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30
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Per chi non conoscesse Daniele Montemale, aka Viral Avatar, vi invito a seguirlo su twitter, per scoprire le vicende di una persona che ha deciso di dedicare il suo lavoro al mondo del viral marketing. Un professionista “senza dimora fissa” che si dedica da anni all’universo dell’influenza digitale come freelance, viaggiando in diversi Paesi del mondo.
Ma il freelance è una causa del mercato o una necessità per la sopravvivenza dell’ecosistema della comunicazione? Scoprite il punto di vista di Daniele nel #BeMyGuest di questo mese.
I lavori da freelance sono spesso poco definiti e capiti nel panorama sociale. Ciononostante, questa metodologia di lavoro è in continua crescita e non è un caso;
in un panorama globale, glocalizzato come quello odierno, una figura flessibile e specializzata, come spesso viene ricoperta da diversi tipi di lavoro freelance, è necessaria ed estremamente utile nel panorama lavorativo.
In questo contesto non parleremo di figure professionali spesso costrette ad aprirsi partite IVA, dei datori di lavoro o società, solo perché questi, senza alcun rispetto per i propri impiegati, possono scaricare meno tasse sui propri operati. Sto pensando a personale che lavora nel sociale, stagisti costretti a lavorare solo attraverso l’apertura di una partita Iva etc. etc.
In questo contesto parleremo solo del Freelancing più puro, quello vero, quello che può generare l’”Ozio creativo… produttivo”.
Nel 2003 il mio professore di Sociologia del lavoro, Domenico De Masi, scrisse “La fantasia e la Concretezza, creatività individuale e di gruppo”, un testo che, all’epoca, essendo studente, considerai “pesante” dato il suo volume (750 pagine) e che oggi rivaluto specie su alcune teorie che possono essere parafrasate per studiare il mondo del lavoro odierno. Rimane comunque un bel mattone.





