Una nuova campgna Coca-Cola particolarmente riuscita, dopo l’idea creativa dedicata ad Avatar. Coca-Cola si posiziona ormai come una vera e propria bevanda distributrice di happiness, a differenza di altri concorrenti più concentrati nello sport.
Un ottimo dispositivo che riesce ad integrare un a piccola operazione di guerilla marketing, molto mirata, all’obbiettivo principale della campagna: creare un video che potesse avere la possibilità di diventare virale.
Un ottima opportunità per il brand per creare un engagement con tutti coloro che utilizzeranno questo video teaser, per mostrargli in anteprima un eventuale concorso, minisite o altra iniziativa correlata. Spero che Coca-Cola ci abbia pensato, sarebbe n peccato farsi sfuggire questa occasione.
E’ iniziato l’annuale confronto tra due dei giochi più acquistati per console, che in vista del Natale vedranno impennare le loro vendite.
FIFA 2010 cerca di coinvolgere gli utenti con un esperienza reale piuttosto che visrtuale, stimolandoli a mettersi in competizione con i miti del calcio. Niente effetti speciali per questa campagna virale, ma piuttosto humor + partecipazione degli utenti, a cui viene domandato di riprodurre l’esperimento dei calciatori coinvolti.
Ogni tanto uno spot degno di nota diventa virale, e questo prodotto dall’agenzia DDB New Zealand per MySky HD ha le carte in regola.
Ironico e fuori le righe per far passare il messaggio: quello che succede succede con Sky HD potete essere felici. La canzone “Que, Sera Sera!” accompagna le varie scene dello spot ma…
…non trovate il messaggio leggermente fuori obbiettivo? Una conferma che la TV utilizza un entertainment che genera una positiva ignoranza? Le immagini splatter sono solo per creare un effetto virale o potrebbero avere un impatto sul pubblico ? (grazieM3rl1n0 per la riflessione)
PS: Interessante la visione di Laura_aka_Fugiko che dice: qualsiasi cosa succeda non perdi i tuoi programmi perchè il decoder le registra.
Skype lancia una nuova campagna web per comunicare le nuove tariffe verso telefono fisso. Non è la prima volta che l’operatore VOIP adotta una strategia di digital influence per creare buzz online, ma in questa occasione stiamo parlando di un vero e proprio Viral Streaming.
Dopo un brevissimo teaser, l’intera campagna punta a creare un esperienza diretta con il brand e i suoi servizi, tirando in causa un fortunato vincitore uno sfortunato perdente nell’esperimento ‘Wilderness Man’. Rob Cavazos, fluente in Inglese, Spagnolo e tedesco, passerà accampato davanti una cabina telefonica le prossime settimane, aspettando le telefonate di chiunque tramite Skype. Potrete infatti chiedergli quasi tutto e seguirlo nella sua avventura qui www.phoneboxexperiment.com.
La differenza rispetto ad un viral video è la possibilità di interazione che gli utenti hanno in questa campagna, vista l’esigenza di un esperienza diretta con i bisogni, a cui Skype cerca di risponde per i suoi utenti. Nello stesso tempo si rivolge a utenti giovani ma anche a tutti quelli che magari hanno un figlio fuori per studio o lavoro.
update: risultati della campagna
1,059,709 Visite al sito
1,836,843 Page views
624,634 Visitatori unici
Piu di 12,000 tentativi di chiamata
Oltre 700 chiamate ricevute
IKEA ha lanciato una campagna che con una semplice idea di interazione, ha generato una buona dose di partecipazione da parte degli utenti.
Non si tratta di una campagna corporate, ma di un azione intrapresa per l’apertura di un nuovo store a Malmo. Invece di utilizzare i più classici metodi di pubblicità (soprattutto dato il target geograficamente omogeneo), IKEA è andata direttamente dalle persone per coinvolgerli a creare un effetto passaparola.
Dopo aver creato un account per il Malmo Store (attenzione: con una persona fisica e non una fanpage), è stato domandato agli utenti di taggare, le foto dei prodotti Ikea, con il proprio nome. I primi a taggare di volta in volta gli oggetti, lo avrebbero ricevuto gratis.
il risultato: centinaia e centinaia di utenti hanno ritrovato le immagini sul proprio lifestream di facebook, scatenando un effetto virale per IKEA, con un buon grado di engagement attivo.
Samsung sarà lo sponsor ufficiale dei Giochi Olimpici e del Movimento Olimpico nei prossimi 8 anni e compreso Londra 2012. Grazie alla tecnologia Samsung Wireless Olympic Works (WOW), una piattaforma per tenere i funzionari, gli atleti e i media costantemente aggiornati, dello sviluppo e del progresso dei giochi olimpici 2010, Vancuver darà la possibilità agli utilizzatori WOW, di seguire in tempo reale le informazioni in modo personalizzato.
Per la prima volta nella storia olimpica i fan potranno scaricare sul loro mobile phone per avere una completa interazione con le informazioni provenienti direttamente dagli organizzatori.
Questo video virale concepito da The Viral Factory , è stato creato per generare rumore attorno dell’iniziativa: con Samsung non perderai nulla dei giochi olimpici, anche le cose più strane!
Ancora una volta i fake video, quando non sono nascosti e gli utenti non si sentono presi in giro, sembrano funzionare molto bene per generare un effetto virale.
Potrebbe sembrare un paradosso, combattere lo stereotipo del sessismo sul posto di lavoro con un video sexy. Con l’esperienza abbiamo notato quanto sia importante scioccare per avere un impatto maggiore nella cause sociali o di prevenzione. Nel caso di questo video commissionato dalla European Commission per il settore Enterprise e Industry, il messaggio si rivolge proprio ad uno dei problemi irrisolti nel mondo del lavoro: la discriminazione delle donne nel mondo dell’imprenditoria.
Le immagini ammiccanti hanno sicuramente un impatto maggiore sulla viralità del video online, ma quello che più a mio parere viene messo in risalto è proprio la figura dell’uomo nell’ambito dell’imprenditoria (personificato nello sguardo languido del ragazzo).
I Social Media e la creatività si affermano ancora una volta come un buon connubio per portare avanti programmi di Social Responsability.
C’è chi afferma che nella TV italiana non sarebbe mai stato possibile uno commercial come questo, qualcuno dice che cade il video stesso negli stereotipi. Voi che cosa ne pensate?
ViralAvatar mi ha invitato a dare un occhiata a questa campagna per Hunger Games, un libro in uscita di Suzanne Collins, che estremizza il successo attuale dei Reality Show. Questa volta il reality ha una sola regola: uccidi o muori.
Amo i romanzi thriller e soprattutto come è stata organizzata questa campagna, per un prodotto come un libro le opinioni dei lettori sono importanti e soprattutto un esperienza diretta con il prodotto per crearsi un proprio punto di vista.
Il primo capitolo è stato messo a disposizione sul sito, sfruttando anche un design che richiama l’esperienza di sfogliare un libro “reale”.
Il sito web è più simile ad un minisite per un videogame, ed è stato creato per questo un viral-game via SMS per invitare i propri amici a visitare Hinger Games. All’amico inviato arriverà una mail:
“perchè lo hai fatto? la tua scheda è già on line”
Cliccando il link si arriva ad una pagina con il nome dell’amico ed una scheda personale e la probabilità di sopravvivenza.
Nel momento in cui legge, il suo cellulare suonerà ed una voce femminile dirà che l’organizzazione degli Hunger games e che “è stato confermato.. in 24 ore sarà prelevato e sarà portato nell’arena dove deve prepararsi a lottare se vuole sopravvivere e tutto sarà filmato”.
E’ stata creata anche una fanpage su Facebook dove sarebbe carino raccontare le reazioni dei vostri amici dopo lo scherzo!
GoViral, agenzia specializzata nel seeding di video virali, ha pensato di poter rispondere ad una crescente domanda di mercato da parte delle aziende. Per cavalcare l’onda dei video advertainment molto spesso il problema principale è quello di avere il video che funziona, per generare un esposizione organica realmente virale.
In questo esperimento “Viral Test”, GoViral propone di utilizzare una creatività già pronta, mettendola a disposizione in ottica opt-in ai brand che volessero veder comparire il proprio logo all’interno del video.
Siamo veramente nel dominio del product placement, dove la creatività potrebbe essere completamente dissociata dal brand, molto più vicino ai branded content utilizzati nei video game, come ha già sperimentato Obama per la campagna alle presidenziali.
Non posso certamente fare un reale riscontro del successo di tle operazione, appena partita, ma leggendo un po’ in giro anche nella blogosfera italiana, altri blogger la pensano un po’ come me (kawakumi ad esempio). La domanda è: Quali sono a questo punto gli obbiettivi ? La mera esposizione? Quali criteri per il successo di una campagna ?
Sinceramente non mi convince per alcuni motivi, soprattutto legati al brending e ad una domanda che mi pongo, probabilmente perchè non conosco bene il business model. I video verranno condivisi con altri brand ? Il video potrà essere riutilizzato da altri brand per assicurare un economia di scala di ogni video?In entrambi i casi ll’obbiettivo di legame tra utenti e brand sarebbe compromesso.
Proprio come il titolo del post il gioco è quello di proporre un video probabilmente di successo, ma forse fuori dal contesto del brand. Purtroppo non vedrete nessun treno in questo post !
Avevo parlato del caso Audi su Facebook non molti giorni fa, quando ho cominciato a sentire non poco rumore circa alcuni video che circolavano in rete. Uno dei più visti è questo video, di cui non possiamo non notare il link alla fine, anche se non c’è nessuna traccia che richiami alcun brand nelle immagini.
Il link al sito della campagna mette il luce l’obbiettivo stesso del brand tedesco. Generare buzz sul countdown per l’uscita di una nuova tecnologia Audi il 15 di settembre. I video fake (che trovate nel canale YouTube dedicato), si incentrano sulla forza dell’energia elettrica nella vita di ogni giorno e le possibilità di sfruttarla in modo intelligente che abbiamo.
La cosa più sorprendente di questa campagna è vedere come Audi continui a dare peso alle conversazioni sui social media, tanto da incentrare il minisite sulla connessione di tutte le opinioni che stanno circolando nei social network sul progetto “Audi Electricity Untamed”. Come una nuvola prima della tempesta trovate infatti le conversazioni provenienti da blog, YouTube e Twitter.
La campagna ha avuto un riscontro anche sui media tradizionali, oltre ad avere avuto più di 100 commenti e quasi 800 like sulla fan page di Facebook. per la probabile presentazione di un auto elettrica al salone di Francoforte.