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Lo User Generated Content non è un mistero per chi ha fatto della blogosfera una seconda dimora o il primo mezzo di comunicazione diretto. User generated si può riassumere nella sua semplicità a quelli che sono i contenuti generati dagli utenti attraverso gli strumenti social media messi a disposizione: wiki, blog, podcast, video, Flickr…In sostanza il contenuto creato direttamente dagli utenti si oppone ai contenuti creati da agenzie media tradizionali

Questa prima fase di User Generated Content non ha toccato in un primo momento la sfera del marketing e l’interesse dei brand, ancorati ad una produzione pubblicitaria tradizionale.

Ora l’approccio dei brand con gli utenti/clienti è sempre più improntato al contatto e alla ricerca del dialogo e i contenuti UGC trovano il loro spazio nelle strategie marketing. Le differenti piattaforme UGC:

  • Video UGV : YouTube è forse lo strumento indiscusso, ma nell’ultimo anno si sono affacciati le cosidette TV UGC come TheblogTV e Current. Mentre il primo è interamente user generated, il secondo si avvale di professionisti. In entrambi i casi anche dei contest pubblicitari user generated sono possibili, in modo da scvalcare l’avversione attuale verso la pubblicità tradizionale. La fantastica evoluzione dell’instant user generated è forse Seesmic.
  • Video Game : gli user generated games riprendono una delle esperienze proposte con la nascita del web 2.0 attraverso i “mash-up”. L’utente è in grado di modificare facilemnte e creare il proprio gioco, nonchè inviarlo in modo virale nel web. Ottima soluzione per un gioco virale, dove il rapporto con il brand diventerebbe creativo e partecipativo, non direttamente con il prodotto, ma con l’universo della marca. Esistono sia degli aggregatori (youtube per i UGG) e dei veri e propri personalizzatori come Pictogame.

E’ l’aspetto social delle community create attorno a questo tipo di servizi che aumentano la fidelizzazione e l’interesse attorno alle campagne user generated. Per questo il contenuto non è la parte più importante, ma piuttosto le altre utility collegate (chat, avatar, bookmark, message board). La novità di TheblogTV è quella di aver creato dei servizi attorno alle community video, come Citizen Report, o ancora Mammenellarete la prima community interamente dedicata al mondo delle mamme, dove intervengono esperti nell’ambito dell’infanzia e ritrasmesse su Discovery.

Quale modello di business ?

Basti pensare che un servizio può essere associato ad un prodotto, per rendersi conto come entrare all’interno di una community di utenti per una marca significhi esporsi al dialogo. Un canale di fidelizzazione e di discussione attorno ai prodotti, con test degli utenti in grado di generare buzz e al tempo stesso gestire le richieste che provengono dal mercato a costi molto più bassi e in particolare più vicini alla realtà, rispetto ad una classica ricerca di mercato.

Dai dati ripostati da NinjaMarketing, secondo la ricerca ‘UGV 2005 - 2008: Mania Meets Mainstream’ condotta da Accustream iMedia Research, nel 2007 i video User Generated (UGVs) targati US hanno registrato 22 miliardi di views da ogni parte del mondo: il 70% in più rispetto all’anno precedente.

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