Possiamo veramente fare a meno dei Social Media ? Probabilmente dei social media si, ma non delle pesone che ne fanno parte. Per questo non dobbiamo dimenticare:


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  • Conversation must be consumer driven: il valore aggiunto deve essere per la vostra community e non direttamente per voi. Se la vostra community cresce voi crescete.
  • Social conversation must be All-inclusive: tutti gli utenti interessati dovrebbero essere coinvolti in un modo o nell’altro, non solo così da stimolare la loro nicchia di amici e lettori, ma soprattutto per non rischiare di valorizzare solo i così detti “influencer” .
  • Must be brillant: valore, storytelling, creatività, sono alcuni dei fattori che stimolano il passaparola e gli utenti ad interagire con un brand
  • Must be Authentic: ogni risposta deve essere autentica, anche nel caso in cui questa possa scontentare una fascia di utenti. Ammettere di aver sbagliato o dichiarare di voler trovare una soluzione, solo nel caso in cui siamo veramente convinti.

Creare una Social Experience è quindi l’obbiettivo primario, possibile solo se ascoltiamo quello che gli utenti dicono su di noi, prima ancora di partire con la nostra conversazione.

Buon inizio di settimana e restate ZEN !

5 com

Le campagne di sensibilizazione si basano molto spesso sul coinvolgimento di testimonial, ma che sempre di più stanno perdendo impatto a causa di un minore impatto del loro personal branding sugli spettatori, almeno a mio parere. Alcune campagne invece sono riuscite a creare un effetto “virale”, grazie a video particolrmente d’ impatto sulle emozioni personali degli individui, ma sempre forzando sul lato “compassionevole” di fronte a situazioni di disagio.

La Germany’s Hearth’s Desire, che si occupa di sostenere i bambini con malattie cardiache, ha creato un video adv basato su una storia non direttamente correlata al loro obbiettivo, ma con un messaggio chiaro: ogni banconota da 50 euro ha una sua storia e con noi ha una fine gioiosa.

C’è quasi un completo distacco tra l’obbiettivo e l’immagine stessa di un organizzazione di questo tipo, e lo storytelling raccontato nel video.


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Per l’inizio della nuova stagione di The Big Bang Theory, la CBS ha tentato una strada insolita per attirare l’attenzione, con un concetto “virale” più che un viral video.

Nel numero del 16 settembre della rivista Entertainment Weekly, sarà presente un video in grado di partire automaticamente una volta aperta la pagina.

Non vedo questo tentativo come il futuro dell’advertising, ma piuttosto come un happening digitale. Il co-marketing messo in atto aumenterà di molto le vendite della rivista per gli appassionati di questo genere di “geekerie”, e l’esposizione al video sarà sicuramente alta anche per chi non sapeva dell’iniziativa, dato che non è cosa da tutti i giorni ritrovare un dispositivo del genere in una rivista.


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Quanto è vero che noin esistono video virali, ma solo fenomeni virali non prevedibili, il video ha raggiunto:

  • 152,478 views
  • 113 blog posts
  • 284 tweets
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Grazie (o per colpa) dei social network, in particolare  facebook, siamo sempre più esposti alle opinioni che gli altri si creano su di noi. Abbiamo discusso non poche volte su quanto sia importante la propria e-reputation anche qui.

petra-samsung

Quanti di voi fanno attenzione a quali foto divulgare su facebook, sopratutto se il vostro boss è li ad ascoltarvi? Samsung coglie l’occasione per posizionare la sua ultima fotocamera digitale ST550 nell’universo del fotoritocco, in pieno stile modelle con photoshop.

Per questo ha creato con con The Viral Factory, una nuova campagna Youtube  interattiva, che mostra come possiamo migliorare il modo di fare le nostre foto da utilizzare nei profili dei social network grazie al “potere della presa d’angolo”.


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In questo caso è da tenere in considerazione l’esposizione ai contenuti generati dal brand, in particolare grazie ai video correlati tra loro, che per i colpi di scena spingono a visionarli uno dopo l’altro.

Una probabile pecca nella campagna: Se da una parte è facilmente apprezzabile l’insieme di questa campagna, in quanto Samsung si spinge a dare maggiore importanza al bisogno correlato da soddisfare, piuttosto che al prodotto stesso.

Daltra parte avrei visto bene proseguire questa idea in un modo più partecipativo. Ad esempio su Twitter, condividendo link utili e tips per migliorare le proprie foto da utilizzare per la propria identità digitale.

Non dimentichiamo che una buona reputazione non significa mostrare quello che non siamo, aspettative troppo alte possono creare un effetto boomerang. Sicuramente c’è qualcuno che non è d’accordo con l’effetto copertina che tutti cercano di dare nelle foto di Facebook :-)

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Ce la puoi fare solo se il tuo portatile è fino come un MSI x-series ? La scommessa lanciata da alcuni ragazzi su questo video non è altro che parte della campagna MSI laptop slim.

Il video nella speranza di diventare virale si basa su le divertenti evoluzioni di un ragazzo, con un costume poco apprezzabile, che tenta di afferrare il portatile con il proprio sedere…si si avete capito bene.

Mi chiedo solo nel momento del brainstorming che cosa avesse mangiato la sera prima l’ideatore del video.  Voglio anche soffermarmi a pensare in che momento hanno avuto il coraggio di mostrare lo storyboard dell’idea al cliente. Ma per questo genere di advertising lo scopo in fin dei conti non è stupire?

Rimane il fatto che oltre ad essere divertente mi sembra piuttosto riuscita come idea, visto che il messaggio “un laptop tanto sottile da poter essere afferrato in quel modo”, passa senza problemi.


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Il video ricorda un po’ quello creato da Nike qualche tempo fa, dove appunto mi domandavo fino a che punto i video fake potessero creare curiosità ed entusiasmo nelle persone.  I commento postati ad esemio su questo forum, inerenti al video Megawoosh, sembrano votare per il successo di questo genere di campagne.

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Molti di voi avranno visto uno dei video più di successo degli ultimi mesi su YouTube, con protagonisti Jill e Kevin nel giorno del loro matrimonio.  La formale cerimonia è stata trasformata in una simpatica danza in stile musicall, degna di una commedia americana.

Inizialmente mi sono chiesto se fosse stato orchestrato per il lancio di un nuovo film per l’appunto, ma mi hanno subito smentito in quanto si è trattato di un vero e proprio video UGC (User Generated Content). Fopo aver raggiunto un incredibile viralità con oltre 20.000.000 di views, il video ha raggiunto anche i media tradizionali come fa notare Markettara.

La canzone utilizzata  “Forever” di Chris Brown, in quanto protetta da diritto di autore e utilizzata per il video senza il suo permesso, sarebbe stata tolta da YouTube a breve. Tuttavia gl autori del video hanno accettato di inserire un link buy-now su iTunes.

Sfruttando l’effetto virale del video il single Forever, ad un anno dalla sua uscita, è nuovamente montato ai vertici delle classifiche degli mp3 più venduti di iTunes #4 e di Amazon #3.

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Come spiega YouTube nel suo blog, che ha fatto di questo una case study per il suo business model, il tasso di CTR nel video JK Wedding è 2x superiore al Click-to-Buy nel sito. Inoltre il video del matrimonio sembra aver influenzato lo stesso CTR del video ufficiale del cantante, aumentando di circa 2,5x nell’ultima settimana.


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J&K (sembra qasi una marca di alcolici) hanno anche creato un sito dove raccontano brevemente la loro storia, con la possibilità di fare delle donazioni per un istituto contro le violenze domestiche.

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Un operazione molto simpatica di street marketing o guerrilla se vogliamo, per la prevenzione della malattia dell’Alzheimer. Una malattia molto discussa, ma che spesso viene poco considerata sia in fase di prevenzione.

La sensibilizzazione molto spesso avviene solo grazie ad un esperienza diretta o emozioni generate dal vissuto personale. J’aime quando una campagna offline riesce a generare conversazioni anche online grazie ai social media. In questo video viene ripresa la messa in scena dei commedianti assoldati per questa operazione, dove alcuni passanti vengono fermati facendo finta di essere riconosciuti da un vecchio amico.

Non conoscendo veramente la persona i passanti rivivono uno dei sintomi della malattia direttamente sulla loro “pelle”, associando l’esperienza direttamente alla causa quando l’attore gli consegna un biglietto che spiega l’obbiettivo della messa in scena.


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Come d’abitudine viralfactory mi tiene aggiornato sulle loro campagne e per loro fortuna quando i video meritano attenzione cerco di condividerli qui.  Vi avevo parlato dell’ultima campagna Samsung per l’ultimo modello di telefonino, che si devesificava dagli altri prodotti principalmente per la sua performante tecnologia della videocamera. Due film virali erano stati creati “Samsung LED” e “Samsung camera phone HD”.

L’ultimo video vede come protagonisti due esserini 3D che compaiono dalle viscere dell’insolito materiale del notebook Samsung. Se anche inizialmente l’effetto sorpresa viene dato dall’abituale ricetta “fake or not fake” dei video virali, l’attenzione si sposta facilmente sulla  storia dei due esserini. Dal mio punto di vista rimane  impressa la particolarità di questo modello di notebook.


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qualche dato:

upload – 20 maggio 2009

views – 130888

commenti: 106

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In questo video divertente e con una grafica che trovo molto accattivante, un piccolo riassunto dell’evoluzione del marketing e non solo. Ritroviamo guardando da un’altra prospettiva, che è soprattutto il consumatore ad essere evoluto, stanco dell’over communication.

Se agli albori il WOM one-to-one era la fonte principale di brand building, è stato l’avvento dell’advertising a rivoluzionare le campagne di prodotto. Nel paradosso della multicanaltà il consumatore cerca di evitare (ma non del tutto) lo spam ipercomunicativo su prodotti e servizi, ricerca grazie ai social network quello che è sempre stato nell’indole dell’uomo: comunicare da peer to peer.


vimeo Direkt

Video realizzato da Michael Reissinger

one

Avevo parlato della campagna buzz by Oxford per il suo prodotto Papershow. Questo è il 4° video molto divertente, incentrato sempre sulla difficoltà di avere l’attenzione dei nostri interlocutori in sede di riunione. Questa volta l’ “ergonomista” di turno ha inventato un metodo  rivoluzionario e alquanto sadico !

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