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7
ago
Su Twitter qualche giorno fa ho notato questo video grazie a fightforblogiz, ma dopo un attimo di confusione riguardo alla provenienza del video, ho iniziato una vera e propria attività di inchiesta nel web. Ricercando alcune parole chiavi su twitter sono risalito ai blogger che hanno parlato dell’operazione e ho trovato diverse informazioni al riguardo.
Ovviamente non si tratta di un video User Generated, ma di un operazione di buzz per un brand che fino a due giorni fa non capivo quale fosse. Intanto guardate il video.
Andando sul blog del progetto MegaWoosh, possiamo vedere come l’ideatore porti avanti la sua sfida dando tutte le informazioni sui risultati e sulla gestione dell’avanzamento del progetto stesso. Unico indizio che inizialmente faceva pensare ad un fake per un brand, era il logo in basso a sinistra di Arena. Considerando che qui a Roma siamo in periodo di mondiali di nuoto, ho pensato ad una campagna per le nuove tute Tech Arena, tanto discusse sia per la battaglia marketing costante nei confronti dei concorrenti, sia per le performance che gli atleti riescono ad avere grazie a questo tipo di costume.
Ecco qui un immagine:

immagine via
Il video è perfettamente in linea con la mia ipotesi, tuttavia fino a questa mattina ero solo all’inizio della sorpresa, visto che non mi sarei mai aspettato un co-branding con Arena per nascondere il vero autore di questa operazione.
Il blog infatti, come dicevo, è basato sui dati rilasciati dall’autore dell’impresa Bruno Kammerl: come potete vedere si trattano di veri e propri schemi di project management.

Ma è oggi che ho scoperto il finale dello storytelling creato in questa operazione. Si tratta proprio di Microsoft e del suo programma di Progect Management, Office Project 2007. Il teaser è stato finalmente scoperto sul blog inerente alla campagna:

Alcune considerazioni:
Se prendiamo in considerazione che il video è stato visto da oltre 300.000 views e circa 110 post, il rumore genrato dalla creatività stessa del video ha fatto parte del lavoro in questa campagna. L’effetto che può avere un “pazzo” che tenta un salto del genere ha giocato a favore della viralità del video.
Lo storytelling è quello che più mi ha colpito, uscendo in tal modo dallo schema classico di un operazione di marketing virale. E’ forse quello che ha dato più importanza al prodotto stesso, mentr il video si è preoccupato di aumentare l’interesse dei early adopters. Tutti quelli che da ora in poi visiteranno il blog avranno ben chiaro di cosa si tratta, probabilmente grazie proprio al traffico generato dal video.
Peccato che probabilmente non avevano strutturato la campagna a livello internazionale, non pensando al successo che il video avrebbe generato soprattuto verso coloro che sono anche interessati ad un prodotto come quello delle Microsoft (blogger marketing, adv e non solo).
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- Published by Andrea in: Viral Marketing
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