione dei costi grazie ad una più grande capacità di produzione. Tuttavia bisogna prendere in considerazione che Apple si è lanciata in un settore che non èstrettamente il suo, commettendo degli errori da principiante del settore. Cosa che avrebbe potuto convincerla a rinunciare ad una parte del profitto sul prezzo, cercando di aumentare il volume di vendite. L’iPod ad esempio non ha abbassato il prezzo che del 14% su un anno di commercializzazione, strategia che ha rapportato il 21% di volume in più, ma solo il 5% in valore. Bisogna considerare altri fattori, come la pressione degli operatori telefonici che dichiaravano di non vendere un gran numero di telefonini.
L’impatto dei primi errori tecnologici della Mela hanno avuto anche la sua importanza. Gli early adopters che si sono buttati a capofitto sulla prima release dell’IPhone, hanno assistito ad un abbassamento dei prezzi considerevole, tanto da influire sull’immagine di marca. Apple ha provato in qualche modo a riprendere le cose in mano proponendo dei buoni da 100$ (abbastanza inutile visto una perdita di oltre il doppio da parte dei clienti). Le ultime novità in termini di sblocco operatore e applicazioni proveninti da terzi hanno aggiunto qualche problema in termini di relazioni con i distributori / operatori, che hanno assistito ad un ulteriore calo delle vendite.