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Avevo parlato della campagna buzz by Oxford per il suo prodotto Papershow. Questo è il 4° video molto divertente, incentrato sempre sulla difficoltà di avere l’attenzione dei nostri interlocutori in sede di riunione. Questa volta l’ “ergonomista” di turno ha inventato un metodo  rivoluzionario e alquanto sadico !

Vi riporto anche se un po’ in ritardo alcuni appunti presi alla conferenza tenutasi a Parigi sul marketing 2.0. Questo è quanto stato detto e riportato da Fred Cavazza nella seconda giornata circa la produzione dei video virali. Ho trovato alcune argomentazioni piuttosto scontate, prive di novità strategiche (che probabilmente tengono per i loro clienti), ma il tutto continua a sottolineare l’importanza di alcuni aspetti già trattati su questo blog.

Nel secondo giorno della conferenza sul marketing 2.0 tenutasi a Parigi , particolare attenzione é stata data ai social media e l´influenza delle reti sociali sulle marche e le strategie marketing. Alcuni tra I piú prestigiosi marketer si sono succeduti mostrando esempi di campagne virali e le future tendenze del marketing 2.0.

In questa seconda giornata il tema principale trattato é stato il Video in grado di attuare il buzz (passaparola) grazie ai suoi contenuti.

How to use viral video as an effective marketing tool for branded entertainment

Claus Moseholm (fondatore di GoViral) ha proposto alcuni video virali come esempio :

- Tra gli esempi Nissan Qashquai et Quiksilver

- La difficoltá che accomuna una campagna virale é trovare un idea che non sia in disaccordo con i valori della marca

- Non esiste un metodo realmente affidabile per misurare il ROI (aumento delle vendite), ma non é questo l´obbiettivo del video virale.

Lifecast and social media

Michael Seible (Justin.TV) prende la parola e sembrava l´uomo piú atteso della giornata.

Il loro posizionamento é il broadcast e sono una societá interamente sostenuta da investitori. Sono riusciti a fare uno streaming di oltre 30 anni di video in soli 30 giorni. Il portale offer molte possibilitá tra cui canali in live, episodi e chat.

I membri possiedono una pagina personale per favorizzare l´aspetto sociale ( lo chiamano social engine).

L´archivio possiede dei livecast integrali con la possibilitá di creare dei clip. Alcune delle loro campagne commerciali sono state ”The Ruins”, “Distrubia”, House of Axe, Logitech, per i media Universal, Clear Channel Radio.

Alcune precisazioni sono state fatte circa il live video mobile che non sembra essere per subito, e l´importanza della partecipazione degli utenti (chat…).

It’s all about video

Nicolas Beauchesne (Google / YouTube France)

Le cifre: 10 anni di video di video pubblicati tutti i minuti, 240 mila visitatori unici al mese.

Lunga attenzione é stata prestata all´uso che gli utenti fanno dei video, soprattutto nel contesto delle vacanze, dove amano condividere i video con altri amici o utenti.

- Attualmente stanno cercando di migliorare la « video Experience » per gli internauti con youtube ;

- L´importanza di Google per monetizzare le campagne attraverso Adsens, Video Ads.

Un esempio di utilizzazione é stato dato, mostrando la campagna L´Oreal e il sito dedicato alla Tecktonic ( un ballo da discoteca alla moda in Francia)(Studio Electro).

Il futuro sará l´integrazione dei video nella ricerca di Google, ma per ora ancora allo stadio sperimentale.

How brands can benefit from being social

Wolfgang Lunenburger-Reidenbach (Edelman Digital)

- Il passaparola é un mezzo, un supporto e non una strategia

- Il´messaggio e la storia che raccontate deve essere universale e non adattata solo al supporto (video virale).

- Le marche non sono autentiche per natura ; solo gli utenti lo sono

- Un esempio di corporate blog (Daimler)

L´incontro é stato interessante, ma ovviamente nulla di particolarmente preciso é stato detto su i mezzi di guadagno alternativo grazie ai media sociali (lo tengono per i propri clienti). Si ribadisce peró l´attenzione che le marche e le imprese mettono sui contenuti dei social media . Il passo successivo sará integrare le singole iniziative alle strategie marcheting giá esistenti al fine di ottenere delle campagne al massimo strutturate in grado di quantificare il ritorno degli investimenti.

In seguito ad alcuni post letti nel forum GT, nel quale si discuteva delle possibilità di implementazione di video all’interno dell’e-commerce, mi sono messo alla ricerca di alcune interfacce del cosi detto Rich Commerce, del quale vi avevo parlato qui. Questo nuovo concetto si basa sulla tecnologia Flesh e sul concetto di Flex Store per l’appunto. Quello che trovo eccezionale è di ovviare ad alcune problematiche degli e-commerce tradizionali:

1. Maggiore interazione dell’utente e senza mai navigare tra pagine diverse, ma restando in un unica interfaccia evitanto l’ipermediazione dei contenuti che possono distrarre dall’acquisto.

2. Il carrello degli acquisti aprendosi nella stessa interfaccia consente di continuare l’acquisto di altri prodotti o continuare a visionare la scheda del prodotto o dei prodotti correlati, diminuendo in questo modo la sensazione di rischio nell’acquisto.

3. Non per importanza l’uso di video esplicativi sul prodotto in questione come un vero commesso virtuale. Avere l’impressione che dietro lo schermo qualcuno ci sia realmente, è un ulteriore fattore di fidelizzazione di un e-commerce (dove spesso l’acquisto non viene portato a termine per mancanza di sicurezza).

Restano i problemi di cui vi avevo già parlato qui riguardo questo tipo di piattaforme.

Un esempio di Flex Store in questa demo.

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