Una recente ricerca della Forrester mette in luce qualche considerazione, che avrete sicuramente avuto modo di leggere anche qui, per quanto riguarda il coinvolgimento degli influencer. Per troppo tempo i marketer si sono basati sul numero di visite o il numero di contatti che un blogger, o un utente in generale, riusciva a generare; in pratica un approccio di esposizione, costo per contatto.

Questo modello è inapplicabile ad un approccio conversazionale tra brand e consumatori, dove l’obbiettivoè quello di generare una relazione non solo con i potenziali influencer, ma con la loro stessa community.

Un “planner 2.0″ dovrebbe tener presente che i social media sono la tecnologia, mentre il motore che li sostiene è fatto di persone e dalle relazioni peer-to-peer che si generano.

I Social Broadcaster: sono blog o utenti che normalmente generano un grande numero di visite, ma meno interazioni tra blogger e lettori. Vengono utilizzati in maniera particolare per assolvere al bisogno di acquisire informazioni e novità su un determinato settore, per questo dalla ricerca scaturisce che sono i siti a cui crediamo meno in temini di influenza. Probabilmente per lo stile di scritura più formale, ma restano comunque dei canali in grado di aumentare l’awareness su determinati prodotti.

Potenzial Influencer: sono coloro che utilizzano la rete e i social media, per condividere le proprie esperienze offline. Creano attorno a se una community di lettori/amici con sui conversano attivamente e da cui ricevono a loro volta un influenza. Sono coloro che generano allo stesso tempo una coda lunga e generano un maggiore engagement, grazie anche al modo di esporre le proprie opinioni negative o positive che siano.

Mass Influencer: sono coloro che sono conosciuti e considerati come influenti dalla maggioranza delle blogosfera, in grado di avere allo stesso tempo un gran seguito e una forte community di lettori. Sono la minoranza, ma influenzano al 80% le decisioni di acquisto sia online, che in molti casi anche offline.

Come vedete il numero di contatti, non sono sempre un riferimeno di qualità di partecipazione sia da parte degli influencer, sia da parte dei loro lettori. Per questo è mportante avere chiari i nostri obiettivi e l’approccio che dobbiamo utilizzare per coinvolgere il pubblico di riferimento; non per ultimo domandarci se agiremo a breve o a lungo termine.Il successo è dato d un insieme di fattori che dobbiamo misurare, diversi per ogni genere di utente che abbiamo coinvolto:

Quando parlo di influencer non mi rivolgo semplicemente a blogger, ma in modo più allargato agli utenti: forum, twitter, friendfeed, ecc. All’interno di ogni categoria, troveremo delle eccezioni e dei differenti gradi i partecipazione, che dobbiamo saper valorizzare per poter creare dei veri e propri ambasciatori a lungo termine.

Con queste premesse diventa importante anche la scelta delle modalità di coinvolgimento e le tempistiche di condivisione delle informazioni,  soprattutto ricordiamoci la differenza tra passaparola (word-of-mouth) e influenza digitale.

Fonte ricerca: WOMMI

4 com

In questo video divertente e con una grafica che trovo molto accattivante, un piccolo riassunto dell’evoluzione del marketing e non solo. Ritroviamo guardando da un’altra prospettiva, che è soprattutto il consumatore ad essere evoluto, stanco dell’over communication.

Se agli albori il WOM one-to-one era la fonte principale di brand building, è stato l’avvento dell’advertising a rivoluzionare le campagne di prodotto. Nel paradosso della multicanaltà il consumatore cerca di evitare (ma non del tutto) lo spam ipercomunicativo su prodotti e servizi, ricerca grazie ai social network quello che è sempre stato nell’indole dell’uomo: comunicare da peer to peer.


vimeo Direkt

Video realizzato da Michael Reissinger

one

Sono da poche settimane passato dall’esperienza del marketing tradizionale a quella che è la mia passione, il marketing 2.0 se vogliamo utilizzare una buzz word che tanto viene usata nel web. Come project manager mi accorgo immediatamente qual’è il problema che principalmente è da trattare quando decidiamo di far capire alle aziende di cosa stiamo parlando e qual’è la nostra offerta. Mentre la mia presentazione è in piena costruzione, vi presento quella fatta da Andrea Febbraio in occasione del Forum della Comunicazione.

Related Posts with Thumbnails none

Profilo Facebook di Andrea Colaianni

WOMARKETING su Facebook

Featured Posts

WoMkTV

Viral of the week

Recent Comments

Powered by Disqus

Articoli recenti

More of My Presentation

tag cloud

Subscribe to my blog!

TwitterCounter for @womarketing Wikio - Top dei blog Wikio - Top dei blog - Economia
Womarketing ITA twitter womarketing womarketing friendfeed LinkedIn slideshare youtube delicious
www.flickr.com
Questo è un badge Flickr che mostra le foto pubbliche e/o i video di womarketing. Crea il tuo badge qui.

Francofoni

Leggo

Scrivo anche su:

Categorie

Archivi

Crazy Marketing Network

Seguimi su Libero Mobile