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19
ott
Ho avuto la possibilità di assistere, con due miei colleghi, al meeting organizzato da Current TV sul tema dello User Generated Content – Contenuti, pubblicità, forme partecipative. Un po’ deluso dalla presenza di un gruppo un po’ ristretto di addetti ai lavori ero pronto comunque a scrivere sul mio solito taccuino 1.0 qualche spunto di riflessione da poter riutilizzare anche nel mio lavoro. Non che non ci siano stati, ma sicuramente troppo pochi rispetto a quello che avevo previsto (deludente).
Sono stato sorpreso quando anche l’amico Kawakumi ha espresso il mio stesso pensiero sul quadro generale della serata. Il forum aveva tutte le sembianze di una conferenza stampa per l’autopromozione, non solo del nuovo modello di business di Current, ma anche dei vari interlocutori.
Sono rimasto un po’ scioccato dagli interventi , molto più rivolti ai non addetti ai lavori che a persone con la voglia di condividere esperienze e concettualizzazioni fuori dall’ovvietà. Lo User Generated Advertising esiste ormai da tempo, ma Current lo porta in Tv, ragione in più per discuterne in modo più dettagliato per quanto riguarda il lato business o meglio dando spunti su cosa realmente apportano ad un brand.
Ho assistito ad uno strano intervento che doveva essere dedicatio all’unconventional marketing come il guerilla mkt, ma che in realtà non avevano nulla nemmeno del conventional. Ho assistito all’ennesima classificazione dei blogger influenti, considerando solo una categoria di blog e notizie. Avrei preferito ascoltare qualche domanda dagli invitati all’evento.
Ho apprezzato molto il discorso di Luca Sofri sull’evoluzione del giornalismo online, al confronto con i blogger. I giornali fanno propri le notizie del web per aumentare la loro visibilità e andare incontro agli utenti, dimenticando il valore aggiunto che un giornalista dovrebbe apportare, rispetto ad un non professionista. Mi viene in mente come nel marketing si cerca di rispondere ai bisogni del mercato, ma le imprese di successo in alcuni casi devono crere i bisogni.
Layla Pavone ha parlato “Pubblicità interattiva: conventional e unconventional – pregi e difetti“, ero molto trasportato dalla sua personalità e anche dalle argomentazioni, basate molto sui dati di analisi del mercato in evoluzione. Mi aspettavo al tempo stesso un finale esplosivo, basato su ciò che aveva sostenuto durante tutto il discorso. Il banner è l’unica fonte di remunerazione per un blog probabilmente, tuttavia fa parte di un mix all’interno di una campagna di prodotto( il discorso non è stato approfondito in questo senso).
In definitiva la comunicazione Brand (above the line) + la Risposta (below the line) = Brand Experience. I consumatori vogliono vivere un esperienza con i brand, il web 2.0 è un supporto per la fruizione verso l’entertainement.
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