Raramente posto dei video solo perché trattano temi legati al web, tuttavia questa volta devo fare un eccezione per un motivo che merita di essere messo in valore.

A parte il fatto che Twitter compie “già” 5 anni nello spot creato per l’occasione troviamo personaggi del panorama mondiale tra i più influneti. Da Snoop Dogg, all’astronauta Paolo Nespoli, passando per Serena Williams, ci raccontano perché utilizzano Twitter quotidianamente.

Come vi dicevo la cosa che più mi ha colpito è che i testimonial questa volta, se pur delle celebrità, sono effettivamente degli utenti come Noi. La diversità di interessi del panel sicuramente è in grado di ingaggiare coloro che come me sono già utilizzano quotidianamente questo strumento, probabilmente uno stimolo in più per coloro che vogliono rimanere in contatto con i loro personaggi e argomenti preferiti.

Enjoy:


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Twitter resta fortemente attaccato al suo posizionamento iniziale: un realtime social news in grado di creare delle comunità d’interesse.

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Cos’è successo questa settimana nei social media? Video, curiosità e tendenze riassunte in un post. Tutto quello che  non meritava un post, ma merita di essere condiviso.

Volkswagen lancia una campagna ADV che diventa in poco tempo virale. Ironica, incentrata sul prodotto, diretta al target. Uno storitelling che ci fa dimenticare il fatto che stiamo per essere esposti ad un messaggio pubblicitario.


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Questo week end sarà il fine settimana dedicato al Super Bowl per moltissimi americani e appassionati, non solo dello sport ma anche di marketing.

Mercedes USA lancia una campagna Twitter dedicata all’evento sportivo dell’anno. L’operazione “Tweet Race” vedrà 4 differenti team scontrarsi a suon di tweet per raggiungere Dallas prima delle squadre concorrenti. I membri delm team dovranno seguire un percorso e differenti prove e dovranno fare il pieno di interazioni su twitter se vorranno avere la possibilità di raggiungere la meta. La campagna ha visto il suo lancio prima delle vacanze di dicembre al fine di selezionare le squadre partecipanti al concorso.

Google lancia un nuovo progetto dedicato alla cultura. L’obiettivo è quello di creare il museo più grande e interattivo del mondo.


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Facebook Places / Deals  lancia la sua offerta anche in Europa in parnership con Benetton. Per chi non lo sapesse Facebook Deals è un sistema di offerte geolocalizzate sul modello Fourquare. Ecco qui qualche esempio che potrebbe  interessarvi.

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Riflettendo su alcune ricerche che sto portando a termine per alcuni brand, risulta sempre più evidente come  effettivamente l’influenza si propaghi all’interno del proprio “social graph”. Questo significa che non necessariamente si propaga tramite utenti o blog con grande audience, l’influenza è dunque liquida ( fluida se preferite) perché varia a seconda delle relazioni che si generano di volta in volta tra persone che entrano in contatto quotidianemente, grazie ad interessi che condividono quotidianamente.

Secondo una ricerca di eMarketer ci fidiamo molto di più delle persone che conosciamo, un influenza che continua anche online via blog post o status Facebook.

Ma che cosa significa nel mondo digitale “conoscere una persona”?

Dalla stessa ricerca troviamo una buona influenza da parte di blog post da parte di un brand (11% trust completely + 25 Trust somewhat). A mio parere non si tratta della tanto ricercata speranza di “umanizzare” il brand (se pur in parte questo avviene), ma dell’expertise che un brand può apportare nel suo settore di riferimento, lo storytelling proprio del suo DNA.

Un altra ricerca risponde ad una domanda che molti di voi si saranno posti:

“Perché gli utenti diventano “Liker” (formed Fan) di un brand su Facebook?

A quanto pare gli utenti non sono tanto qui per conversare, ma per ricevere sconti e promozioni (40%). Tuttavia una buona percentuale vuole rimanere aggiornato sulle novità edell’azienda (34%) e sui futuri prodotti (33%).

Una varietà di bisogni come quelli caratterizzati da questa ricerca evideziano ulteriormente il bisogno di analizzare il “social graph” della propria community, per rispondere in modo efficace alla varietà di utenti presenti al suo interno.

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E’ stato rilasciato questo studio della Burson-Marsteller sull’attuale situazione USA ed Europa, sull’utilizzo da parte dei brand dei social media. La ricerca si è svaolta lungo tutto l’anno 2009 fino a gennaio di quest’anno e ci mostra una panoramica generale dell’adozione delle tecnologie sociali per migliorare il business aziendale.

Da questo Global Social Media Checkup sembra che moltissime aziende stiano già utilizzando uno o più strumenti di conversazione e stranamente il fatto che Twitter non abbia ancora una penetrazione comparabile a Facebook, non spaventa le marche a credere in questo strumento. In Europa spaventa un po’ l’utilizzo che la maggiorparte degli account corporate fanno dello strumento, dove solo il 23% risponde o RT gli interventi di altri utenti (In USA e Asia sembra essere più rassicurante la situazione).

Alcune aziende hanno ben pensato di avere più account disponibili, per assicurare una conversazione più targettizzata alle differenti nicchie di interessati al loro settore.

Global Social Media Checkup

Ma allora cosa impedisce ad alcuni brand di pensare ad una strategiaa lungo termine nei social media? Vorrei approfondire la cosa in un altro post, ma non tarderete ad immaginare che il ROI o comunque una standirdazione di misurazione è la barriera più forte di entrata.

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La marca fashion Jimmy Choo si offre una divertente campagna su Foursquare, integrando allo stesso tempo Foursquare, Twitter e Facebook.

L’obbiettivo è quello di creare interesse per la nuova linea di scarpe,   creando un esperienza prolungata con il brand attraverso diversi canali. L’operazione messa in piedi per l’occasione è semplice ed efficace per generare delle conversazioni, ma soprattutto per avre un immediato ROI della call-to-action che è stata richiesta agli utenti.

Seguendo @CatchAChoo su Twitter, Four Square o Facebook, avrete la possibilità di conoscere gli spostamenti dei Stylish Trainer Jimmy Choo nelle loro giornate dedicate alla moda a Londra. Quando uno di loro si troverà vicino a voi, potrete cercarli  e ricevere un paio di Jimmy Choo come give away.

Avevo parlato delle diverse evoluzioni dei social network geolocalizzati e in particolarmodo del successo Foursquare in questa presentazione. Sicuramente una case history da aggiungere a quelle applicabili tramire strumenti real time, creando un esperienza allo stesso tempo on e off line, importante soprattutto per i brand di lusso che puntano a nonabbandonare il contatto diretto tra universo del prodotto e consumatori.

via @Buzz2luxe

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Twitter ha finalmente rilasciato informazioni sul suo business model, che permetterà al servizio di microblogging di assicurarsi il posto tra i servizi di social networking, che probabilmente più inflenzeranno i prossimi anni nel mondo della comunicazione.

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Come potevamo aspettarci si tratta di un modello basato sulla pubblicità, e come tale ha attirato a sé altrettante perplessità da parte degli utenti. In sostanza Twitter darà alle aziende la possibilità di acquistare un servizio di “Promoted Tweet”, presenti all’interno delle conversazioni stesse degli utenti e che saranno misurabili in base a diversi parametri standard (impressions, click, RT, ecc.).

Dopo un periodo in cui il “web 2.0″ ha dovuto dimostrare di essere indispensabile per gli utenti, presentandosi in modo gratuito e indipendente, oggi i maggiori servizi come Facebook e Twitter hanno la possibilità di imporre un modello remunerativo per permetterci allo stesso tempo di rimanere nel panorama dei servizi web di oggi e di domani.

Tuttavia non è semplice accettare un “inquinamento” da parte dell’advertising su Twitter, ma che a mio parere non dovrebbero essere viste come il male, piuttosto un opportunità.

Per la prima volta possiamo parlare di Social Advertising: la possibilità di condividere e apprezzare un messaggio advertising, richiede una certa interazione dell’utente con il mesaggio, di conseguenza l’esposizione gioca con l’influenza digitale.

Gli utenti si aspettano la presenza dei brand su twitter: a differenza di Facebook, dove l’advertising è totalmente distaccaa dal modello di comunicazione di una fanpage, gli utenti su Twitter sono già abituati ad interagire con le marche. In qualche caso ricercano un’interazione con esse se utile a risolvere dei bisogni. In questo caso un “tweet sponsorizzato” non è molto diverso da un messaggio di 140 caratteri da parte di un brand, soprattutto se scaturisce da una ricerca specifica.

Gli utenti avranno un controllo parziale sull’intrusione pubblicitaria: se il messaggio non ha rilevanza per gli utenti, e questi non interagiscono con esso in qualche forma ( RT, favorite, click, ecc..), il messaggio non apparirà più tra i risultati.

In questo caso l’azienda dovrà impegnarsi per fare in modo che il proprio messaggio sia rilevante e contestualmente appropriato, a differenza del modello di Google deve apportare un vero valore.

Aumento della penetrazione delle aziende in ottica Social CRM: le aziende che decideranno di utilizzare l’advertising su Twitter, difficilmente potranno rinunciare ad essere presenti son una strategia conversazionale. I tweet sponsorizzati sono facilmente commentabili e in caso di domande o bad buzz, l’azienda dovrà essere presente.

Probabilmente un cavallo di Troia per invogliare i brand in un ottica di relazione continua, con utilizzo dell’advertising per massimizzare gli sforzi di marketing in termini di audience rivolgendosi non solo alla propria community. e al tempo stesso assolvedo al bisogno  di misurabilità.

Al tempo stesso Biz afferma che questi non saranno invasivi rispetto al normale flusso di conversazioni sul servizio di micro-blogging.

In un modo o nell’altro la Social Search acquisterà una rilevante importanza per la reputazione di un brand, anche se non conosciamo esattamente i dati di ricerca che al momento gli utenti effettuano su Twitter, grazie all’integrazione dei servizi real time su Google e Bing le aziende avranno interesse a prestarvi attenzione.

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Twitter, dopo la geolocalizzazione dei messaggi, ha appena lanciato la possibilità di monitorare i trend più popolari nel proprio Paese o ancora nella propria città, ovvero i topic più discussi dagli utenti in un breve periodo di tempo.

Twitter Local Trends

Mi sembra uno strumento piuttosto interessante per alcuni motivi, che interessano diversi ambiti della comunicazione:

  • Giornalismo dal basso: la localizzazione di trend potrà finalmente dar voce ad argomenti o fatti meno rilevanti a livello internazionale, ma altrettanto importanti per diffonderli ad una comunità più ristretta.
  • Social Media Marketing: Operazioni di marketing su twitter localizzate avranno un suo perchè per quanto riguarda l’effetto “virale” dell’iniziativa. A questo punto anche le realtà più piccole potrebbero essere interessate, se non ad attività di branding conversazionale, a dare un valore aggiunto a potenziali clienti che ricercano solamente vantaggi promozionali.

Trovate altre opportunità per gli utenti in questo senso?

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Il Natale si avvicina e la voglia di fare e ricevere regali anche, ma cosa ci motiva ad acquistare un prodotto piuttosto che un altro? La crisi si è fatta sentire, e per altri è ancora presente, quindi uno dei fattori più importanti ad influenzare l’acquisto è sicuramente il prezzo.

Sarebbe troppo semplice limitarsi a credere che il prezzo sia l’unica variabile, soprattutto in un momento dell’anno in cui vogliamo regalarci o regalare dei prodotti di tendenza o complessi.

Secondo una ricerca effettuata dalla comScore, gli acquisti sono fortemente influenzati dai social media a differenti livelli. Se le opinioni UGC rimangono la fonte principale di influenza digitale, anche le relazioni che i brand hanno istaurato direttamente con gli utenti attraverso twitter, fanpage, buzz marketing relazionale ecc., hanno un impatto importante.

comScore Social Media JPEG

Twitter sembra essere un social media in grado di agire sull’impulso di acquisto, agendo proprio sulla “contrattazione” tra brand e consumatore ( to take advantage of special offers). Questo probabilmente perchè twitter non consente una vera conversazione articolata.

“Social media really appears to be emerging as an important marketing channel this holiday season,” added Mr. Fulgoni. “On the one hand, its emergence is being driven by increased consumer adoption of these technologies and the exponential growth in digital word-of-mouth that is occurring over this medium. On the other hand, having a social media marketing strategy makes sense for retailers in this environment because it’s cost-effective and shows an effort to get closer to one’s customers. I think we are getting our first real glimpse at the impact social media will play on commerce as we enter the next decade.”

E i video? che impatto hanno sugli acquisti se di tipo adverteinment ? Qualcuno come Carrefour sembra averci pensato aprendo un canale dedicato, giocando sul tema della crisi e del Natale.

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Goolge lancia finalmente l’integrazione degli strumenti di micro-blogging nel suo motore di ricerca,  tra quelli attualmente integrati abbiamo Facebook, Twitter, Friendfeed, Myspace, Jaiku, Identi.ca.

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Un passo in avanti sulla Social Search era stato già fatto da Google, grazie al progetto Caffeine, in seguito anche al nuovo progetto di Twitter di posizionarsi come un vero e proprio motore di ricerca delle conversazioni in tempo reale.

Che cosa significa questo per i marketer e per gli utenti ?

Per i brand l’integrazione del Real-Time Search impone un attenzione maggiore ai canali di micro-blogging al fine di gestire la propria reputazione, al di la del rapporto con blogger e community, ci spostiamo verso l’esigenza delle conversazioni a 360°. Ne avevo parlato nello specifico nel dibattito del futoro dei  blog e Twitter. Anche Google Trend si aggiorna ed ora sarà possibile monitorare il trend delle conversazioni real time.

Per gli utenti google diventa una fonte di ricerca di News in tempo reale per quanto riguarda fatti politici, società, eventi ecc.


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Il tema del Real Time Web, accennato un anno prima,  sarà affrontato nei prossimi giorni durante la conferenza LeWeb 2009.

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Anche quest’anno avrà luogo la conferenza LeWeb a Parigi, organizzata da Loic Le Meur. Il tema principale sarà quello appena accennato l’anno scorso, ovvero il Real-time Web, he grazie alla continua crescita di Twitter, friendfeed, Facebook e simili, sta diventando uno dei temi più caldi per brand e non solo.

Dati i costi proibitivi andrò a parigi il giorno dopo per parlare con alcuni dei miei amici che saranno presenti li, ma seguirò sicuramente il live streaming grazie ad una interessantissima applicazione rilasciata da Loic per LeWeb 2009.

L’applicazione da un nuovo volto alle conferenze di tipo tradizionale, integrando diversi tools per coloro che saranno fisicamente li e per tutti coloro che invece se la godranno da casa o in mobilità.


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